Let’s talk about: L’uomo del labirinto di Donato Carrisi

Grazie a Carlo Salvato per l’illustrazione di Bunny!
… Quindici anni senza notizie, senza un indizio, una speranza. Quindici anni di silenzio. Un incubo lunghissimo, che si è concluso in modo felice e inaspettato. Perchè nessuno, fino a due giorni fa, sarebbe stato in grado di immaginare che Samantha Andretti era ancora viva…

Data di uscita: 4 Dicembre

Acquistalo subito: L’uomo del labirinto

Editore: Longanesi
Data di uscita: 4 Dicembre

Prezzo: € 19,00
Pagine: 400

L’ondata di caldo anomala travolge ogni cosa, costringendo tutti a invertire i ritmi di vita: soltanto durante le ore di buio è possibile lavorare, muoversi, sopravvivere. Ed è proprio nel cuore della notte che Samantha riemerge dalle tenebre che l’avevano inghiottita. Tredicenne rapita e a lungo tenuta prigioniera, Sam ora è improvvisamente libera e, traumatizzata e ferita, è ricoverata in una stanza d’ospedale. Accanto a lei, il dottor Green, un profiler fuori dal comune. Green infatti non va a caccia di mostri nel mondo esterno, bensì nella mente delle vittime. Perché è dentro i ricordi di Sam che si celano gli indizi in grado di condurre alla cattura del suo carceriere: l’Uomo del Labirinto. Ma il dottor Green non è l’unico a inseguire il mostro. Là fuori c’è anche Bruno Genko, un investigatore privato con un insospettabile talento. Quello di Samantha potrebbe essere l’ultimo caso di cui Bruno si occupa, perché non gli resta molto da vivere. Anzi: il suo tempo è già scaduto, e ogni giorno che passa Bruno si domanda quale sia il senso di quella sua vita regalata, o forse soltanto presa a prestito. Ma uno scopo c’è: risolvere un ultimo mistero. La scomparsa di Samantha Andretti è un suo vecchio caso, un incarico che Bruno non ha mai portato a termine… E questa è l’occasione di rimediare. Nonostante sia trascorso tanto tempo. Perché quello che Samantha non sa è che il suo rapimento non è avvenuto pochi mesi prima, come lei crede. L’Uomo del Labirinto l’ha tenuta prigioniera per quindici lunghi anni. E ora è scomparso.

Source: Pinterest

Il labirinto mi guarda. Il labirinto conosce ogni cosa.

Il quattro dicembre, esattamente fra due giorni, sbarcherà nelle nostre librerie “L’uomo del labirinto”, nuovo thriller di Donato Carrisi, pubblicato da Longanesi.

Da quando ho letto la trama le mie aspettative hanno preso il volo e dopo aver portato a termine la lettura, sono felice. Felice di averlo letto e di essere qui a condividere con voi le mie impressioni a caldo.

Tre termini per descrivere il romanzo. Macabro. Perverso. Grottesco, e ora vi spiego il motivo per il quale ho scelto queste tre parole.

Sono passati quindici anni dalla scomparsa di Samantha Andretti e nessuno avrebbe mai pensato che il suo ritorno sarebbe stato così improvviso ed eclatante. A dire il vero, fino a quel momento, in molti ormai la credevano morta. È un evento così raro da allarmare tutti i media, che come al solito, hanno iniziato a lottare per avere lo scoop del momento.

Samantha è appena diventata la notizia più succulenta di sempre, quella in grado di far alzare l’audience e tenere ogni telespettatore incollato al televisore per seguire gli sviluppi.

Che cos’è successo a Sam? È difficile dirlo con certezza, i suoi ricordi sono confusi e la sua mente è annebbiata dal buio nel quale era rinchiusa. Per questo motivo esistono i profiler, persone in grado di ricostruire e dare un senso ai ricordi per poter scovare il soggetto ignoto di turno.

In questo caso, è il dottor Green ad occuparsi di questa parte delicata della vicenda. Con le vittime di traumi di questo genere è difficile riuscire ad instaurare un rapporto, ma il nostro dottore riesce laddove nessuno riuscirebbe mai ad arrivare. In breve tempo riesce a conquistarsi quel briciolo di fiducia necessaria per spingere Samantha ad affrontare nuovamente il suo incubo ed aiutare così il profiler e la polizia a fare luce sul mistero.

