INK’S CORNER: Murderabilia di Álvaro Ortiz (Bao Publishing)

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Ci sono molti modi per affrontare il venerdì. Io per esempio ho scelto di trascorrerlo insieme a “Murderabilia” di Álvaro Ortiz, uscito qualche mese fa per  Bao Publishing, con la traduzione di Valentina Grieco.

Data di uscita: 14 Febbraio

Acquistalo subito: Murderabilia

Editore: Bao Publishing
Traduzione: Valentina Grieco

Prezzo: € 17,00
Pagine: 112

Il debutto in Italia di Álvaro Ortiz è una storia sorprendente: Malmö Rodríguez è un ragazzo senza arte né parte che vive con i genitori. Un giorno lo zio muore, solo, in casa propria, e Malmö prende con sé i gatti del parente. Il fatto che poi decida di venderli a un collezionista di memorabilia legate a morti violente o misteriose è l’inizio di una storia che lo stesso Malmö, aspirante scrittore, non avrebbe mai saputo immaginare o prevedere. Un libro ironicamente in bilico tra quotidianità e assurdo, con colpi di scena sorprendenti e uno stile narrativo davvero unico in Europa, che ha fatto di Ortiz uno dei massimi esponenti del fumetto spagnolo moderno.

Queste ultime giornate sono state faticose, non lo nego. Il mio rimedio alla stanchezza e al blocco del lettore è sempre lo stesso, prendermi un po’ di tempo per leggere qualcosa di leggero o iniettarmi in vena Netflix. Sfortunatamente il tempo non è dalla mia parte e devo usare quei pochi ritagli per “curarmi” come posso, quindi ho deciso di portarmi dietro “Murderabilia”, un fumetto che con la sua leggerezza e l’ironia è riuscito a cancellare un po’ della stanchezza di questi giorni, permettendomi così di scoprire una storia surreale, avvincente e irrazionale, per così dire.

Álvaro Ortiz è riuscito a costruire un mistero intrigante che scorre attraverso le sue tavole, in maniera spontanea e con quel tratto distintivo e personale che richiama un po’ il disegno stilizzato da cartone animato, un disegno dalle linee pulite, i colori piatti e una forte carica espressiva. È proprio attraverso questa che ci racconta la storia Malmö Rodríguez, un giovane ventitreenne che vive ancora con i suoi genitori, senza alcun briciolo di vitalità in corpo, ma con un’ambizione: scrivere un romanzo, senza averci mai neanche provato.

La sua routine sedentaria viene stravolta quando, alla morte di suo zio, decide di vendere i suoi gatti facendoli passare per i protagonisti di una scena macabra che i collezionisti di  memorabilia legate a morti violente o misteriose sarebbero disposti a pagare fior di quattrini. Ed è così che da una bugia nasce l’intrigo, quello che vede Malmö alle prese con qualcosa di più grande e che aveva sottovalutato, il collezionismo. 

Il cliente a cui ha venduto i gatti si rivela essere uno dei più grandi appassionati di crimini, un uomo che per tutti gli altri non è che un folle, ma dal quale persino Malmö imparerà qualcosa sulla vita, su se stesso e anche sulla criminologia. Come se fosse un segno del destino il ragazzo rimane bloccato nella città dove vive il collezionista, un paesino quasi deserto dove sembra essere calato il nulla cosmico, uno di quei posti in cui tutti conoscono tutti, non c’è nulla da fare e la cosa più interessante nel raggio di cento miglia è la fiera della caccia.

In un posto del genere il suo arrivo si trasforma nella scusa perfetta per rifarsi una vita, ma poco a poco entra a contatto con la mentalità del luogo, chiusa e aggressiva, dove la presenza del collezionista turba l’animo di molti e un briciolo di novità diventa il pettegolezzo di turno.

La sua vita quindi si intreccia ad altri personaggi che un po’ come in Twin Peaks ci mostrano in tutto e per tutto anche il lato negativo del vivere in una piccola città, la quasi totale assenza di privacy perchè presto o tardi tutti vengono a sapere tutto e allo stesso tempo anche il lato selvaggio di coloro che si fanno giustizia da soli quando lo ritengono opportuno.

Sotto questo punto di vista si può dire che Murderabilia è un fumetto di contrasti, lo dimostrano i disegni, la logica interna dei personaggi e il modo in cui Ortiz ha scelto di caratterizzarli, ma allo stesso tempo insegna anche il valore di una storia, che sia essa macabra o divertente, fantasiosa o reale. In questo frangente, Malmö, ma anche noi, impariamo che il valore di qualcosa deriva non soltanto dalla sua rarità o dalla sua fattura, ma anche dalla storia che porta con sè, di quella che gli è stata costruita attorno e tutto questo gli fornisce un’identità unica che trasforma anche un comune spillo in un vero e proprio tesoro.

Il protagonista inoltre comprende l’importanza che ha la storia e il fatto che abbia scelto di raccontarla denota soltanto la sua crescita. L’esperienza seppur breve con il collezionista lo ha arricchito, ma non per questo è riuscito ad avere il suo lieto fine. Questa è un po’ la vita, no? Quando va male si può affogare tra gli “e se” o vederla da un altro punto di vista, ci sono tante storie da raccontare e “Murderabilia” ne è la prova.

“E cosa scrivi?”
“Per il momento nulla. Ma voglio scrivere un romanzo.”
“Un romanzo! Roba seria…”

 

 

 

disclaimer: si ringrazia l’ufficio stampa di Bao Publishing per la copia omaggio.

 

May the Force be with you!
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