INK’S CORNER: Lettere d’amore da 0 a 10 di S. Morgenstern e T. Baas

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Arriva oggi in tutte le librerie il fumetto di Susie Morgenstern e Thomas Baas, “Lettere d’amore da 0 a 10”, pubblicato in Italia da Edizioni Sonda e tradotto da Erika Romagnoli.

Data di uscita: 4 Giugno

Acquistalo subito: Lettere d’amore da 0 a 10

Editore: Sonda
Genere: Fumetto
Storia: Susie Morgenstern
Illustrazione: Thomas Baas
Traduzione: Erika Romagnoli

Prezzo: € 16,90
Pagine: 80

Ernest ha dieci anni: dieci anni di noia e solitudine, se non fosse per la nonna adorata e Germaine, la governante. Le giornate scorrono grigie e insapori, finché un giorno arriva in classe Victoire che come un tornado, porta con sé una ventata di novità, amore e un pizzico di follia.

Con l’aiuto di Victoire, Ernest romperà finalmente il silenzio scrivendo una lettera che darà una svolta alla sua vita. Introduzione di Matteo Bussola.

A volte nella vita tutto si spegne, i colori si fanno bui, le tinte tetre, quasi come se ogni giorno dovesse essere un lutto ripetuto all’infinito, almeno fino al momento in cui quel prepotente raggio di sole riesce a perforare le tenebre della nostra stanza, ricordandoci che al di fuori di essa esiste la vita. Anche quella di Ernest è una vita vissuta col paraocchi, ma non uno di quelli indossati un giorno per vedere com’è averlo addosso, la sua è una di quelle storie in cui tutto ciò che lo circonda sembra quasi appassire.

La sua storia è una di quelle tratte da un libro con le pagine sbiadite, sembra quasi che si possa leggere ma in realtà ci sono molti vuoti, lasciati dall’assenza dei suoi genitori, dai problemi di una nonna che fatica a prendersi cura di lui ma che in fondo lo ama con tutto il suo cuore.

Spesso diventa difficile parlare di chi manca soprattutto quando per gli altri è qualcosa di scontato, un elemento che non si riesce a immaginare mancante: un legame che dovrebbe resistere al tempo ma che invece è stato spezzato, per paura e per dolore, trascurando ciò che resta.

Ernest ha perso sua madre quando era ancora un neonato e per suo padre una responsabilità del genere lo ha portato ad allontanarsi dal figlio, cercando il coraggio di mettersi in contatto con lui attraverso lettere mai spedite, pagine di confessioni trattenute dalla vergogna. La normalità del protagonista è fatta di vuoti, domande sospese nell’aria che vengono portate via dal vento, nessuna voce a dargli conforto nel buio della sua stanza. 

È proprio in questo frangente che l’entrata in scena di una personalità vivace ed allegra di Victoire riesce appunto a penetrare con forza le tenebre che avvolgono Ernest, mostrandogli inequivocabilmente tutta la bellezza della vita, fatta di amore e felicità. In fondo basta poco, non servono certo le cose materiali per rendere felice qualcuno, è necessario anche il solo poter stare insieme, il poter affrontare i problemi in compagnia.

La scrittura quindi diventa il mezzo per riuscire a riscrivere quei capitoli sbiaditi, aggiungendo piccole note che partono dal gesto coraggioso di un bambino alla ricerca delle sue origini, in particolar modo di suo padre. Susie Morgenstern affronta un tema importante come la genitorialità con estrema grazia e delicatezza, in una storia che si accende poco a poco dei colori dell’amore e della felicità, tutto questo reso tangibile da Thomas Baas con dei disegni che portano allegria, attraverso i volti spensierati ma allo stesso tempo consapevoli dei suoi personaggi.

A partire dalla nonna di Ernest fino a Victoire ognuna di queste figure ha un suo spessore, sia nel disegno che nella narrazione, un ruolo fondamentale necessario a spiegare quella che è la vita di un bambino che è stato abbandonato dalla felicità. Thomas Baas è riuscito a tirare fuori il meglio di questa narrazione, accentuando con il colore e la dolcezza dei tratti dei suoi disegni i temi importanti che vengono trattati all’interno del fumetto, facendo risaltare in qualche modo sia la fragilità di Ernest che la forza prorompente di Victoire.

Le “Lettere d’amore da 0 a 10 “ sono quelle che possono riparare qualunque cosa, che sia un cuore spezzato o un animo abbattuto, portando un grande insegnamento a chi ancora non ha conosciuto la vera forza delle parole.

«I morti sono morti, nonna. Non possono tornare».
«E allora? Non bisogna dimenticarli»

 

 

 

 

 

 

disclaimer: si ringrazia l’ufficio stampa di Edizioni Sonda per la copia omaggio.

 

 

 

 

May the Force be with you!
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