Due chiacchiere con… Natale Mirafiori – Sguardo al passato

Il protagonista di oggi è il romanzo di Natale Mirafiori e si intitola Sguardo al passato, un titolo che definirei suggestivo e veritiero, dal momento che è proprio così, per andare avanti bisogna ripercorrere i propri passi e sciogliere quei nodi che ci tengono ancorati al passato.

Data di uscita: Settembre

Acquistalo subito: Sguardo al passato

Editore: Santelli Editore
Genere: Romanzo rosa
Prezzo: € 15,90 (cartaceo) | € 6,99 (e-book)
Data di uscita: Settembre 2018 (II edizione)
Pagine: 219

‘Sguardo al passato’ racconta della storia di una giovane diciottenne nella sua affannosa ricerca d’amore, tra sguardi tanto ammiccanti quanto innocenti e amori platonici, da Roma a Torino.

Si tratta di Alessia Olivero. Quale sarà l’uomo giusto per lei, quello con cui sperare nel tanto sognato matrimonio?
Forse, a volte, può essere meglio riappropriarsi della propria vita e raccogliere quanto più bello può riservarci, tornando da dove si è partiti. Anche se non sempre si riesce a fare a meno dell’amore, neppure quando si è rimasti delusi.

Il romanzo è stato pubblicato di recente da Santelli Editore e per conoscere meglio l’opera ho avuto il piacere di rivolgere qualche domande all’autore, che mi ha gentilmente concesso del tempo per rispondere alle mie curiosità. Non mi resta che ringraziare l’editore per l’opportunità e augurarvi una buona lettura!

  • Come nasce la sua passione per la scrittura?

Be’, credo che la passione per qualcosa, qualunque cosa essa sia, scrittura, pittura, fotografia o altro, la si ha dentro fin dalla nascita, anche se non lo sappiamo.

A me è capitato di dovere scrivere un articolo riguardante un mio brevetto per una rivista del settore edile, poiché chi avrebbe dovuto farlo non lo ha fatto. Così senza avere nessuna idea da dove iniziare, ma avendo dato la mia parola, basandomi sulle mie conoscenze ho dovuto inventarmi un testo e così ho iniziato a scrivere. L’ho fatto senza neppure accorgermene, mi è venuto in automatico. In ogni modo, ho iniziato a scrivere articoli tecnici per le mie invenzioni; pur essendo il mio lavoro, molto spesso mi dimenticavo i termini specifici, perciò dovevo fermarmi finché non si accendeva la lampadina, ma nell’attesa continuavo nella stesura di altri testi, spesso senza senso.

Così pian piano, capii che lo scrivere era qualcosa che mi faceva stare bene, ad ogni passo che facevo mi sentivo leggero come se stessi sospeso su una nuvola e questo mi piaceva, quindi ho continuato, senza annoiarmi mai, qualsiasi cosa scrivessi. Ecco, ho iniziato così, quasi senza accorgermene.

  • Ci racconti un po’ di più su “Sguardo al passato”. Da dove nasce l’idea per il romanzo?

“Sguardo al passato” è un omaggio a tutte le donne maltrattate dall’uomo che dovrebbe amarle, coccolarle, difenderle, senza che fosse lei a chiedere. Il suo compagno dovrebbe farlo solo osservando i suoi occhi, capire le sue necessità e non pensare che averla sposata e dormirle accanto sia sufficiente, che così facendo abbia ottemperato a tutti i suoi obblighi. La convivenza tra due persone non mai facile, se ognuno resta sul proprio sentiero. Non credo che ognuno debba proseguire sul suo cammino per proprio conto e nemmeno uno avanti all’altra, ma uno di fianco all’altra ed ogni tanto fermarsi per guardarsi intensamente negli occhi, solo così potranno condividere e risolvere ogni piccolo problema che si presenta sul loro cammino, senza mai alzare il tono della voce, facendo ogni cosa con rispetto. Penso che senza rispetto non ci possa essere condivisione.

Ho iniziato a pensare a questo romanzo un po’ di anni fa, avevo scritto uno o due capitoli, ma poi l’ho accantonato, non mi piaceva come si sviluppava. Deve sapere che durante il mio lavoro in giro per la nostra bella penisola ho avuto modo d’incontrare, anche se spesso solo il tempo di compilare un documento, tante donne che lavoravano in uffici pubblici, ma che vengono considerate come fossero persone invisibili. Sono stato da sempre una persona curiosa, amo osservare ogni cosa, soprattutto il comportamento delle persone. Spesso il mio lavoro mi portava in giro per l’Italia e la sera, quando andavo a cena in un qualsiasi ristorante, sceglievo sempre un tavolo d’angolo, un po’ nascosto e da lì scrutavo le persone. La mia attenzione si soffermava molto spesso sulle coppie sole o, qualche volta, con figli. In quei frangenti se si sa veramente osservare si può capire tutto il mondo della coppia. Ci sono mariti che parlano solo di loro, senza mai menzionare la propria compagna trattandola come un oggetto, da portare con sé per dovere. Altri che morbosamente le stanno appiccicati, senza nessun riguardo nei confronti della compagna, come fosse un trofeo da mettere in bella vista. Oppure ci sono coppie che non si scambiano mai uno sguardo, una parola, un sorriso. In questi pochi esempi un bravo osservatore capisce il disagio che la donna vive, in silenzio. Tra quelle convivenze, all’apparenza senza nessun problema si concretizza il maltrattamento sia fisico che psicologico, cercando di annientare la volontà della compagna. Ecco, da tutto questo è venuta l’idea, lo spunto per il mio romanzo.

