Let’s talk about: Una vita senza patente di Stefano Garavini

Oggi ci muoviamo controcorrente per parlare del romanzo di Stefano Garavini, “Una vita senza patente”, pubblicato da Leone Editore settimana scorsa.

Data di uscita: 23 Maggio

Acquistalo subito: Una vita senza patente

Editore: Leone Editore
Collana: Sàtura
Genere: Narrativa

Prezzo: € 10,90
Pagine: 126

Stefano Garavini racconta in prima persona la sua storia di ragazzo cresciuto sulla riviera romagnola, nel mito dei motori, delle serate in discoteca e delle bevute tra gli amici. E proprio quelle bevute, unite alla scellerata decisione di mettersi alla guida di una macchina o di una moto, gli sono costate per ben otto volte la patente. Tra ritiri lievi e ritiri più lunghi, con alte pene pecuniarie e l’obbligo di lavori socialmente utili, si caratterizzano così circa venti anni della sua vita, durante i quali Stefano si trova a dover pagare le conseguenze delle sue imprudenti scelte, dal problema di rimanere appiedato e quindi più limitato negli spostamenti, fino a quello di dover convivere col senso di colpa per aver deluso la propria famiglia, in special modo la madre. E poi anche per aver deluso se stesso, quando, all’ennesimo ritiro, di fronte alla promessa che sarebbe stato l’ultimo, inevitabilmente ci ricascava. In un libro personale e significativo, l’autore, attraverso il racconto, a tratti leggero e con note umoristiche, della sua esperienza, lascia un messaggio di grande importanza, mettendo in guardia tutti dal pericolo di sottovalutare gli effetti dell’alcol, soprattutto al volante.

Che la collana Sàtura si muovesse in una direzione diversa, più libera e senza restrizioni, lo avevo intuito quando ho preso in mano uno dei romanzi che mi è rimasto nel cuore, Vivissime condoglianze di Erik Facchetti e oggi, a distanza di un anno, rieccomi a trattare un altro tassello, uno che mette a disposizione l’esperienza di un uomo per mettere in guardia tutti dal pericolo che si incombe a sottovalutare gli effetti dell’alcool alla guida. Si intitola “Una vita senza patente” e racconta la storia di Stefano Garavini, il declino di una vita alle prese con decisioni sbagliate che gli sono costate il ritiro della patente per ben otto volte.

Mettersi a nudo, raccontarsi, rivivere il passato affinché chi legge possa capire cosa significa prendere la decisione di mettersi alla guida dopo aver bevuto, non è facile. Così come non lo è affrontare le conseguenze, mettere nero su bianco ciò che ha significato ogni singola esperienza, documentata da atti, articoli di giornali e persino referti che contribuiscono ad appesantire il bagaglio storico di una persona e nel caso di Garavini a permettere a noi lettori di tuffarci a capofitto nella sua vita, una giostra emotiva in cui l’eccesso lo ha condotto fino al fondo. Ma per fortuna ha avuto modo di rialzarsi, seguendo un percorso lungo e difficile.

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Con questo non sto dicendo che “Una vita senza patente” sia una favola disneyana, non c’è un vissero felici e contenti o una formula per trovare la felicità, solo un duro lavoro su se stessi e un percorso ad ostacoli che col tempo da i suoi frutti. Per questo motivo leggere un romanzo del genere significa essere consapevoli delle conseguenze delle nostre azioni che lì per lì possono sembrare innocue ma che in questo particolare caso possono rivelarsi letali una volta commesse. 

Tutto questo ci viene raccontato con una spontaneità disarmante, con dell’ironia e la voglia di rimettersi in gioco per arrivare a più persone possibili, lanciando un importante messaggio e fungendo da esempio perchè non si tratta soltanto del ritiro della patente, Garavini poco a poco ci mostra che sotto la matassa si nasconde qualcosa di più grande che travolge anche chi ci circonda. 

L’alcolismo è una bestia nera di cui non si parla apertamente, soprattutto in prima persona, ma esiste e ogni volta che affonda gli artigli nella carcassa delle sue vittime rilascia un veleno che non si ferma a paralizzare chi ne è affetto, si diffonde nel terreno e contagia anche le persone vicine a lui che subiscono la sua ira, la sua violenza o anche semplicemente le conseguenze delle sue azioni sbandante, portando fuori strada anche loro. 

Bisogna dirlo, ci vuole coraggio per fare un passo del genere, per togliere la maschera e affrontare i propri errori a viso aperto, mostrando ogni cosa che ha portato dolore e sofferenza nella vita di quest’uomo, ritiro dopo ritiro. 

“Una vita senza patente” è la storia di un uomo che ha deciso di non lasciarsi sopraffare dai suoi vizi e dai suoi sensi di colpa e li ha messi a nudo per dare una mano a chi si trova nella stessa situazione.

«Se ripenso a tutte le volte che ho guidato dopo aver bevuto, mi convinco che la patente avrebbero dovuto ritirarmela almeno una volta ogni fine settimana.»

 

 

 

 

 

disclaimer: si ringrazia l’ufficio stampa di Leone Editore per la copia omaggio.

 

 

 

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