La ragazza delle ciliegie di Laura Madeleine | Recensione di Sandy

Ho inspirato profondamente e ho chiuso gli occhi per cogliere gli altri odori: il carbone dalla ferrovia e il catrame dalle barche, il forte afrore delle squame dei pesci lasciati a seccare sulle reti e nelle nasse.

 

IL ROMANZO

Prezzo: € 18,50

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Inghilterra, 1919. La guerra è finita da poco, ma la sua fine non sembra aver portato la pace nel cuore della giovane Emeline Vane. In quell’anno, infatti, Emeline, diciannove anni e volontà di ferro, scompare, lasciandosi dietro il fratellino per cui pure provava un amore sconfinato. Cinquant’anni dopo, Bill Perch è un giovane avvocato a cui viene chiesto di provare legalmente la morte della signora Emeline Vane, unico modo perché i suoi due nipoti possano finalmente ereditare la tenuta nel Norfolk appartenuta alla zia. È così che Bill parte per Hallerton; lì, si ritrova tra le mani le pagine sottili e consunte di un vecchio diario, quello che la ragazza aveva scritto prima della sua scomparsa. Una storia che spezza il cuore, tanto che il giovane avvocato decide di scoprire tutta la verità sulla vita di Emeline, invece di limitarsi a cercare prove della sua morte. La sua ricerca lo condurrà al sud, nella Francia meridionale, in un incantevole paesino dei Pirenei, Cerbère. Scoprirà che lì, nel posto dove crescono le ciliegie, Emeline aveva ritrovato la voglia di assaggiare la vita e viverla fino in fondo…
Un delizioso romanzo che unisce amore, nostalgia, cucina e voglia di fuga, in una storia che intreccia mirabilmente presente e passato, e riesce a farci sognare a occhi aperti.

Let’s talk about “Where The Wild Cherries Grow ”

 

Era il suo nascondiglio, ho compreso allora, in una città troppo piccola per i segreti.

È finalmente giunto l’ora di dedicare uno spazio anche a questo romanzo scoperto grazie ad un blogtour. Sto parlando de “La ragazza delle ciliegie” di Laura Madeleine, una storia diverse dalle altre, che sorge spontanea e si evolve tra le righe, arrivando dritto al cuore di chi legge. 

È il 1919. La Grande Guerra ha aperto una grossa ferita nel cuore inglese che non risparmia nessuno. Questo lo sa bene Emeline Vane. che a causa di questa catastrofe perde piano piano i suoi affetti più cari, costringendola a seguire suo zio, nella speranza di riuscire ad andare avanti.

La casa ad Hallerton è tutto ciò che le rimane, ma nel momento più drastico suo zio sceglie l’interesse agli affetti, cercando a tutti i costi di vendere la proprietà. Emeline vede il suo mondo sbriciolarsi, tutti i suoi ricordi andare in fumo e questo la devasta, a tal punto da cercare di opporsi a tutti i costi ed è in quel momento che suo zio comincia a spargere la voce che la ragazza sia malata di mente e che le sue sono solo chiacchiere dettate da una mente instabile, ancora devastata per la sua perdita. In quel momento lei capisce che c’è solo una cosa da fare ed improvvisamente, come per magia, si perdono le tracce della giovane.

Mi sono fermata di colpo. Il ricordo aveva preso il sopravvento… e l’ho scacciato dalla mente.

Cinquant’anni anni più tardi Bill Perch, promettente avvocato, si trova ad avere a che fare con gli eredi della casa ad Hallerton, la stessa di Emeline e di suo fratello, ora incapace di intendere e di volere, a causa delle sue condizioni.

Il testamento parla chiaro, la proprietà è ancora dei parenti prossimi e sebbene di Emeline non vi sia più traccia, Bill dovrà indagare per risvolvere l’enigma che si cela dietro la sparizione di Emeline Vane. Ricostruire gli eventi è importante affinché riesca a scoprire la verità, ma non sarà affatto facile.

Mirando a far colpo sul suo capo, Bill parte per Hallerton alla ricerca di Emeline o di ciò che ne resta. Il destino lo porta ad imbattersi nel diario della ragazza ed è allora che comincia il suo viaggio tra le righe della giovane, la quale farà un po’ di luce alla vicenda ancora del tutto scura.

Il sentiero era deserto e più avanti si stendeva la palude salmastra.

La storia si alternano tra i due anni differenti, con la voce di Emeline per il 1919 e quella di Bill nel 1969. Sono due storie che non sembrano avere nulla in comune se non la ricerca della verità stessa, celata tra le pagine del diario della ragazza e dalle scoperte del promettente avvocato.

Le pagine del diario della giovane gridano tutto il dolore e la sofferenza di questa giovane donna costretta a vivere in un’epoca dove non c’era spazio per i sentimenti ma per una ferrea disciplina che non prevedeva malattie come la depressione o simili. In quanto avvocat, all’inizio Bill vuole a tutti i costi impressionare ma entrando nel cuore di questa vicenda, si rende conto che c’è ben oltre una promozione o gratificazione, si tratta infatti di dare risposte a Timothy, il parente ancora in vita di Emeline e allo stesso tempo di trovare risposte alle mille domande.

Ma volevo farti sapere che sto bene, che sono lontanissima da casa, davvero lontana, potrei quasi dirti che mi trovo allafine del mondo.”

“La ragazza delle ciliegie” può essere visto come un viaggio alla scoperta di due vite, quella delle nostre due voci narranti, che ci portano nel cuore delle loro storie, mostrandoci come la società sia cambiata nel corso degli anni e regalandoci un quadro oltre che panoramico ma anche istruttivo su come funzionava la vita allora. 

Lo stile dell’autrice è decisamente evocativo, a tal punto da sembrare tutto reale. Si riesce a viaggiare attraverso le sue righe immaginando profumi, suoni e panorami da sogno, man mano che si procede con la lettura. Ho semplicemente adorato il fatto che questi due soggetti fossero apparentemente diversi, ciò nonostante entrambi sono alle prese con la pressione e i sogni infranti. Da una parte abbiamo Emeline soffocata dalla sua condizione di donna nel 1919, costretta a vivere una vita imposta e dall’altra, Bill e il suo mondo che si sbriciola sotto ai piedi.

Non si tratta solo di un viaggio intrappreso da Bill alla scoperta della verità, diventa anche una scalata verso la liberazione e si ha come l’impressione che le due cose procedano in parallelo, come se uno fosse il trampolino dell’altro. Due storie che si intrecciano senza risultare forzate, rendendo la storia intrigante e allo stesso tempo deliziosa.

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