Il giovane Holden | Recensione di Deborah

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IL GIOVANE HOLDEN

 

 

Che l’addio sia triste o brutto non me ne importa niente, ma quando lascio un posto mi piace saperlo, che lo sto lasciando. Se no, ti senti ancora peggio.

 

Suo figlio era indiscutibilmente il piú emerito bastardo che fosse mai stato a Pencey in tutta la sporca storia dell’istituto.

 

Ad ogni modo, mi immagino sempre tutti questi ragazzi che fanno una partita in quell’immenso campo di segale eccetera eccetera. Migliaia di ragazzini, e intorno non c’è nessun altro, nessun grande, voglio dire, soltanto io. E io sto in piedi sull’orlo di un dirupo pazzesco. E non devo fare altro che prendere al volo tutti quelli che stanno per cadere nel dirupo, voglio dire, se corrono senza guardare dove vanno, io devo saltar fuori da qualche posto e acchiapparli. Non dovrei fare altro tutto il giorno. Sarei soltanto l’acchiappatore nella segale e via dicendo. So che è una pazzia, ma è l’unica cosa che mi piacerebbe veramente fare. Lo so che è una pazzia.

 

Titolo originale: The Catcher in the Rye

Genere: romanzo, romanzo di formazione

Editore: Einaudi

Pagine: 248

Prezzo: 12 €

 

Recensione:

Oggi parliamo di un romanzo molto particolare, Il Giovane Holden. Questo romanzo è stato pubblicato negli Stati Uniti nel 1951 ed ha avuto un impatto davvero forte nella società dell’epoca. Prima di entrare nei dettagli non ho riportato volutamente la trama dopo aver acquisito particolari informazioni riguardo questo testo. Inizialmente ho avuto il primo incontro con Salinger al liceo quando durante una lezione di inglese la nostra professoressa ci ha fatto leggere ed analizzare un breve estratto. Subito, da quelle poche righe mi sono interessata moltissimo ad esso ma tra una cosa e l’altra, sopratutto a causa di un allontanamento temporaneo dalla lettura, non avevo ancora recuperato la versione integrale. Avevo una gran voglia di acquistare il romanzo ma la troppa austerità della copertina mi ha fatto desistere recentemente e lo ho preso in prestito dalla biblioteca del mio paese. So che è davvero una cretinata questo ragionamento perché i lettori non dovrebbero giudicare un libro dalla copertina ma mi ha fatto questo effetto. Oltre che essere un mantra risaputo è proprio il motivo per cui l’editore ha optato per un’edizione spartana, è stato proprio Salinger a voler far si che non fossero utilizzate immagini accattivanti, note su di lui e neanche una trama. Ecco ricollegarci al perché anche io ho scelto di non riportarla, sono scelte davvero particolare che se non conosciute non le si comprende a pieno, infatti ora ho un’idea totalmente diversa riguardo l’esterno del libro. Per quanto riguarda l’interno è un libro geniale, accattivante, coinvolgente ed interessante per diversi punti di vista. Primo di tutto è narrato in prima persona, sono episodi realmente vissuti dal protagonista Holden che ci trasporta all’interno della sua vita creando anche una sorta di dialogo con il lettore. Lo stile di scrittura utilizzato è proprio il linguaggio di un giovane dell’epoca, si riconoscono diversi intercalari tipicamente americani come al esempio, “amico”, “vecchio” che loro utilizzano molto spesso. Holden è un personaggio davvero interessante e complesso, credo che sia quel genere di persona che più ti sforzi a comprendere e che meno capisci, nonostante tutto avrà sempre qualcosa di diverso e inusuale, inoltre è un bugiardo patologico. Il ragazzo è fuori dagli schemi della società ma non tanto per come vive e si comporta quanto piuttosto per come pensa e ragiona, si percepisce che gli stanno stretti tutti gli standard a cui dovrebbe attenersi un giovine di buona e facoltosa famiglia. Si vede proprio che rispetto a tutti gli altri personaggi che ci presenta lui è su una lunghezza d’onda completamente diversa. Vedremo a grandi linee la storia, insomma le vicende che ci vengono narrate fungono più da contorno invece che da piatto forte, l’essenziale sono i pensieri, le reazioni e sensazioni di Holden. Il romanzo si apre con il protagonista che viene espulso dalla sua scuola a causa delle varie insufficienze nelle diverse materie, incontreremo alcuni personaggi che proveranno a capire il perché il giovane non si sia impegnato a dovere; conosceremo alcuni dei suoi compagni che potremo mettere a confronto per cercare di comprendere meglio Holden. Il ragazzo invece che aspettare circa tre giorni che decretavano l’inizio delle vacanze e il ritorno a casa decide di abbandonare in anticipo la scuola e vagare per New York temendo la reazione dei genitori di fronte all’ennesima espulsione. Questo suo viaggio turbolento racchiude il viaggio interiore del protagonista che arriverà a capirsi e conoscersi meglio, intraprenderà un percorso di maturazione. Cosa ve lo dico a fare, assolutamente il massimo dei nostri libricini!

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