Loro di Joyce Carol Oates | Recensione di Deborah

 

Loro di Joyce Carol Oates è il terzo capitolo dell’Epopea americana, l’autrice ci racconta di un’America cruda, selvaggia e astiosa ripercorrendo gli anni della Grande depressione fino alla sommossa di Detroit del 1967. Il romanzo è stato pubblicato per la prima volta nel 1969, seguito de Il giardino delle delizie (1967) e I ricchi (1968).

 

Editore: Il saggiatore
Data di uscita:  18 ottobre 2017
Pagine: 653
Prezzo: 23.00 €

Un colpo di pistola nella notte uccide Bernie Malin. Loretta, la giovane amante che giaceva di nascosto con lui, fugge portando in grembo il loro figlio illecito, Jules. È il tramonto degli anni trenta in un’America patriarcale e sanguinolenta: lo spettro della Seconda guerra mondiale si avvicina a grandi passi minacciando il sogno americano. Loretta, Jules e la seconda figlia Maureen iniziano a spostarsi di città in città alla ricerca di una nuova vita, precipitando in giri di malaffare e criminalità, incontri torbidi e stupri. Nel terzo capitolo dell’Epopea americana, Joyce Carol Oates riscrive il racconto epico di un’America spregiudicata e selvaggia, dalla Grande depressione fino alla sommossa di Detroit del 1967. Le storie di Loretta, Maureen e Jules sono intrise di satira e miraggi apocalittici, viaggi di fortuna e corse in ospedale, incubi abissali e sogni microscopici in cui il destino sembra aver scelto la sua vittima sacrificale: loro.

 

L’estate finalmente sta sfumando in autunno, il verde lentamente sbiadisce per assumere tinte fiammeggianti, il sole è meno opprimente e sempre più spesso lascia spazio a scroscianti nuvoloni neri. Tuoni, lampi e acqua che cade a catinelle è ciò che caratterizza queste giornate buie e tempestose, un po’ caotiche, forse tristi e malinconiche. Sentimenti avvolgenti, a tratti opprimenti e violenti come quelli sperimentati dai Wendall, i protagonisti del terzo volume dell’Epopea Americana di Joyce Carol Oates. Loro è un’opera densa, lenta e cruda che ci mostra il volto selvaggio dell’America, l’America delle opportunità, la terra del cosiddetto sogno americano, sogno che si è rivelato tale per pochi e incubo degradante per molti.

In questo capitolo dell’Epopea Americana ritroviamo la voce forte come un uragano di Joyce Carol Oates, dopo lo stile sperimentale de I ricchi l’autrice ritorna sui suoi passi e si riavvicina allo stile con il quale ha caratterizzato Il giardino delle delizie. Con Loro il ritmo diventa lento, placido, crudo e violento, la vita si trascina giorno per giorno proprio come nella realtà; le descrizioni tornano a essere molto corpose e prendono il sopravvento sull’azione, al centro dell’attenzione troviamo i flussi di pensiero dei personaggi, ho avuto la sensazione di entrare nelle loro menti a trecentosessanta gradi. La lettura di Loro è stata densa, rispetto a Il giardino delle delizie ho trovato questo romanzo molto meno scorrevole ma con questo non significa che non mi sia piaciuto, anzi sono felicissima di aver scoperto quest’opera meravigliosa. Personalmente ho preferito Il giardino delle delizie perché sono profondamente innamorata delle storie che narrano vicende famigliari agresti, crude e violente ambientate nell’America del Novecento; Loro invece è un romanzo cittadino, i protagonisti infatti si destreggiano a vivere nei sobborghi di Detroit.

 

«Non è possibile, in realtà, ricavare molto dalla vita, direttamente. Questa è una delle ironie dell’esistenza» si affrettò a dire Bernard. «La vita bisogna impararla dai libri.»

 

Joyce Carol Oates con Loro ci racconta la vita di una famiglia miserabile che lotta per fuggire dal fango della condizione sociale alla quale appartiene; qui non siamo più in compagnia della feccia bianca come in Il giardino delle delizie ma nonostante tutto i protagonisti del terzo capitolo dell’Epopea Americana non sono meno miserabili dei Walpole. Anzi, nel primo capitolo dell’opera Clara Walpole riuscirà in qualche modo ad arrampicarsi sugli scivolosi gradini della scala sociale, partendo dalla melma arriverà a godere di agi e lusso. Il destino per i Wendall sarà molto più funesto, nonostante la loro condizione di partenza sia leggermente migliore rispetto a quella dei Walpole capitoleranno sempre più verso il baratro.

