Let’s talk about: La forchetta, la strega e il drago di Christopher Paolini

Instagram: @brivididicarta | @lastambergadinchiostro

Ritorno ad Alagaësia con un po’ di nostalgia e allo stesso tempo gioia grazie a “La forchetta, la strega e il drago” di Christopher Paolini, una raccolta di racconti pubblicata in Italia da Rizzoli, con la traduzione di Maria Concetta Scotto di Santilllo.

Data di uscita: 22 Gennaio

Acquistalo subito: La forchetta, la strega e il drago

Editore: Rizzoli
Traduzione: Maria Concetta Scotto di Santilllo
Genere: Racconti, Fantasy

Prezzo: € 17,00
Pagine: 288

È passato un anno da quando Eragon ha lasciato Alagaësia in cerca del luogo perfetto in cui addestrare una nuova generazione di Cavalieri dei Draghi. È alle prese con una lista lunghissima di compiti e doveri: costruire una fortezza a misura di drago, discutere con i fornitori, vegliare le uova dei futuri draghi e tenere a bada i belligeranti Urgali e gli altezzosi Elfi. Poi una visione degli Eldunarí, una visita inaspettata e un’appassionante leggenda degli Urgali gli offrono la distrazione di cui ha tanto bisogno e gli mostrano le cose sotto un’altra prospettiva… Tre storie inedite ambientate ad Alagaësia, un assaggio della nuova vita di Eragon e un estratto dalle memorie di Angela l’erborista – di cui è autrice Angela Paolini, che ha ispirato il personaggio della strega – per tornare a immergersi nell’affascinante e antico mondo del Ciclo dell’Eredità.

Il lunedì per me comincia con un po’ di nostalgia e un pizzico di gioia perchè il protagonista di oggi è una raccolta di racconti di un autore a me caro. Quando ero più piccola amavo leggere Christopher Paolini, perdermi in un mondo fantastico tra cavalieri, draghi e magia, un universo che mi ha regalato tanto e che allo stesso tempo ha lasciato un vuoto quando è arrivato l’ultimo capitolo della saga.

Dopo otto anni di assenza Paolini è ritornato in libreria con “La forchetta, la strega e il drago”, una raccolta che permette di (ri)assaporare la bellezza del mondo da lui creato con tre storie inedite ambientate ad Alagaësia, una sorta di spin-off dove, per chi ha già letto la serie principale, volti familiari fanno la loro comparsa e se da una parte mi è sembrato quasi un ritorno a casa, dall’altra parte ho avuto come l’impressione che queste tre novelle cercassero di stare insieme a forza, come l’acqua e l’olio. Ma andiamo per gradi.

Composta da tre racconti che danno il titolo all’opera, “La forchetta, la strega e il drago”si colloca esattamente a un’anno di distanza dalla conclusione di “Inheritance” e prima del futuro romanzo, già precedentemente annunciato dall’autore, e segue le vicende di Eragon, alle prese con i problemi della vita “comune”, quelli che lo caricano di responsabilità e non gli permettono di  respirare neanche per un momento, rendendolo irrequieto e burbero verso gli altri, ed è qui che entra in gioco Saphira, gli consiglia di schiarirsi le idee, lontano, affinchè possa riprendere i suoi doveri con la dovuta serenità.

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Parte così la prima storia, “La forchetta”, che ci apre le porte all’interno di ciò che è Alagaësia ora e dove Eragon cerca di fare del suo meglio per risultare sempre all’altezza della situazione, in perenne dubbio se le sue scelte riusciranno a mantenere l’equilibrio o finiranno per far crollare ciò che poco a poco è riuscito a raggiungere. Il futuro dei Cavalieri dei Draghi dipende da lui e con esso anche il futuro del regno. Quando gli Eldunarí lo trascinano fuori dal suo corpo Eragon finisce per imparare una lezione importante. Devo dire che questo è stato un bellissimo pretesto per raccontare una novella interessante con un personaggio già familiare e una forchetta in grado di ribaltare le carte in tavola.

“La strega” invece è il racconto che ho preferito di meno, la collaborazione fra Christopher e la sorella, la stessa al quale lui si è ispirato per il personaggio protagonista, l’erborista, Angela, una sorta di diario dove la “strega” racconta di come le strade di lei e della piccola Elva si siano intrecciate fino al punto da diventare indissolubile, ma non abbastanza da riportare la piccola sotto l’ala di Eragon.

E infine abbiamo una chicca, la vera sorpresa di questa raccolta, una leggenda. Il racconto si intitola “Il drago” e chiude l’antologia. La storia di Ilgra e Vêrmund il Bieco, una novella dove ho riassaporata un caldo ritorno a casa, una storia ricca di spessore e che per un po’ mi ha ricordato il perchè avessi scelto di proseguire la serie. Ecco perchè ho detto che mi è sembrato quasi un ritorno a casa. Stiamo parlando di una raccolta di racconti, se preso singolarmente “Il drago” era la svolta che stavo aspettando, ma se visti tutti e tre insieme i frammenti non riescono ad essere compatti come mi sarei aspettato di leggere.

Detto questo, è stato bello ritornare ad Alagaësia, anche se per poco. In questo piccolo scrigno ho ritrovato la mia voglia di ritornare indietro, riprendere in mano Eragon e ricominciare il viaggio. 

“A volte era più facile affrontare una battaglia che capire come districarsi nella giungla dei problemi quotidiani.”

 

 

 

disclaimer: si ringrazia l’ufficio stampa di Rizzoli per la copia omaggio.

 

May the Force be with you!
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