  • Chi è Alessia Oliveri?

Alessia Oliveri è soprattutto un’artista. Una di quelle artiste che fa ogni cosa non per il suo modo egocentrico di apparire, ma di agire. Per sentirsi realizzata non ha bisogno di una grande platea, le bastano gli amici, ma solo quelli veri. In amore cerca di dare tutto quello che sente dentro, ma non viene ricompensata con quello che lei sperava cioè l’amore, ma con materialismo, cioè con del denaro. Non è che nella vita quello non serva, anzi, ma lei su questo aveva fatto il possibile riuscendo ad essere autonoma. Purtroppo trovò sulla sua strada prima il marito e poi l’amante che davano importanza solo alle cose materiali, senza avere nessun rispetto per lei e della loro vita. Lei spesso si soffermava a pensare che se una persona non ha rispetto di sé stesso non ne possa avere neanche per gli altri, ma era un’idea che si teneva dentro, senza mai esternarla. In ogni modo Alessia, anche se all’apparenza sembra una donna fragile, è una donna, anzi una femmina, forte dentro, che sa cosa vuole. Nel momento in cui avverte la consapevolezza del suo valore, si appropria della sua vita, iniziando a viverla con leggerezza. In un momento d’ira arriva a pensare “Ci sarà su questa fottuta terra qualcuno che abbia un po’ di rispetto per i propri simili” e da lì in avanti decide di pensare solo a sé stessa. La sua vita cambia, però lei non dimentica mai il suo vissuto, tenendolo sempre ben presente e ogni volta si ferma per dare uno “Sguardo al passato”.

  • Qual è il suo rapporto con l’amore? Si ritiene una persona romantica oppure no?

Non credo sia una domanda da fare a me, piuttosto a chi vive con me, con alti e bassi com’è giusto che sia, da circa cinquant’anni. Credo però di essere stato presente per quanto ho potuto, anche se il lavoro spesso mi ha portato anche molto lontano dai miei affetti, ma a modo mio credo di aver avuto molto rispetto verso gli altri e verso la mia famiglia, così come ho fatto con le persone che mi conoscono e con gli amici di sempre. Sono una persona vera, leale e che dice sempre quel che pensa, senza filtri, consapevole che questo a tante persone non piace.

Mi ritengo una persona romantica oppure no?

Anche questa domanda non dovrebbe essere rivolta a me… io credo di sì, almeno così mi dice e scrive chi legge i miei scritti, specie le poesie, anche se io non le definisco tali per il fatto che non seguo né metrica né rima, sono solo “pensieri in libertà”, anche se non ne ho mai pubblicata alcuna.

  • Cosa le riserverà il futuro? Ha qualche progetto in “cantiere”?

I miei progetti son sempre tanti, da quando sono in pensione il mio tempo lo passo tra camminare sulle colline che circondano la Città di Genova che mi ospita dal 1972, la frequentazione dell’Università della terza età e la scrittura. Faccio ogni cosa come fosse un hobby, senza nessun obbligo. Ho appena terminato un altro romanzo di narrativa contemporanea sulla falsa riga di “Sguardo al passato” e da qualche giorno ho iniziato a scrivere un nuovo romanzo, “poliziesco rosa”. Vorrei farne un trittico, ambientandolo in ognuna delle regioni che mi hanno ospitato, il Piemonte, la Liguria e per ultima, ma non ultima nel mio cuore, la mia terra natìa, la Calabria. Là ci sono le mie radici, precisamente a Paola, ma vorrei descrivere anche tutta la parte nord del tirreno cosentino. Almeno adesso questo è il mio pensiero, ma non ci faccia troppo affidamento, può essere che “domani” possa arrivare un’idea che mi coinvolga di più… come dice sempre un mio amico: “mai fidarsi di una animo artistico!”

Natale Mirafiori nasce a Paola (CS) il 02/01/1946 ma risiede a Genova.
Inseritosi giovanissimo nel mondo dell’edilizia, nel 1969 si trasferisce ad Alessandria trovando lavoro nella costruzione del Teatro della città. Nel 1972 si sposta a Genova, nel 1978 in qualità di artigiano edile vince un appalto per realizzare delle piattaforme in cemento armato per le caserme militari in Libia alla corte di Gbeddafi dove rimane ininterrottamente fino il 1980. Tornato in Italia, iniziò l’attività di ricercatore nell’ambito della sicurezza stradale. Nel 1985 ideò un sistema per il ripristino e consolidamento strutturale di vecchie gallerie stradali e ferroviarie denominato “COVERtun”. Nel 1998 mise appunto un Brevetto innovativo sempre nell’ambito della sicurezza stradale denominato “Easy Pass”.

Per far conoscere le sue invenzioni scrisse vari articoli su riviste specializzate. Nel 2000 iniziò l’attività di Consulente per la ricerca, la presa visione dei siti e lo studio delle gare d’appalto pubbliche e private per varie imprese edili. Appalti per costruzioni civili, industriali, stradali.

Nel 2009 ha pubblicato il suo primo romanzo, il secondo arriva nel 2014 e il terzo nel 2016. Nel 2018 pubblica ‘Sguardo al passato’con la Santelli Editore.
Attualmente frequenta un corso di Giurisprudenza all’ Uni. T. E. di Genova.

Alla prossima!

 

 

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