Le pianure di Gerald Murnane | Recensione di Deborah

 

Un abitante delle pianure non solo era pronto a sostenere di non conoscere le usanze di altre regioni, ma fingeva volentieri di esserne male informato. La cosa più irritante di tutte, per i forestieri, era la sua pretesa di essere privo di una cultura caratterizzante, piuttosto che lasciare che la sua terra e le relative usanze fossero ricondotte a una comunità più ampia, esposta al contagio di gusti e mode.

 

Editore: Safarà Editore
Data di uscita: 7 novembre 2019
Pagine: 124
Prezzo: 18.00 €

«Quando sono di quest’umore, sospetto che ogni uomo, forse, stia viaggiando verso il cuore di una qualche sua lontana e personale pianura». Un giovane cineasta arriva nel remoto territorio delle pianure con l’intento di illuminare con un film il mistero che da sempre lo avvolge. Dopo aver presentato il suo progetto al comitato dei latifondisti, viene accolto nella tenuta di uno di questi affinché possa consultare la sua malinconica e immensa biblioteca per la sua sceneggiatura, e procedere finalmente alla realizzazione del film. Tuttavia l’intento del protagonista sconfina presto nel tentativo di creare un’epica attraverso l’esperienza straniante delle sconfinate pianure, un luogo che appartiene tanto alla terra quanto all’interiorità di chi non teme di attraversarle, né di perdersi nelle loro infinite variazioni di luce. Mentre il romanzo si dipana diventa, nelle parole di Murray Bail: «un miraggio del paesaggio, della memoria, dell’amore e della letteratura stessa». Prefazione di Ben Lerner.

 

Questo ultimo periodo per me si è rivelato abbastanza difficile e rocambolesco, sia dal punto di vista generale sia dal punto di vista delle letture. Purtroppo ho incontrato uno dietro l’altro molti romanzi che non mi hanno convinta, la lettura di Le pianure ha portato però un luccichio di speranza e la certezza di avere tra le mani un’opera rara e molto particolare.

 

C’era, lo ammetteva, una sorta di finzione legale che, a volte, gli abitanti delle pianure dovevano osservare. I confini delle vere nazioni, però, erano fissati solo nelle anime degli uomini

 

Parlare di Le pianure è davvero difficile, il romanzo di Gerald Murnane è un’esperienza di lettura unica, non mi era mai capitato di immergermi in un libro simile. Parlare di romanzo non è propriamente corretto, l’opera non rientra nei criteri della narrativa classica ma neanche del saggio, è qualcosa di unico nel suo genere in bilico tra questi due universi diversi. Forse per provare ad inquadrare un po’ Le pianure bisogna soffermarsi sull’autore; Gerald Murnane è un personaggio molto particolare che ha saputo infondere alcune caratteristiche della propria persona nella sua opera. Murnane è una persona ormai anziana che in tutta la sua vita non ha mai lasciato il paese dove è nato, raramente si è allontanato e mai di molto da Goroke, un piccolo paesino australiano di pressappoco trecento anime. Murnane è una persona molto riservata, avverso alla tecnologia, non è mai salito su un aereo; la sua vita appare immobile, soggetta e allo stesso tempo non soggetta allo scorrere del tempo, un’esistenza immobile dalle tinte tenui e forse un po’ sbiadite, proprio come le pianure che ci racconta. Da un personaggio molto particolare non poteva che nascere un’opera particolare, una lettura fuori dagli schemi. Murnane è un autore apprezzato da diversi grandi autori stranieri, è lecito domandarsi come sia possibile la sua permanenza nell’ombra fino a questo momento.

 

Io sono convinto che, a modo nostro, siamo tutti esploratori. L’esplorazione è molto di più che dare un nome a qualcosa, o descriverla. Il compito di un esploratore è ipotizzare l’esistenza di una terra al di là delle terre conosciute.

 

La ragione forse va ricercata nella particolarità delle sue opere, bisogna essere pronti a lasciarsi coinvolgere e sconvolgere da una lettura come Le pianure, bisogna essere di mentalità aperta e non avere paura di rimanere disorientati. Sì, Le pianure è una lettura disorientante. Mentre le parole di Gerald Murnanre scorrevano veloci, fluide e sinuose davanti ai miei occhi io non mi trovavo più nel luogo effettivo nel quale stavo leggendo ma mi trovavo circondata dall’erba, dai colori, dall’immensità e dall’immobilità della pianura australiana. La voce di Murnane è una poesia avvolgente, semplice ed immediata dipinge paesaggi meravigliosi e suggestivi, scorci di territorio saldamente reali che contemporaneamente assumono tinte etere e mistiche. Le pianure è un libro senza una trama precisa, non ci sono intrecci e non c’è azione; i personaggi sono presenze fumose e completamente impersonali che popolano il racconto, sembrano quasi un tutt’uno con il paesaggio. Il protagonista è un giovane cineasta che arriva nel territorio delle pianure con l’intento di sviluppare un film dedicato a questi territori misteriosi, appena incontra un mecenate disposto a sostenere il suo progetto inizia a dedicarsi alla scrittura. Il suo inserimento nel tessuto sociale delle pianure avviene gradualmente, senza forzare i tempi con la grazia e pazienza di un corteggiamento. Molti sono gli artisti (pittori, scrittori, filosofi) che attendono pazienti di avere udienza presso i latifondisti e trovare qualcuno disposto a sovvenzionare i loro progetti dedicati alla pianure. Non è chiaro il beneficio che questi progetti apportano in realtà agli abitanti delle pianure e quale sia lo scopo per cui investano su queste persone, anche questa attività rimane avvolta da un velo di mistero.

 

Se trova o no quella terra, e ne riporta indietr notizia, non è importante. Può scegliere di smarrircisi per sempre, e aggiungere un’altra voce  all’elenco delle terre inesplorate.

 

Le pianure sono territori mistici, affascinanti, riescono a suscitare emozioni pur rimanendo completamente immobili e immutabili. Sono entità, luoghi conosciuti e familiari che non si può mai finire di scoprire, o forse non si è mai iniziato a farlo. Leggere le avvolgenti descrizioni delle pianure è come perdersi ad ammirare un meraviglioso quadro, essere pervasi dalla sensazione di trovarci in mezzo alle pennellate pur rimandendo saldamente ancorati al suolo.

Le pianure è un romanzo strano, coinvolgente e a tratti sconvolgente. Una lettura unica, un’opera diversa da ogni altro libro, Murnane è una piccola perla da scoprire non appena si è pronti ad uscire dai soliti schemi.

 

 

 

 

 

 

 

Desclaimer: si ringrazia l’ufficio stampa di Safarà Editore per la copia omaggio

 

May the Force be with you!
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