La cuccia di Lea – #CR: Tropico di Gallina di Mattia Nocchi

Ciao a tutti mi chiamo Lea, sono una cagnolina frizzante e molto vivace! Mi piace uscire e fare lunghe passeggiate, ma non quando fa troppo freddo e neanche troppo caldo; amo andare a correre nei campi e inseguire i leprotti, sono velocissimi e non riesco mai a giocare con nessuno di loro, non avranno mica paura di me?
Vi ospiterò ogni tanto nella mia “cuccia”, perché se ci siete voi, io posso dormire nel letto con la mia mamma! Vi racconterò di cosa giace sul nostro comodino, perché c’è sempre un libro che mi “ruba” la mamma per un pò di tempo, ma io riesco sempre a farmi accarezzare anche se la costringo a fare qualche acrobazia per leggere e coccolarmi contemporaneamente!

 

 

Editore: ExCogita
Data di uscita: 9 maggio 2019
Pagine: 168
Prezzo: 16.00 €

I paesini di campagna sono come le famiglie felici: si assomigliano tutti. Gallina non fa eccezione. Le persone si muovono lente nelle settimane sempre uguali, un’umanità raccontata con note di sarcasmo ma anche di quieto e desolato lirismo; i vecchi ingannano il tempo tra una briscola e una bestemmia, i ragazzi sognano di scappare dalla monotonia. Fino a quando un giorno, per le strade che si srotolano tra le biancane, ritorna l’Armata Rossa: nessuno se lo aspetta, eppure qualcuno non ha mai smesso di crederci. A tratti amaro, a tratti ironico, l’autore dà vita a una commedia degli equivoci il cui unico punto fermo è un cartello giallo ben piantato nel cuore del paese, a indicare il passaggio del 43esimo parallelo dell’emisfero boreale.

 

Cari lettori, ben ritrovati nella mia accogliente cuccia! Lasciamo l’Australia e la calda Sidney per tornare nel nostro bellissimo paese con una nuova lettura: Tropico di Gallina di Mattia Nocchi. Gallina è un luogo curioso, un paesotto agricolo immerso nel verde della Toscana; mi incuriosisce tanto perché guardando alcune foto è circondato dal verde e dai prati, chissà se anche lì ci sono i leprotti che scorrazzano nell’erba, mi piacerebbe tanto rincorrerli! Io e la mia mamma abbiamo iniziato da poco questo romanzo, ma si prospetta divertente e molto interessante, mi ricorda tanto il piccolo paese dove viviamo, anche se qui sembra che non ci siano avvenimenti così strani!

 

 

Pancia in dentro, tartufo in fuori…sento ordore di anticipazioni!

 

L’anno in cui tornò l’Unione Sovietica nessuno avvertì gli abitanti di Gallina. Fu come una nevicata fuori stagione, quando si sono già cambiate le sementi nei campi e le camicie nell’armadio e i bambini aspettano di sporcarsi le dita col primo cono gelato. Nessuno era pronto alla notizia, anche perché in quel preciso pomeriggio di maggio l’evento in corso era un altro: la finale del torneo di briscola e tressette XII Memorial Don Bosco, che si teneva nella piazza principale, di fronte al cartello giallo che indicava il passaggio del 43esimo parallelo dell’emisfero boreale proprio lì, nel centro esatto del paese.

 

 

 

Altre due mani di carte. La prima per Orlando che portava a casa soltanto lisci, la seconda per Nilo, che, mentre infilava altri due punti in mezzo al suo bottino, si lasciava scappare volentieri un ghigno soddisfatto. Lui sempre più rilassato, Orlando pallido come un cencio, con le nocche strette a fatica sulle carte da gioco. Altra mano per Orlando, una coppia di lisci senza valore a picche, a quattro mani dalla fine e appena ventotto punti a suo favore. Ancora la mosca nera sopra la testa dei due finalisti, ancora la tensione che stringeva il fiato e seccava la gola. I bambini coi pantaloni corti, tenuti in prima fila dai babbi, indicavano con il dito puntato Orlando e lo chiamavano di già il Morto. Perché come sarebbe andata a finire, ormai, l’avevano capito tutti, persino don Michele che se ne stava con le braccia aperte nel tentativo di tenere a bada la folla, temendo un finale infelice per il suo torneo.

 

 

 

«In tutta sincerità, devo confessarle che sono nato in una famiglia profondamente anticomunista» disse Stalin senza spostare lo sguardo da un orizzonte di nuvole rapide, che come tanti ragni di cotone penzolavano sopra le colline della Val d’Orcia. «L’unica rivoluzione alla quale mio padre era interessato era l’andamento dei mercati azionari; l’unico credo ammesso in famiglia il soddisfacimento degli obiettivi aziendali.» Fino a quel momento della serata, Stalin era rimasto in disparte, con le mani raccolte dietro la schiena, il completo verde oliva, il berretto militare, un po’ abbondante per la circonferenza del cranio.

 

 

Chi è l’autore?

Matti Nocchi classe 1979, toscano, giornalista e (ormai ex) batterista. Ha diretto la prima radio universitaria italiana, a Siena, e successivamente ha lavorato a Milano per Radio 24 – Il Sole 24 ORE. Appassionato di letteratura nordamericana, di rivoluzioni tradite e osterie, fa il pendolare tra la campagna senese, dove è tornato a vivere, e Firenze. Il treno è il suo studio: al tramonto legge, all’alba scrive. Tropico di Gallina è il suo secondo romanzo.

 

 

Al prossimo titolo!

 

 

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