La figlia del traditore di Emily Rodda | Recensione di Sandy

“Un giorno la stella di Deltora sarebbe stata sua.”

IL ROMANZO

Prezzo: € 16,50

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Editore: Piemme
Collana: Il battello a vapore

Pagine: 187

“Era successo qualcosa! Tabrita si avvicinò in fretta alla porta e vide un’enorme stanza rivestita di libri. Tutti erano raccolti intorno a un tavolo rotondo sul quale giaceva una scatola di legno vuota. Sopra di loro, il ritratto di una bellissima donna dai capelli neri li fissava gelidamente da una cornice dorata. Era il volto della prima Mercante Rosalyn, Tabrita ne era certa.”

Tabrita ha sempre desiderato essere una mercante come suo padre e solcare tutti i nove mari per portare a casa, al porto di Del, il prezioso carico della sua nave. Purtroppo, però, la ricerca di suo padre del leggendario bastone di Tier si conclude nell’orrore e nella disgrazia. Ora la famiglia di Tabrita, distrutta dalla vergogna, vive nascosta. Ma la ragazza è ambiziosa e quando all’improvviso le si presenta l’occasione di riappropriarsi dei suoi sogni e del suo futuro, decide di afferrarla a ogni costo anche se ombre minacciose, provenienti da un’isola lontana, osservano ogni sua mossa…

Let’s talk about “Star of Deltora. Shadows of the Master”

 

“A sette anni avrebbe voluto solo salpare con l’amato padre sulla stella di Deltora.”

Oggi salpiamo a bordo della Stella di Deltora con “La figlia del traditore” di Emily Rodda per esplorare il Mare d’Argento. Siete pronti ad immergervi nella storia della giovane Tabrita?

“La figlia del traditore” è il primo romanzo della serie dedicata alla saga Stella di Deltora, con protagonista la figlia di Larsett.

Per Emily Rodda le azioni dei nostri cari possono avere terribili conseguenze, condizionando la nostra vita ed impedendoci di effettuare le nostre scelte in quanto marchiati dai “peccati” dei nostri avi. Spesso e volentieri non ci si rende conto di quanto possa essere difficile affrontare la vita per coloro che si portano un’etichetta addosso, una piccola macchia destinata a tracciare tutto il percorso. La nostra protagonista lo sa bene, sua madre e sua sorella hanno vissuto completamente nell’anonimato per evitare che potessero ricondurre la sua famiglia al gesto folle di suo padre.

 

“Ma che speranze aveva lei per il suo futuro, il futuro che sognava da una vita?”

Al di là del Mare di Argento, a Deltora, sorge la città di Del, un pittoresco luogo dove vive la nostra protagonista. Tabrita e la sua famiglia è stata costretta a nascondersi per via di suo padre. Dare Larsett, è questo il suo nome, si è spinto oltre il sogno di uno sciocco mercante e con avidità si è impadronito del bastone di Tier, riportando in vita l’isola del vecchio sovrano, affamata di isole e malcapitati. Questo gesto ha fatto sì che l’uomo portasse con sè distruzione e caos, segnando la sorte del suo compagno e quella dei suoi familiari. Per otto anni, i Larsett si sono nascosti per paura, ma soprattutto vergogna, di essere paragonati al folle gesto di Dare. La madre di Tabrita ha insegnato alle sue figlie a mimetizzarsi e stare il più lontano possibile dal porto, in modo da non essere riconosciute da nessuno. C’è chi vorrebbe morto ogni singolo discendente della famiglia ed è disposto a tutto pur di avere la sua testa e mostrarla fiero ad ogni singolo abitante di Del, eliminando una volta per tutte il marcio di questo mondo.

 

“Tabrita è tua figlia, Larsett, Padrone del Bastone! È sangue del tuo sangue, carne della tua carne. Perchè non ce l’hai mai detto?”

Tabrita ha sempre sentito il richiamo del mare, di partire verso mete sconosciute e condurre la vita che un tempo aveva reso suo padre un uomo rispettabile a Del. È un richiamo al quale non può resistere, ma che cerca di soffocare a tutti i costi per non far soffrire sua madre e sua sorella, le uniche due persone che le restano. Il suo migliore amico Jantsy sa benissimo chi è la ragazza, quante avversità ha dovuto superare la sua famiglia e il motivo per il quale evita gli occhi indiscreti, nonostante la piccola attività della madre, un piccolo emporio con il quale si guadagnano da vivere. La sua vita viene completamente stravolta quando il nuovo capitano della Stella di Deltora, il capitano Gripp, le comunica la sua candidatura per diventare la nuova apprendista di Rosalyn, mercante ormai navigata. La giovane che riuscirà ad aggiudicarsi il posto partirà sulla Stella di Deltora, circumnavigando il Mare d’Argento. Le prove a cui dovrà sottoporsi dovranno tirar fuori il lato da mercante di ogni candidata, per questo motivo Tabrita è spaventata, sa di rischiare moltissimo a spingersi a partecipare, ma il richiamo del mare è ancora più forte di prima. Pur sapendo di arrecare un dispiacere enorme alla sua famiglia vuole essere l’artefice del suo destino, battersi per i suoi ideali ed essere padrona della sua vita. La strada per aggiudicarsi un posto è piena di ostacoli, ogni candidata è un potenziale nemico e questo Tabrita lo imparerà a sue spese.

“Sono pronta ad affrontare qualsiasi cosa abbia in serbo per me il futuro.”

La figlia del traditore è il primo capitolo di una saga che non vedo l’ora di continuare. Emily Rodda si è dimostrata abile nel caratterizzare i suoi personaggi, così come la storia. La sua narrazione scorre fluida e tra le pagine del libro si respira quel senso di oppressione dovuta alle scelte imposte alla protagonista, che l’hanno portata a fare i conti con la cruda realtà. Non è stata colpa sua se suo padre ha fatto quello che ha fatto eppure, ciò nonostante, deve vivere nascosta, privandosi del mondo là fuori. Navigare è il suo sogno ed è la sua determinazione a spingerla a provare, ad invertire la rotta ed essere lei a scegliere la sua destinazione.

È un romanzo che insegna come il modo migliore per imparare sia quello di vivere e sbagliare. Sono le nostre scelte a renderci ciò che siamo e con questo non dico che non si debba prestare ascolto a chi ne sa più di noi, ma non bisogna mai farsi influenzare del tutto dal giudizio degli altri, ma prendere queste parole solo come consigli e decidere da soli per noi stessi. Emily Rodda però non si limita ad insegnarci questo, coglie l’occasione, tramite una leggenda, per raccontare un piccolo frammento di storia dedicata a Tier, all’uomo tartaruga, strappato dalla sua casa e gettato in mare contro la sua volontà. Ancora una volta sono le nostre diversità a spaventare le persone e ci insegnano come, certe volte, rifiutare o negare un futuro a chi è diverso possa segnare il destino di tutti. Non bisogna mai giudicare un libro dalla copertina, in special modo, quando potrebbe trattarsi di un buon libro.

 

 

 

Note sull’autrice – Emily Rodda:

Una delle scrittrici australiane più popolari e versatili, abile creatrice di mondi magici e fantastici. Con il Battello a Vapore ha pubblicato anche Rowan, la trilogia de Nelle Terre di Rondo e Lily, nel regno delle fate.

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