Let’s talk about: Addicted di Paolo Roversi (SEM)

Instagram: @brivididicarta | @lastambergadinchiostro

E per concludere la giornata di oggi c’è il romanzo di Paolo Roversi,”Addicted“, pubblicato da SEM il mese scorso.

Data di uscita: 17 Gennaio

Acquistalo subito: Addicted

Editore: SEM
Genere: Thriller
Pagine: 189

Prezzo: € 16,00

Rebecca Stark è una brillante psichiatra londinese che ha messo a punto un innovativo sistema per guarire la gente dalle proprie ossessioni. Il metodo Stark è così efficace che un magnate russo, Grigory Ivanov, decide di affidarle la conduzione della Sunrise, la prima di una serie di cliniche all’avanguardia, disseminate in tutto il pianeta, che aiuteranno le persone ad affrancarsi dalle loro peggiori addiction. Viene così lanciata una campagna pubblicitaria a livello mondiale. Il primo centro apre in Italia, in Puglia, all’interno di un’antica masseria ristrutturata, circondata da campi e ulivi. Un posto perfetto per accogliere i pazienti che, come parte integrante della cura, dovranno lavorare, cucinare e dedicarsi alle pulizie. Vivranno, insomma, come una piccola comunità isolata. Fra le centinaia di richieste che arrivano vengono selezionati sette candidati da diversi Paesi: Lena Weber, ossessionata dalla perfezione fisica; Jian Chow, web designer e hacker voyeur; Rosa Bernasconi, una ragazza tecno dipendente; Claudio Carrara, giocatore d’azzardo compulsivo; Julie Arnaud, manager ninfomane; Tim Parker, trader cocainomane; e, infine, Jessica De Groot, autolesionista. All’inizio della terapia tutto sembra girare nel migliore dei modi ma, ben presto, alcuni pazienti scompaiono misteriosamente. Complice una pioggia torrenziale che tiene segregati gli ospiti, impedendogli la fuga e ogni contatto con l’esterno, comincia da quel momento un macabro gioco al massacro.

E dopo aver parlato di manga si torna tra le pagine di un romanzo, nello specifico uno uscito il mese scorso per SEM, “Addicted” di Paolo Roversi, autore di cui ho già avuto modo di apprezzare lo stile con la serie de Il Drago e di cui voglio anche recuperare i romanzi con protagonista Enrico Radeschi, il giornalista-hacker. Questa volta Roversi si presenta con un racconto lungo o romanzo breve che dir si voglia che ha per protagoniste le addiction, le dipendenze di una persona.

E se vi dicessi che esiste una clinica nella quale è possibile guarire da ogni dipendenza seguendo una terapia super efficace? E se vi dicessi anche che in qualsiasi momento si è liberi di andare se la terapia non è di vostro gradimento? Pensateci, basterebbe iscriversi al programma per lasciarsi alle spalle la ludopatia, dipendenza dal sesso, trading patologico e la dipendenza da cellulare, strumento che, ahimè, ogni tanto colpisce anche me. Vi starete chiedendo “dov’è la fregatura?”, nessun inganno. Per il modico prezzo di tanti soldi veri e non quelli del monopoli è possibile accedere a un trattamento all’avanguardia e cancellare del tutto le proprie assuefazioni, quindi se anche voi siete alla ricerca di un modo per combattere l’impulso la clinica Sunrise è la risposta ai vostri problemi.

Con uno spot degno di Westworld la clinica Sunrise si propone come la soluzione per quelle persone che non riescono più ad avere una vita normale per colpa della loro dipendenza, che talvolta sfiora il limite dell’ossessione. Ed è così che sette soggetti decidono di prendere parte alla terapia, anche se costretti dai loro cari o amici, rinunciando al contatto esterno e privandosi di ogni apparecchio elettronico, firmando un patto di riservatezza e lasciando che sia la terapia a rivoluzionare il loro mondo.

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In che cosa consiste il trattamento? Avendo firmato il patto di riservatezza non posso dirvelo, vi rovinerei la sorpresa, ma vi basti sapere che la sua efficacia risiede nella sua semplicità, un modo come un altro per affrontare diversamente il problema, non partendo dal fronteggiarlo direttamente ma andando nella direzione opposta, incanalando l’adrenalina che provoca l’astinenza dal vizio in qualcosa di nuovo che possa permettere alla persona di sfruttare le proprie potenzialità. 

Ed è così che Roversi ci catapulta in una clinica situata in Puglia, mostrando il lato negativo di quest’idea che funge da facciata, dove gioca con le parole, con le dipendenze, per marcare il fatto che dietro questi tipi di idee si nasconda in realtà la voglia di fare affari campando sul dolore altrui, in questo caso sfruttando le addiction. Il magnate russo ne è la dimostrazione, ma anche lo stesso staff che per quanto uno voglia prendere in maniera positiva già soltanto l’intento di voler usare una persona come cavia la dice lunga sulla morale. Ed è sempre sulla base dei contrasti che delinea una trama che si dirama tra passato e presente, mostrando i fatti accaduti nel 1994 e il nostro tempo con i sette soggetti impegnati nella terapia.

L’idea alla base è geniale, una clinica miracolosa che un po’ come la vernice gialla di Stevenson è in grado di aiutare una persona a risolvere il suo problema per me è un espediente narrativo favoloso, sfortunatamente durante lo sviluppo qualcosa si è perso, rovinando l’atmosfera iniziale che mi aveva cominciato a ricordare “La cura del benessere”, film agghiacciante nel quale ho provato qualcosa, l’ho sentito il brivido lungo la schiena mentre qui non molto, è stata più una lettura che lascia il tempo che trova, non incisiva abbastanza come lo erano state le precedenti dell’autore.

“Addicted” è un viaggio all’interno delle proprie dipendenze che prendono possesso di noi aggrappandosi alla nostra schiena con le unghie e con i denti stringendo forte per non farsi disarcionare. 

“Guadagnarci? Dottoressa, io farò soldi a palate con queste cliniche! Ci pensi un attimo: quasi ogni persona su questo pianeta soffre di una mania, di una fobia, di un’addiction che la tormenta da tutta la vita e dalla quale vorrebbe liberarsi. D’ora in poi potrà farlo grazie a lei e alle cliniche Sunrise.”

 

 

 

disclaimer: si ringrazia l’ufficio stampa di SEM per la copia omaggio.

 

 

May the Force be with you!
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