Nel frattempo, Bruno Genko, un investigatore privato è sulle tracce del mostro. Ci sono molti elementi che non quadrano, come ad esempio la ricomparsa di Sam dopo tutto questo tempo. Quindici anni sono un lungo periodo di tempo, come ha fatto la ragazza a fuggire? Questo è l’ultimo caso a cui può dedicarsi Genko, non è più l’uomo di una volta, il suo fisico sta cedendo consumato dalla sua malattia, ma per mettere chiarezza sul caso Andretti è disposto a tutto.

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La memoria di una persona è uno strano meccanismo. Non è come questo registratore, non basta rimandare indietro il nastro per ascoltare. Anzi, molto spesso i ricordi vengono incisi l’uno sull’altro e si confondono fra loro. Oppure la registrazione non è completa o ci sono buchi o difetti: la mente li ripara a modo suo, mettendoci toppe che sono in realtà falsi ricordi e possono confondere.

Macabro. È tutto una macabra danza, dove i personaggi si muovono in armonia e anche il più piccolo dettaglio alimenta la curiosità del lettore.

Come ben sappiamo, la nostra mente è un complesso meccanismo che molti cercano di trovare un modo per manipolarla e usarla. Ciò nonostante è difficile manovrare del tutto una mentalità instabile, ci sarà sempre qualcosa, anche la più piccola, che innescherà una serie di reazioni inaspettate. Dunque, la chiave di tutto, nel “L’uomo del labirinto” è la mente, i ricordi che vengono ricostruiti da Samantha ci permettono di avere una parte di informazioni che riguardano questo misterioso labirinto dove è stata rinchiusa per tutto questo tempo. Ma se il labirinto fosse in realtà la mente stessa?

Ciò che scopriamo grazie alle parole di Sam è agghiacciante. Un raccapricciante gioco a premi, dove per sopravvivere bisogna riuscire a completare ogni prova messa davanti dalla misteriosa figura che osserva tutto dall’alto e si gode lo spettacolo. È paziente, il nostro soggetto ignoto e allo stesso tempo è cauto, per questo motivo nessuno ha mai collegato la sparizione di Samantha con dettagli che invece Genko riesce a raccogliere.

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Il mio campo è la caccia. E l’animale più difficile da cacciare è l’uomo.

Perverso. È diabolico il modo in cui un libro per bambini, “Bunny”, diventi invece lo strumento per distruggere vite. Il nostro soggetto ignoto crede di essere quel “Bunny” del libro, un coniglio che soltanto i bambini possono vedere. Non a caso Samantha è stata rapita all’età di tredici anni e l’ultima immagine che è riuscita ad imprimere nella sua mente è proprio quella del coniglio con gli occhi a forma di cuore, che la osservava dall’altra parte della strada.

Genko è riuscito ad arrivare laddove nessuno si era mai spinto, regalando così al lettore un elemento in più a cui aggrapparsi mentre si tenta di capire cosa stia succedendo. Ha fegato da vendere, l’investigatore o forse è semplicemente così perché non ha più niente da perdere. Ha abbracciato la morte ancora prima che arrivasse ed è intenzionato a mettere fine a questa interminabile partita.

Attenzione a dare tutto per scontato. Questo romanzo riserva un’infinità di sorprese. La realtà che ci viene presentata all’inizio è mutevole, continua ad essere ribaltata ed è anche questa la ragione per la quale è così affascinante e coinvolgente.

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Era cosciente di essere arrivato in prossimità di un confine sottile. E, anche se non riusciva a vedere oltre, sapeva che dall’altra parte c’era ad aspettarlo qualcosa di malvagio.

Grottesco. La realtà che ci descrive Carrisi è deforme e imprevedibile, proprio come la mente umana, che nel romanzo viene piegata e ripiegata su sé stessa talmente tante volte che alla fine tutto sembra diverso da com’era all’inizio, un’ambiente che stravolge sé stesso fino ad alienarsi.

Sullo stile dell’autore non si discute. Ormai Donato Carrisi è una certezza, quando si prende in mano un suo libro si ha l’impressione di avere tra le mani un best seller americano. La qualità è indiscussa, con il suo stile riesce a trasferire ai lettori tutto ciò che sentono i suoi personaggi e con la suspense riesce a tenere gli occhi di chi legge alle pagine del libro.

Se non si fosse capito, mi è piaciuto moltissimo. Infatti, l’ho divorato in breve tempo. Ho adorato il caso, il modo in cui lo ha sviluppato e il rivedere un vecchio personaggio (di cui non vi dirò nulla), che mi ha fatto venire voglia di rileggere una certa duologia.

Solo i bambini possono vedere il coniglio? Per rispondere a questa domanda non vi resta che leggere “L’uomo del labirinto”.

May the Force be with you!
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