Il gioco della vita di Mazo de la Roche | Recensione di Deborah

Mazo de la Roche: Scrittrice canadese, negli anni Trenta ebbe un enorme successo grazie ai romanzi della saga di Jalna. Sebbene la serie le avesse regalato fama e riconoscimenti (nel 1927, Jalna vinse un premio importante dell’«Atlantic Monthly»), l’autrice condusse un’esistenza appartata, non concedendo al pubblico nulla della propria vita privata. Fazi Editore ha pubblicato Jalna nel 2019 e Il gioco della vita nel 2020.

 

I Whiteoak come alberi troppo vicini piantavano radici profonde per accaparrarsi l’acqua e spingevano in alto i rami per prendere la luce, e lottavano tra loro, in guerra con gli elementi. Non vedevano nulla di particolare nella loro famiglia: erano i Whiteoak di Jalna. Non c’era altro da dire.

 

Editore: Fazi Editore
Data di uscita: 28 maggio 2020
Pagine: 480
Prezzo: 18.00 €

È trascorso un anno da quando abbiamo lasciato la turbolenta Jalna. Eden è scomparso e non si hanno più notizie di lui, Alayne è tornata a New York, Pheasant ha avuto un figlio da Piers e lo ha chiamato Maurice, come suo padre. Ritroviamo la famiglia riunita attorno al tavolo davanti a un invitante soufflé al formaggio e una bottiglia di rum di quelle buone per gli uomini. Manca solo Adeline. La nonna ormai passa la maggior parte del tempo a letto: quello stesso letto che è stato testimone di concepimenti, nascite e addii, e che ora sembra attendere un commiato. Difficile credere che la complicata trama tessuta da Adeline nelle stanze di Jalna possa squarciarsi. Ma una preoccupazione domina su tutte: a chi andrà l’eredità? Per tenere tutti in pugno, la furbissima nonna ha dichiarato che sarà destinata a una sola persona. Così, fra gelosie e sospetti reciproci, scatta la rincorsa all’ingente patrimonio: finirà forse nelle mani di Renny, per cui tutte le donne, nonna compresa, perdono la testa? O il fortunato sarà Nicholas, il più anziano, il figlio preferito? O l’adorabile piccolo Wakefield? Nel frattempo, il giovane Finch ha ben altro a cui pensare e coltiva in gran segreto la sua passione per le arti nell’attesa di entrare finalmente a far parte del gruppo degli uomini Whiteoak, mentre Renny non riesce a dimenticare l’affascinante Alayne, che tornerà a rimescolare le carte. Il gioco della vita è il secondo capitolo della saga di Jalna: una saga familiare amatissima che, a partire dagli anni Venti, conquistò generazioni di lettori, con undici milioni di copie vendute e centinaia di edizioni in tutto il mondo, seconda solo a Via col vento fra i bestseller all’epoca della prima uscita.

 

È tempo di ritornare a immergerci in una saga familiare, siete pronti per tornare a Jalna e riabbracciare la famiglia Whiteoak? Io per darvi l’idea di quanto mi abbiano rapito le vicende di questa famiglia non vedo già l’ora di leggere il terzo volume, da poco approdato nelle nostre librerie.

Jalna e i suoi personaggi sono entrati subito nel mio cuore, per me non è stato proprio possibile rimanere immune al fascino di queste storie d’altri tempi raccontante in chiave ironica e moderna da Mazo de la Roche. Può sembrare molto strano ma Il gioco della vita, il secondo volume della saga, mi è piaciuto ancora più del primo, ho trovato le vicende ancora più appassionanti e coinvolgenti, sicuramento ho anche provato più emozioni.

 

Tutta la confusione, la paura, la sensazione di brancolare nel buio che l’avevano perseguitato fino ad allora, adesso lo sbattevano contro un muro lasciandolo distrutto e stravolto. Era emarginato in casa propria; la sua solitudine era indescrivibile.

