Let’s talk about: Il signor Origami di Jean-Marc Ceci

“Maestro Kurogiku lascia il Giappone all’età di vent’anni. Prima che parta, suo padre lo invita al chado, la tradizionale cerimonia del tè. Gli dona un pezzo di carta piegata. Un origami. Rappresenta una gru.”

IL ROMANZO

Acquistalo subito: Il signor Origami

Editore: Salani
Collana: Fuori Collana
Data di uscita: 5 Ottobre 2017
Prezzo: € 13,90
Pagine: 144
ISBN: 
9788893812863

Maestro Kurogiku è partito dal Giappone a ventʼanni, portandosi appresso solo tre piantine di kōzo, il gelso della carta. Nellʼangolo sperduto della campagna toscana dove è approdato – e dove conduce una vita da eremita con la sua gatta, Ima – si dedica all’arte del washi, la carta artigianale giapponese, con la quale piega i suoi origami. Un giorno, quarant’anni dopo, si presenta a casa sua un giovane ingegnere italiano con il progetto di costruire un orologio che contenga tutte le misure del tempo. Il suo arrivo scuote l’apparente tranquillità dell’eremita e lo mette davanti al suo passato.  I due parlano e ascoltano i silenzi dell’altro. Lʼincontro tra l’allievo e il maestro, tra Oriente e Occidente, è unʼiniziazione e una trasformazione reciproca.
Scritto in una prosa estremamente asciutta, capace di mostrare ciò che è celato e farci comprendere ciò che non è pronunciato, questo è un libro in cui trovano spazio profondità e leggerezza, filosofia e silenzio. Di una precisione documentaria perfetta, un romanzo sapienziale che ha lʼintensità di un racconto e la grazia di un origami.

COPERTINE A CONFRONTO

Let’s talk about “Monsieur Origami”

Qui nessuno sa il suo nome. Tutti lo chiamano signor Origami.

Oggi sono qui per condividere con voi le mie impressioni sulla prima lettura del “Chi cerca trova”, rubrica dove vi segnalo alcune interessanti uscite sulle quali vorrei tuffarmi. Sono felicissima di aprire le danze con questo gioiellino di Jean-Marc Ceci, “Il signor Origami”, uscito il cinque ottobre per Salani Editori.

Questo romanzo è arrivato al momento giusto, era quello di cui avevo bisogno per riprendermi da una lettura un po’ deludente, che prometteva bene ma che poi non è riuscita a trasmettermi nulla.

“Il signor Origami”, invece, è riuscito a catturarmi immediatamente grazie alla sua semplicità e la scelta di un personaggio curioso come Kurogiku, una figura che riempie gli spazi vuoti senza usare le parole.

Jean Marc Ceci mostra il suo amore per la cultura giapponese e italiana, mettendo in scena due figure opposte tra di loro, che quando entrano a contatto riescono quasi a completarsi a vicenda. La saggezza di Kurogiku e l’impertinenza di Casparo sono un forte contrasto che rende interasse il confronto fra due culture diverse, che non smettono mai di imparare l’uno dall’altro.

Nella bellezza c’è sempre una parte d’ombra…

La parola Kurogiku significa crisantemo nero, un fiore particolare considerato sacro in Giappone. Il padre di Kurogiku ha scelto di dare questo nome a suo figlio nella speranza che racchiudesse dentro di sé la gioia che simboleggia.

Il maestro Kurogiku non è un supereroe o un maestro di arti marziali, per vivere fabbrica carta. Non una carta qualsiasi, bensì washi, una delle carte più resistenti al mondo. Per produrre questo tipo di carta si usa il kozo, una pianta chiamata anche “gelso di carta”. Questa particolare tecnica di fabbricazione è stata tramandata di generazione in generazione dalla sua famiglia ed è un procedimento che richiede molta pazienza e attenzione.

Kurogiku è un uomo paziente, spesso siede in silenzio, meditando o realizzando origami con la parte migliore della carta che produce.

Il maestro è partito dalla sua terra per venire in Italia che aveva poco più di vent’anni, portandosi con sé le sue piante di kozo e la gru di carta realizzata da suo padre, la quale rappresenta un auguro di longevità.

Se non siamo in grado di immaginare una forma a partire dalle linee lasciate dalle pieghe su un foglietto di carta di dieci centimetri quadrati, è vano comprendere da dove veniamo e dove andiamo.

La sua routine viene stravolta da un arrivo inaspettato, un giovane in cerca di ospitalità. Casparo, è questo il suo nome, fatica a rapportarsi con Kurogiku. È la prima volta che gli capita di trovarsi di fronte a una persona pragmatica, che non va oltre il necessario, ma grazie ad Elsa riesce a scoprire qualcosa in più su questa misteriosa figura e dare un senso al modo di essere del maestro.

Pur essendo diversi sono due facce della stessa medaglia, una ormai ricoperta d’edera mentre l’altra un po’ ammaccata, eppure entrambi coltivano una passione. Da una parte abbiamo Kurogiku e gli origami, mentre dall’altra Casparo e i suoi disegni di orologi.

Queste due realtà si incontrano in un momento delicato della loro vita, come sempre accade in casi come questi, niente arriva per caso. La vicinanza di Kurogiku riesce a portare qualcosa che mancava nella vita del più giovane e allo stesso tempo l’impulsività del ragazzo, porta sotto una luce diversa quella che è stata la vita del più adulto. Due culture si incontrano e riescono a convivere pacificamente fra di loro.

Vivevo di ombre, di sogni, di passato e di futuro. Era il momento di vivere il presente del mio corpo e dell’adesso.

“Il signor Origami” si divide in quattro grandi atti, formati da capitoli brevi che, come vi ho detto precedentemente, arrivano con semplicità, ma sono carichi di significato.

Questo è un libro ermetico, denso di analogie e simbolismi, a metà fra la poesia e la prosa e dove la prima risulterebbe troppo sintetica per il lettore, arriva la seconda ad arricchire il tutto rendendolo più compatto.

Non è una lettura impegnativa, ma allo stesso regala spunti sui quali riflettere, come la vita e lo scandire del tempo, la costante che cerchiamo di controllare ma che non risparmia nessuno nel suo scorrere. Sono felicissima di poter dire che ho trovato un tesoro da custodire, il primo di tanti altri che mi attendono sulla rotta del Grande Mare d’Inchiostro.

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