La cuccia di Lea – #CR: Io, dopo di lei di Katharine Dion

Ciao a tutti mi chiamo Lea, sono una cagnolina frizzante e molto vivace! Mi piace uscire e fare lunghe passeggiate, ma non quando fa troppo freddo e neanche troppo caldo; amo andare a correre nei campi e inseguire i leprotti, sono velocissimi e non riesco mai a giocare con nessuno di loro, non avranno mica paura di me?
Vi ospiterò ogni tanto nella mia “cuccia”, perché se ci siete voi, io posso dormire nel letto con la mia mamma! Vi racconterò di cosa giace sul nostro comodino, perché c’è sempre un libro che mi “ruba” la mamma per un pò di tempo, ma io riesco sempre a farmi accarezzare anche se la costringo a fare qualche acrobazia per leggere e coccolarmi contemporaneamente!

 

 

Editore: Frassinelli
Data di uscita: 19 marzo 2019
Pagine: 320
Prezzo: 18.50 €
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Maida e Gene sono stati sposati tutta la vita. Davvero, tutta la vita. Si sono conosciuti all’università, sono diventati amici e poi amanti, hanno deciso di farsi una promessa e alla fine sono stati così intimi da non dover ricorrere alle parole per dirsi le cose importanti. Si sono amati? È la domanda che si sta facendo Gene, mentre si prepara a scrivere l’orazione funebre per la moglie, che se n’è andata prima di lui. Dopo tanto tempo, tanti silenzi, l’assenza di Maida, così repentina e dolorosa, fa vacillare il suo equilibrio come una scossa tellurica, rimettendo in discussione tutto ciò che aveva dato per scontato. Per la figlia Dary, Gene diventa un anziano da accudire in un momento difficile e, per quanto si senta fragile e vulnerabile, lui non riesce ad apprezzare quel rapporto di sudditanza, quel ribaltamento dei ruoli. Gli amici di sempre, Ed e Gayle Donnelly, diventano improvvisamente ambigui, quasi estranei, pieni di segreti che si sono nascosti nelle pieghe del passato. Che Gene comunque si sforza di rileggere mettendo in fila i ricordi più belli.

 

Cari lettori, benvenuti nuovamente nella mia cuccia! Dopo aver salutato i misteri del Missouri, la mia mamma non mi ha fatto leggere un romanzo che ha definito non adatto a me, si trattava di una storia d’amore, ero curiosa di sapere qualcosa ma non mi ha fatto mai sbirciare! Ora invece ci siamo da poco tuffate in Io, dopo di lei, una storia che ripercorre le memorie di un signore anziano a cui è morta la moglie, anche se siamo all’inizio mi è davvero molto simpatico e mi dispiace tantissimo per la donna. Chissà quali sorprese ci riserverà questa nuova avventura!

 

Qua la zampa…si parte!

 

Il mattino seguente si recò in centro a piedi, una breve passeggiata che lo portò fino alla fabbrica abbandonata. Era un’imponente fortezza di mattoni alta tre piani, si estendeva per diversi isolati con una cancellata di ferro sovrastata da una specie di scatola che un tempo, prima che venisse rubata, conteneva una campana metallica. I vetri alle finestre, o ciò che ne rimaneva, avevano il colore del latte rancido. Le sorti dell’edificio erano motivo di dibattito soltanto in determinati periodi, quelli che coincidevano con le elezioni per il consiglio municipale, ma le uniche riparazioni che i votanti sembravano approvare erano quelle per impedire alla ciminiera di crollare nel fiume o in mezzo alla strada. I dintorni se la cavavano appena un po’ meglio.

 

 

Per consegnare la ricetta che gli aveva dato il medico non dovette fare nessuna fila. Nel giro di dieci minuti, Gene sentì chiamare il proprio nome. E lì, ecco che la fila faceva la sua comparsa: bisognava mettersi in coda per ritirare le medicine. Numerosi pazienti attendevano dietro a una sudicia linea gialla orizzontale, il cui scopo era assicurare un po’ di privacy a chi nel mentre riceveva istruzioni allo sportello. Dary si offrì di aspettare in fila al posto suo, ma l’idea che la figlia si procurasse le medicine per lui lo metteva in imbarazzo. Non poteva certo impedirle di rilevare i segni della sua decadenza fisica, ma ciò non significava per forza che dovesse averne una prova concreta. Si chiese come mai fosse così umiliante ammettere il proprio declino. Perché gli acciacchi sembravano ripercuotersi su di lui come qualcosa di cui avrebbe dovuto vergognarsi?

 

 

Ricordava ancora quando quei tempi erano finiti. A un certo punto Dary gli aveva chiesto perché dovessero farsi tutta quella strada fino a White Mountains, quando avrebbero potuto comprare un albero identico dai boy scout, che ne avevano uno spiazzo pieno giusto al di là del fiume. Siccome lei aveva solo nove anni e Gene non aveva capito quanto fosse seria la domanda, le aveva ripetuto quello che spesso dicevano a lui quando era piccolo, ovvero che a volte le cose vanno fatte in un certo modo semplicemente perché è così che sono sempre state fatte. A quelle parole, il faccino di Dary aveva assunto un’espressione sconvolta. Era come se la fiducia che aveva in lui fosse crollata di colpo, e lei lo vedesse per la prima volta non come il proprio padre,ma come un tizio qualunque. Sembrò accorgersi del fatto che anche altre tradizioni degli Ashe potevano non avere senso, e se era vero che non ce l’avevano, allora non erano neanche obbligatorie. Quello stesso anno Gene si ritrovò da solo al Three Hearths Inn a bere cioccolata alla menta, circondato da bambine in abitini di velluto nero, nessuna delle quali era la sua.

 

 

 

Chi è l’autrice?

KATHARINE DION è nata a Oakland, in California, trentotto anni fa. Vive a Emeryville. Io, dopo di lei è il suo primo romanzo, apprezzatissimo da critica e pubblico: Best Book dell’estate 2018 per Time, Top Book dell’estate 2018 per O, The Oprah Magazine, libro del mese per People, Must Read per il New York Post.

 

Al prossimo titolo!

 

 

 

May the Force be with you!
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