La fine dei vandalismi di Tom Drury | Recensione di Deborah

 

Dan si infilò nel vialetto e scese dall’auto. Un cane bianco
dalla testa squadrata balzò fuori dal capanno degli attrezzi
e gli si avvicinò saltellando sulla fine neve azzurrina. Il cane
non fece praticamente nessun rumore, e Dan lo convinse
a tornarsene nel capanno.

 

Editore: NNEditore
Data di uscita: 13 aprile 2017
Pagine: 400
Prezzo: 16.00 €
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Il mondo di Grouse County è una ragnatela di cittadine sparse in un immaginario Midwest, dove le vite sono intrecciate da legami di amicizia, affetto o semplice conoscenza. È qui che Louise Darling decide di divorziare da Tiny e fa visita alla madre, Mary, per portarla fuori a pranzo prima della seduta del consiglio comunale, dove si discutono le sorti di un cane mordace. Nel frattempo, lo sceriffo Dan Norman si trova a dare la caccia al marito di Louise, per atti vandalici commessi nella scuola durante il ballo contro i vandalismi. E così Dan incontra Louise, se ne innamora, Tiny la perde per sempre, e Louise ritrova finalmente se stessa. Tom Drury sceglie di non dirigere i suoi personaggi come burattini, ma al contrario, con piccole pennellate, dai loro incontri attinge la forza per creare l’epica di Grouse County.

 

Lettori, benvenuti!

oggi partiamo insieme per un viaggio che ci condurrà a Grouse County, un insieme di cittadine immaginare sparse nel Midwest. La fine dei vandalismi è il primo volume della trilogia di Tom Drury, edita da NNEditore. Siete pronti ad immergervi in un mondo letterario lontano ma allo stesso tempo così vicino?

 

Tiny guardò una partita di hockey alla televisione in una
bettola buia di Plain Park, Nebraska. Si sedette al banco a
bere bicchierini di liquore e birre. La partita di hockey era
trasmessa dal vivo da chissà dove e, nell’imminenza dell’ultima
ordinazione, sembrava un miracolo di luce e movimento.

 

Immergiamoci subito nelle cittadine immaginarie di Grouse Country, dove respiriamo subito un’aria familiare ed agreste. Nonostante sia un’ambientazione immaginaria, durante la lettura sembra proprio di ritrovarsi per le vie di questi comuni luoghi del Midwest, pare di trovarsi in un luogo fuori dal tempo e dallo spazio, che esiste  solo in funzione della propria piccola realtà. Le descrizioni di luoghi e personaggi sono molto complete e dettagliate, senza però risultare pesanti ed eccesive; aiutano il lettore a costruire con la propria immaginazione il mondo creato dall’autore. Lo stile di scrittura di Drury è davvero fluido e scorrevole, ma allo stesso tempo studiato e ricercato; è un vero piacere leggere le sue parole, è proprio un grande autore.

 

Louise e Dan erano seduti sulle loro sedie da giardino in pantaloni
corti e maglietta larga. Louise leggeva il giornale, mentre
Dan sgranava pannocchie. Aspettavano un po’ di sollievo. Abitavano
su una collina, e il minimo refolo di vento che veniva da
est passava inevitabilmente per il giardino di casa loro.

 

Ho avuto la sensazione che la storia quasi si scrivesse da sola, i personaggi sembrano avere vita propria e potere decisionale sulle loro azioni, giuste o sbagliate che esse siano; essi vanno incontro ad inghippi e a cambiamenti durante tutta la narrazione. Dinamicità ed autonomia sono le caratteristiche dei personaggi protagonisti di La fine dei vandalismi, ho avuto la sensazione di essere quasi spettatrice di un film che racconta le vicende di vita comune degli abitanti di Grouse Country. Nonostante siano vicende appunto comuni sono davvero molto interessanti e coinvolgenti, l’autore sa bene come incollare noi lettori alle sue pagine, rendendo l’esperienza di lettura un viaggio che sembra essere vissuto in prima persona al fianco dei protagonisti.

