La ragazza del treno di Paula Hawkins | Recensione di Deborah

A cura di Deborah - Probabile Firma

 

 

5

 

 

LA RAGAZZA DEL TRENO

Non guarderete mai più da un finestrino con gli stessi occhi

 

Titolo originale: The Girl on the Train
Genere: Thriller
Editore: Piemme
Pagine: 306
Prezzo: 19.50 €

 

TRAMA: La vita di Rachel non è di quelle che vorresti spiare. Vive sola, non ha amici, e ogni mattina prende lo stesso treno, che la porta dalla periferia di Londra al suo grigio lavoro in città. Quel viaggio sempre uguale è il momento preferito della sua giornata. Seduta accanto al finestrino, può osservare, non vista, le case e le strade che scorrono fuori e, quando il treno si ferma puntualmente a uno stop, può spiare una coppia, un uomo e una donna senza nome che ogni mattina fanno colazione in veranda. Un appuntamento cui Rachel, nella sua solitudine, si è affezionata. Li osserva, immagina le loro vite, ha perfino dato loro un nome: per lei, sono Jess e Jason, la coppia perfetta dalla vita perfetta. Non come la sua. Ma una mattina Rachel, su quella veranda, vede qualcosa che non dovrebbe vedere. E da quel momento per lei cambia tutto. La rassicurante invenzione di Jess e Jason si sgretola, e la sua stessa vita diventerà inestricabilmente legata a quella della coppia. Ma che cos’ha visto davvero Rachel?

RECENSIONE: Questo libro in breve tempo è divenuto un vero e proprio fenomeno: registrando record di vendite in tutto il mondo e addirittura a pochi mesi dalla sua uscita la Dreamworks iniziò a lavorare ad un adattamento cinematografico. Ero molto incuriosita da questo libro, lo continuavo a vedere nelle vetrine delle librerie, in testa alle classifiche, insomma mi incuriosì molto tanto è che alla fine lo acquistai. Avevo grandi aspettative, e devo dire che alla fine non sono state deluse ma comunque mi aspettavo qualcosa di epico. Trovo che sia un buon thriller, ben strutturato, con la giusta dose di colpi di scena e personaggi sospetti; amo questo genere anche se non riesco mai ad indovinare il colpevole del crimine e neanche questo caso non ha fatto eccezione. Durante la lettura le mie perplessità sono state suscitate da due o tre personaggi ma alla fine il personaggio con le mani in pasta non lo avevo indovinato e, la spiegazione che chiarisce l’intera vicenda la ho trovata davvero geniale. Come avviene di solito con i romanzi di questo genere il caso viene risolto nelle pagine finali, qui sono dedicate alla soluzione una cinquantina di pagine circa e mi ha colpita in positivo perché di solito viene chiarito il tutto il un lasso cartaceo più breve. Vi ripeto la soluzione mi ha sorpresa e lasciata di sasso. Vale la pena leggerlo? Assolutamente sì. Essendo stato spammato così tanto mi aspettavo di più, una soluzione impossibile come ad esempio sullo stile di “Dieci piccoli indiani” o “Assassino sull’Orient Express” (sfido chiunque soprattutto con quest’ultimo romanzo ad ammettere di aver trovato la vera soluzione!), che mi hanno lasciata esterrefatta, senza parole, estasiata e realmente anche spremendomi le meningi fino a ridurle in poltiglia non sarei mai e poi mai potuta arrivare a decifrare l’enigma. Non so neanche io bene come spiegare questa sensazione, non riesco a scrivere con precisione cosa in realtà mi aspettavo, con questo non dico che non sia giusto pubblicizzare e “spingere” i romanzi appena usciti che riscuotono successo, ma su di me ha creato grandi aspettative che in parte non si sono concretizzate ma allo stesso tempo non sono state deluse. Comunque la narrazione è molto avvincente e scorrevole, la storia è molto realistica, non stento a credere che siano accadute vicende simili, per questo motivo trovo spontaneo affiatamento con il racconto. Le vicende sono narrate in prima persona attraverso diversi personaggi, mi piace questo metodo narrativo perché ti permette di scavare più a fondo, di conoscere meglio i tuoi compagni di quell’avventura. Il romanzo è scritto sotto forma di diario, tenuto dal personaggio narrante sia alla mattina sia alla sera di una data giornata. Alla storia della protagonista si alterna quella della vittima del caso, Megan, esposta sempre con il medesimo stile. Le vicende di quest’ultima avvengono circa un anno prima di quelle narrate da Rachel, personalmente non amo i salti temporali che perdurano per l’intero romanzo, li trovo confusionari e alla fine mi annoiano. In questo romanzo non stanno male, li ho sopportati bene e anzi anche apprezzati, è una tipologia narrativa che a mio parere ha saputo essere intrigante. I personaggi sono abbastanza particolari, per un tratto o per l’altro covano un qualcosa che me li fa etichettare come “strani” e forse un pό squinternati, non in modo dispregiativo, soprattutto la protagonista. Non ho provato un gran livello di empatia con Rachel, non ho condiviso praticamente nessuna sua scelta e nessun suo modo di fare, ma non è un personaggio spiacevole anzi è interessante. Ho trovato estremamente affascinante come le vite della serie di personaggi, apparentemente così distanti si rivelano irrimediabilmente intrecciate a doppio filo. Merita quattro dei nostri libricini.
Chiaccherando un pochino più frivolamente, la copertina mi è piaciuta un sacco, semplice ma d’impatto: un treno sullo sfondo visto dal finestrino di un altro treno, un’immagine sfocata, un lampo di passaggio. L’edizione è cartonata, preferisco quella flessibile ma ovviamente bisognerebbe aspettare diverso tempo dall’uscita del romanzo per acquistarla, le trovo più pratiche da trasportare e da leggere senza la sovra copertina, per non parlare del costo che di un’edizione del genere non è proprio irrilevante. Comunque sono contenta, questo libro ha saputo tenermi sveglia la notte perché provavo una forte smania di saper come andava a finire, se non ricordo male lo ho terminato dopo le due del mattino. Trovo un pochino esagerata la frase riportata in copertina “Non guarderete mai più da un finestrino con gli stessi occhi”, accattivante ma gli occhi con cui osserviamo rimangono sempre gli stessi. Ok, era una precisazione troppo puntigliosa (lol) in stile “Entrando in un fiume non ti bagnerai due volte con la stessa acqua”, ma ricordo che anche questa frase ha contribuito a suscitare in me quella famosa aspettativa.

Stamberga - Voto 4

 

NOTA SULL’AUTRICE: Nata a Harare, in Zimbabwe, figlia di un professore di economia e giornalista finanziario. Si trasferisce a Londra quando aveva 17 anni. Ha studiato filosofia, politica ed economia presso l’Università di Oxford, successivamente ha lavorato come giornalista per il Times. Ha inoltre lavorato per un certo numero di pubblicazioni come freelance e ha scritto un libro di consulenza finanziaria per donne, intitolato The Money Goddess. Attorno al 2009 ha iniziato a scrivere romanzi rosa sotto lo pseudonimo di Amy Silver. In totale ha scritto quattro romanzi, tra cui Tutta colpa del tacco e Il bello delle amiche. Raggiunge il successo commerciale con il romanzo thriller La ragazza del treno, diventato un best seller negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, con oltre 3 milioni di copie vendute solo negli USA.[1] Ha debuttato alla numero uno nella lista dei best sellers del New York Times, rimanendovi per 13 settimane.

 

 

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