I Wendall appartengono a loro, l’autrice ironicamente ci porta a immaginare una classe sociale fatta di loro, individui che sono diversi da noi, una fetta di popolazione bianca, povera, speranzosa, ingenua, sognatrice, poco civilizzata, ignorante che genera compassione, pietà, repulsione e un senso di superiorità. Questi sono loro, persone che lottano ogni giorno con la vita, sgomitano nella speranza di risalire la scala sociale, di arrivare a vivere il loro sogno americano perché diavolo, sono bianchi e se lo meritano. Loro sono individui solitamente razzisti ed egoisti, hanno come obbiettivo principale l’arricchirsi, trovare l’amore e soprattutto costruire qualcosa lontano dalle proprie origini miserabili. Sono persone che sentono il bisogno di voltare le spalle al proprio passato, cancellarlo come se fosse una macchia di unto su un vestito nuovo, fuggire il più velocemente possibile perché sono convinti di essere speciali, di avere le capacità per fare il grande salto e dare un nuovo volto alla loro identità.

 

Prese la mano di sua sorella, la baciò e salutò, con un ironico, affettuoso cenno del capo sopra di lei: era il Jules che aveva sempre amato, e adesso gli voleva bene perché se ne andava, perché la salutava, perché la lasciava per sempre.

 

Loretta è ancora una ragazzina quando a sedici anni rimane incinta del suo primo amore, il risveglio dopo la prima notte per lei non è fatto di sorrisi e carezze ma di dolore e sangue, infatti trova il compagno assassinato. Disperata prova a fare affidamento su un ufficiale di polizia, verrà stuprata e sposata, catapultata di peso in una nuova vita fatta di povertà e compromessi, una vita dalla quale la donna proverà sempre a scappare. Fuggire verso la borghesia non sarà possibile per Loretta, vivrà una vita in bilico disperata e miserabile, una vita trascorsa incattivita con la vita stessa, sempre in fila con i neri per ricevere il sussidio. I sogni e le speranze di Loretta aleggeranno nel corso della sua vita come presenze fumose ed evanescenti, sempre pronte a ricordarle la sua reale condizione di povertà e infelicità.

Jules è il figlio bastardo di Loretta. Jules è un ragazzo sveglio, presto finirà invischiato in questioni strane e malavitose, riuscirà però a mantenersi per un discreto periodo a galla onestamente. Jules si sente diverso, superiore rispetto a tutti gli altri componenti della sua famiglia, sa che è destinato a diventare qualcuno, qualcuno con molti soldi. Il fato però si rivelerà assai funesto per il giovane uomo un po’ bizzarro, Jules finirà quasi ucciso per amore e non riuscirà mai a sollevare le sue sorti economiche.

Maureen è la sorella di Jules. Maureen è sempre stata una ragazzina obbediente e solitaria, dedita allo studio, speranzosa che così facendo infuturo sarebbe stata in grado di costruirsi un avvenire migliore. La giovane ha avuto sempre un rapporto difficile con Loretta, la madre non è mai riuscita a entrare in sintonia con i suoi figli, specialmente con Maureen, Maureen è sempre stata insultata e snaturata dalla donna che le ha donato la vita. In un pericoloso momento di fragilità e incertezza la giovane ha iniziato a prostituirsi per accumulare soldi, i soldi sarebbero stati la sua via di fuga, l’ancora di salvezza, i mattoni sui quali costruire una nuova vita.

 

Accecato da lei, sentì in sé una chiarezza improvvisa del suo amore: non era in realtà qualcosa di suo, niente che potesse dominare, ma un torrente di passione nel quale in qualche modo aveva finito con il restare intrappolato, un fato all’antica.

 

I soldi sono il tarlo di tutti i Wendall, ciò che alimenta le loro vane speranze di successo. Tutti i componenti di questa famiglia hanno coltivato in segreto la convinzione che fossero destinati a una sorta di grandezza, raggiungibile solo attraverso mucchi di dollari.
Loro è un romanzo che scava in un altro contesto sociale fatto di degrado, povertà e violenza; Joyce Carol Oates con la sua voce cruda e tagliente ci mostra senza indorare la pillola il peggio dell’America, quello che si nasconde dietro la sottile facciata dorata del cosiddetto sogno americano. Irraggiungibile, una tremenda illusione che non dà pace. Loro è una storia che dà voce a personaggi imperfetti, il coro disperato che si leva dagli ultimi e si disperde nell’aria come fumo senza lasciare traccia. Sarà così per i Wendall, nonostante tutte le loro sciocche speranze verranno spazzati via dal tempo senza lasciare il segno. Il terzo capitolo dell’Epopea Americana è un volume denso, avvolgente e disperato, una lettura splendida e impegnativa.

 

 

 

 

May the Force be with you!
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