 

In quella luce imperfetta Mary vide i neri occhi d’acciaio
e il pelo ispido sul dorso dell’animale. Vide la bocca che
strappava le foglie scure che lei cresceva da anni. Il cervo
non sembrava impaurito da Mary. Voleva l’edera e se la sarebbe
presa: tutto qui. La guardava con la coda dell’occhio.
Il cervo odorava di fiume.

 

Louise Darling e Dan Norman sono i protagonisti del romanzo, loro insieme ad altre persone che risultano connesse con le loro vite e con tutta la comunità, è un insieme di relazioni, amicizie, conoscenze, amore e famiglie. Dan Norman è lo sceriffo, abita da sola in una roulotte mobile, ed è coinvolto in un indagine che vede come protagonista il marito di Louise Darling, Tiny. Tiny possiamo dire che è una specie di piantagrane, in qualche modo si trova coinvolto in guai, specialmente risse da bar; infatti lo sceriffo lo ha già precedentemente lasciato in cella una notte a smaltire la sbronza.
Tiny sembra essere coinvolto nella commissione di atti vandalici avvenuti durante il ballo della scuola, promosso proprio contro la fine dei vandalismi. Dan era uno dei sorveglianti degli studenti a questo evento, non ha prove schiaccianti per incriminare il teppista.

 

Dopo le due settimane che Mary era solita trascorrere lì,
madre e figlia decisero di restare per altre due settimane.
Louise voleva così, e Mary disse che per lei quel che voleva
Louise andava bene

 

Durante lo svolgimento delle indagini lo sceriffo conosce Louise Darling, la moglie di Tiny e se ne innamora. Tra la donna ed il marito la relazione non va molto bene, anzi sono davvero ai ferri corti ma Louise non ha ancora preso la decisone di divorziare. Quando la relazione tra lei e Dan inizia a diventare qualcosa in più, Louise allontana definitivamente il marito dalla sua casa e progetta di ufficializzare il rapporto con lo sceriffo vivendo insieme. Tiny accetta la cosa a malincuore perché, nonostante non sia stato per niente un buon compagno, lui rimane ancora legato ed innamorato di Louise, si allontanerà con l’intento di tornare e riconquistare la donna. Nel frattempo proverà a ricostruire la propria vita trovando un lavoro e cercando di tenersi lontano dai guai e piccoli crimini, ma la sua indole non sarà così facile da cambiare.

 

In Minnesota, per tutto l’inverno, Louise dormì tenendo
sotto il cuscino un paio di calzettoni lunghi che al mattino si
infilava prima ancora di uscire dal letto. Si sedeva a un tavolino
di quercia a bere caffè e ascoltava il vento che soffiava
intorno alla casetta.

 

Conosceremo poi Mary, madre di Louise, le due donne non hanno sicuramente un ottimo rapporto, anche perché la donna più anziana non ha per niente un carattere facile. Ho avuto la sensazione che Louise fosse in un certo succube dell’egoismo di Mary, nonostante non voglia farsi influenzare completamente dalla madre, quest’ultima riesce sempre ad ottenere quello che vuole, o quasi. Intanto la relazione tra Dan e Louise procede, i due vanno ad abitare insieme e sembrano felici, ma problemi, gioie e dolori sono proprio dietro l’angolo. Per lo sceriffo non è facile rinunciare alla propria routine e alla proprie abitudini, presto diventa per lui impossibile dormire tranquillamente e nel frattempo tempo dopo Louise scopre di essere incinta. Le difficoltà nella vita della coppia solo all’inizio.

 

Dan e Louise augurarono la buonanotte a Mary e a Hans e
tornarono a casa. Guardarono alla tv un pezzo di un film che
parlava di un gruppo di alpinisti che, a causa di una valanga,
erano costretti a scegliere se raggiungere la vetta seguendo una
via pericolosa o lasciar perdere e far ritorno al campo base.

 

La fine dei vandalismi è un romanzo davvero intrigante, Drury riesce a rendere appassionanti le vite normali dei suoi personaggi, nonostante siano vicende e problematiche di una quotidianità che potrebbe essere quella di tutti noi. La scoperta di questo romanzo e di questo autore merita davvero molto.

 

May the Force be with you!
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