Let’s talk about: L’ultima notte della nostra vita di Adam Silvera

Oggi parliamo di una lettura che mi ha colpita per la sua tematica, ovvero la perdita. Si intitola “L’ultima notte della nostra vita” di Adam Silvera, pubblicato da Il Castoro agli inizi di maggio con la traduzione di Chiara Reali.

2 Maggio

Acquistalo subito: L’ultima notte della nostra vita

Editore: Il Castoro
Collana: HotSpot
Traduzione: Chiara Reali
Genere: Young Adult, LGBT

Prezzo: € 16,00
Pagine: 353

Il 5 settembre, poco dopo mezzanotte, il servizio Death-Cast contatta Mateo Torrez e Rufus Emeterio per dar loro una cattiva notizia: moriranno nel corso della giornata. Mateo e Rufus non si conoscono ma, per diverse ragioni, entrambi cercano un amico per passare l’ultimo giorno della loro vita. Esiste un’app per questo: si chiama Last Friend ed è così che Rufus e Mateo si incontrano. Entrambi sanno che il tempo a loro disposizione è già segnato. Ma non hanno nulla da perdere e resta solo da vivere tutta una vita in un giorno.

Ci sono romanzi che nonostante le piccole imperfezioni riescono a distinguersi, invogliando chi legge a riflettere, ad entrare nel mondo dei protagonisti e immaginare la vita attraverso il loro punto di vita, un po’ come indossare un completo che in alcuni casi può risultare troppo stretto o aderire alla perfezione.

È un po’ quello che mi è successo leggendo “L’ultima notte della nostra vita” di Adam Silvera, romanzo che parte da un presupposto interessante e allo stesso tempo agghiacciante, invita a riflettere sul modo in cui decidiamo di vivere la vita, mettendo alle strette il lettore con una domanda che potrebbe sembrare lì per lì banale, ma che a lungo andare diventa un vero tarlo nella mente: “Cosa faresti se scoprissi che stai per morire?”.

Nel mondo descritto da Silvera cinque anni fa si è insediata Death-Cast, un’organizzazione “rivoluzionaria” che è in grado di sapere con precisione la data in cui morirà una persona, ma nessuno è in grado di sapere come sia possibile, ma quando il telefono squilla ed è un operatore a telefonare non c’è nascondiglio che tenga. Non c’è modo di sfuggire alla propria morte ed è per questo motivo che su deathcast.com è possibile lasciare un messaggio e un’ultima frase da poter aggiungere sulla propria lapide. Come se non bastasse, per sopravvivere alla propria dipartita ogni operatore consiglia al Decker (la persona che sta per morire) eventi ai quali prendere parte per allontanare il pensiero della propria morte.

Instagram: @brivididicarta | @lastambergadinchiostro

Ognuno reagisce a proprio modo. Ci sono persone che riescono ad accettare il loro destino mentre altri non ne vogliono sapere, agiscono come se niente fosse, abusando del proprio potere o vivendo una giornata esagerata in attesa che il mietitore arrivi a mettere fine alla propria esistenza. In un mondo come questo, un ragazzino di nome Mateo Torrez cerca ancora di capire come vivere appieno una vita mai vissuta del tutto, in meno 24 ore. Per questo motivo decide di installare Last Friend, un’applicazione che permette ai Decker di mettersi in contatto affinchè possano trascorrere la giornata insieme ed è qui che conosce Rufus Emeterio, il suo opposto, un ragazzaccio, sopraffatto dagli eventi della sua vita e che in Mateo trova una via di fuga per il suo inferno personale.

Sono rimasta colpita dalla complessità della storia e dal modo in cui Silvera è riuscito a raccontarla, con una spontaneità disarmante e puntando dritto al cuore di chi legge, che volente o nolente comincia ad affezionarsi prima a Mateo e poi allo stesso Rufus, due personaggi diversi come il sole e la luna ma che insieme riescono in qualche modo a trovare un equilibrio, a trasformare un evento così devastante e tragico in qualcosa di positivo, mostrando come a volte anche nella disperazione e la miseria ci sia ancora spazio per l’amore, per la vita e per tutte quelle occasioni perse. In quel momento tutto si rimpicciolisce, esistono soltanto i personaggi che si muovono in un delicato e fragile universo, dove le stelle muoiono ogni giorno e non c’è verso di cambiare un destino già scritto.

Sarò onesta, avrei voluto sapere di più su Death-Cast, ipotesi a parte, come fa a conoscere la data della morte di ogni persona? Ma non è solo questo il punto, Silvera focalizza la sua attenzione sull’importanza che ha la notizia sulle persone, spostando lo sguardo dai personaggi su Death-Cast, permettendo a chi legge di ascoltare qualche voce all’interno di un’ente che giorno dopo giorno rovina ogni singola esistenza nel mondo oppure no? Sarebbe meglio essere ignari sulla propria morte o sapere quando accadrà? Non saprei dare una risposta, so soltanto che la storia è riuscita nel suo intento, mi ha spinta a riflettere e a domandarmi se in un mondo così riuscirei a sopravvivere, sapendo che un giorno potrei sapere in anticipo quando perderò chi amo e a chi tengo. 

L’ultima notte della nostra vita è l’unica che abbiamo a disposizione per scoprire quanto vale veramente il nostro tempo sulla terra, tanto breve quanto prezioso.

“La vità è questione di equilibrio. Un grafico a torta con fette uguali in tutte le aree della vita per il massimo della felicità.”

 

 

 

 

disclaimer: si ringrazia l’ufficio stampa de Il Castoro per la copia omaggio.

 

 

 

 

May the Force be with you!
Precedente Review Party: Non dire che era un sogno di Terenci Moix Successivo Inku Stories #34: Demon Slayer #1 di Koyoharu Gotouge