Let’s talk about: Il quaderno dei nomi perduti di Sofia Lundberg

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“Uno scrigno dei ricordi. Non ho altro da offrirti. I ricordi sono la cosa più preziosa che ho.”

Pagine: 380

Acquistalo subito: Il quaderno dei nomi perduti

Editore: Dea Planeta Libri
Genere: Narrativa

Data di uscita: 30 Aprile
Prezzo: € 17,00

Di cosa è fatta davvero una vita? Cosa vale la pena salvare dalla sabbia impalpabile dei giorni, degli anni? Se lo chiede, sola nel suo appartamento a Stoccolma, l’anziana Doris. La risposta è racchiusa in un quaderno molto speciale. Quello che il padre le regalò per il suo decimo compleanno, e che lei vuole lasciare all’inquieta nipote Jenny. Alle sue pagine ingiallite Doris ha consegnato tutti i nomi della sua lunga e tumultuosa esistenza: Stoccolma, Parigi, New York. Madame Serafin, Gösta il pittore, l’ingenua sorella Agnes. E Allan. Parenti, nemici, amanti; ognuno occupa un posto cruciale nel romanzo della sua vita, ognuno ha una storia e tocca a Doris, adesso, raccoglierle. Per riannodare le fila di un destino che, malgrado tutto, prepara gli ultimi colpi di scena. E ritrovare il senso di un viaggio che forse si chiama amore.

“Ogni tanto sfoglio il mio quaderno dei nomi. È diventata una specie di mappa, e io voglio seguirne i contorni insieme con te. Così che tu, l’unica a ricordarsi di me quando me ne sarò andata, possa ricordare anche qualcosa della mia vita.”

Source: Pinterest

La vita è imprevedibile ma talvolta lo sono anche i libri. Non credevo che “Il quaderno dei nomi perduti” di Sofia Lundberg mi avrebbe regalato così tante emozioni. Dopo averlo finito mi sono ritrovata nel solito limbo in attesa che la prossima lettura possa colmare il vuoto lasciato da questo romanzo. Ma niente riuscirà a sostituire le emozioni provate fra queste righe, dopotutto ogni romanzo è un universo a sé.

L’esordio dell’autrice si potrebbe paragonare a uno scrigno che racchiude tante piccole storie intrecciate. Un po’ come colori riversati su tela la vita di tutte queste persone creano un dipinto vivace, a tratti malinconico, ma reale.

Nel suo quadernino ormai ingiallito Doris ha sigillato la sua vita e quella di coloro che hanno intrecciato il suo cammino, dedicando ad ognuno di loro un capitolo e anche se per alcuni è arrivato all’epilogo, vale la pena di essere raccontato. Ormai giunta al tramonto della sua esistenza, guardandosi indietro si rende conto di aver vissuto una vita piena, fatta di alti e bassi e spera che questo cimelio possa accompagnare sua nipote Jenny, divisa fra maternità e una vita frenetica.

“Un’ondata di dolore si propaga fino alle spalle. È sempre là, quel dolore, giorno e notte. A ricordarle il suo corpo che invecchia.”

Source: Pinterest

Doris è la dimostrazione che un oggetto semplice come un quaderno possa diventare qualcosa di importante, un tassello fondamentale nella vita di una persona che si trova in difficoltà e che in un momento delicato può diventare la soluzione di un problema o lo smarrirsi nei ricordi, talvolta piacevoli e talvolta malinconici, ma sono state quelle esperienze ad averla resa la donna che è oggi.

La sua vita ci viene raccontata da Doris stessa attraverso il suo diario, spezzando il passato con gli acciacchi del presente, che creano un forte contrasto e mettono a confronto ciò che è stata con ciò che è oggi. Nonostante soffra nel compiere anche i più piccoli movimenti, Doris resiste e lo fa soprattutto per sua nipote, Jenny, il tassello più importante della sua vita, che anche se lontana in qualche modo è presente attraverso le videochiamate.

Un’intera esistenza ci permette di capire che quando si ha a che fare con la vita ogni passo da noi compiuto risuoni prepotente nella memoria, tracciando un percorso, il nostro percorso, che definisce chi siamo e chi diventeremo. Per Doris il suo cammino l’ha allontanata da qualcuno di importante, il suo più grande rimpianto e ormai giunta al tramonto della sua epoca, si rende conto che tutti coloro che ha conosciuto sono morti, ma di una persona, una soltanto, il presente è incerto.

Ogni capitolo del suo diario di pelle rossa porta il nome di coloro che hanno segnato la sua esistenza e anche se ora quei nomi sono sbarrati e di fianco compare la scritta “morto” questo non significa che la loro storia non vada raccontata. Ogni vita è una storia, la più complessa che esista, una di quelle che si vedono nei film in cui alla fine viene da commuoversi, sia per felicità che per tristezza.

“La bellezza è una forza capace di manipolare come nessun’altra, e imparammo presto a sfruttarla.”

Source: Pinterest

A Jenny spetta un compito difficile, quello di raccogliere il testimone e conoscere più da vicino sua zia, leggendo quel diario regalatole dal padre e del quale non si separa mai. Spesso non sono i soldi la vera propria eredità portata dai nostri cari bensì la ricchezza che deriva dai loro ricordi, dalle storie di una vita vissuta dal primo all’ultimo giorno e che vale la pena di essere tramandata affinché non vada perduta.

Questo è un romanzo intenso e che cattura il lettore per la sua spontaneità, il modo di celebrare la vita accettando anche la morte come una sua conseguenza naturale.

Doris con le sue parole riesce a toccare gli animi dei più scettici e con la sua storia dimostra che per quanto sia difficile vivere non bisogna mai arrendersi, ma soprattutto non si deve avere alcun rimpianto ed è per questo motivo, che guardandoci indietro dobbiamo chiederci se ci sia un momento nelle nostre vite in cui avremmo voluto cambiare qualcosa e se così fosse, non si deve aspettare di raggiungere la fine per conquistare un nuovo inizio.

“Il quaderno dei nomi perduti” è un viaggio nel tempo in due direzioni opposte, una che racconta la gloria di ciò che è stato l’altra che ne dimostra l’importanza.

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