 

In Il gioco della vita ritroviamo lo stile ironico, pungente e avvolgente di Mazo de la Roche, l’autrice si conferma magistrale nella narrazione delle vicende della famiglia Whiteoak, rendendole da subito avvincenti e appassionanti. Personalmente mi piace moltissimo lo stile di scrittura di quest’autrice, sicuramente moderno e innovativo per l’epoca, anche dal punto di vista dei concetti espressi e dei fatti accaduti ai personaggi. Leggendo i suoi romanzi ho proprio l’idea che Mazo de la Roche sia stata una donna dalla mente aperta per il periodo storico nel quale è vissuta, non credo sia stato facile essere una scrittrice di successo trattando anche argomenti delicati come tradimenti, separazioni e matrimoni falliti. Il gioco della vita è un romanzo ricco, ricco di emozioni, accadimenti, passioni, paure, preoccupazioni, dolore, tormenti, gelosia e tensioni; il secondo volume ci porta ancor più nel profondo, vicino al cuore della famiglia Whiteoak, un cuore ormai centenario che si avvicina a doversi fermare per sempre. L’innovazione e il cambiamento sono alle porte, l’immobilismo che ha conosciuto Jalna sotto la guida autoritaria di Adeline sembra dover arrivare presto alla fine, fine dettata dal tempo, dalla vita che se ne va diventando via via più flebile.

Un anno è trascorso da quando abbiamo salutato Jalna, ora la situazione della famiglia Whiteoak è decisamente più turbolenta: dopo essersi innamorato della moglie del fratello Eden è scomparso; Alayne è tornata a New York lasciando però una parte del suo cuore lì tra le possenti mura della tenuta, forse più precisamente della stalla dove Renny trascorre la maggior parte del suo tempo; Piers ha perdonato con fatica Phesant, i due sposi hanno allargato ulteriormente la famiglia, infatti è da poco nato il piccolo Maurice; Meg alla fine dello scorso volume si è sposata con l’uomo dal quale è stata delusa in gioventù, hanno avuto una bambina, Patience. Finch è sempre più provato dall’essere trattato con scherno dalla sua famiglia, vorrebbe dedicarsi alla musica, l’arte che lo riesce a rendere felice, infatti di nascosto dal resto dei Whiteoak inizia a inseguire la sua passione, delineando una strada precisa da seguire. Infine abbiamo il picco Wake, un simpatico monello mascalzone che sa come manipolare le persone nonostante la giovane età.

 

 

Poi c’è Adeline. La matriarca della famiglia si sta lentamente spegnendo, alla veneranda età di 101 anni non riesce più ad abbandonare il letto, la sua vita si sta affievolendo nonostante il suo spirito rimanga forte e indomito. Adeline infatti anche costretta a letto riesce a tenere tutti i membri della famiglia sul filo del rasoio, in questo caso per la questione eredità; una argomento sempre delicatissimo. Adeline ha sempre tenuto nascosto il futuro beneficiario del suo ricco patrimonio, l’unica cosa certa è che l’intera fortuna sarebbe stata ereditata da un unico membro, la nonna infatti non tollerava l’idea che il suo patrimonio sarebbe stato smantellato. L’ora x sembra che stia per scoccare da un momento all’altro, chi sarà il Whiteoak fortunato? Tra i membri della famiglia inizia a serpeggiare un sempre crescente alone di gelosia, sospetto e risentimento, tutti sono in trepidazione, in costante attesa di conoscere l’identità del prescelto e capire come sarà di lì a poco la loro vita senza Adeline.

Il gioco della vita è stata una lettura che mi ha incollato alla pagine del romanzo, un viaggio ricco di emozioni e suspance che ha generato in me una forte smania di proseguire la saga e accompagnare ancora i Whiteoak nel loro lungo viaggio. Mazo de la Roche ha dato vita a un seguito all’altezza delle mie aspettative, anzi, devo ammettere che sono state largamente superate, un libro ancor più coinvolgente del primo.

 

 

 

 

 

Desclaimer: si ringrazia l’ufficio stampa di Fazi Editore per la copia omaggio

 

 

May the Force be with you!
Precedente The Whispering Room: La Barrantana di Mirko Micheletti Successivo A caccia con Lea – Pancia in dentro e naso in fuori: Missione #104