L’uomo nell’ombra | Recensione di Sandy

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«Sono la sua ombra.»

Dettagli:

  • Titolo originale: The Ghost Writer
  • Anno: 2010
  • Data di uscita: 09 aprile 2010
  • Durata: 131 minuti
  • Genere: Drammatico, Thriller
  • Regia: Roman Polanski

Interpreti e personaggi:

  • Ewan McGregor: il Ghost Writer
  • Pierce Brosnan: Adam Lang
  • Olivia Williams: Ruth Lang
  • Kim Cattrall: Amelia Bly
  • Kate Copeland: Alice
  • Marianne Graffam: Lucy
  • Timothy Hutton: Sidney Kroll
  • Tom Wilkinson: Paul Emmett
  • Jim Belushi: John Maddox
  • Jon Bernthal: Rick Ricardelli
  • Tim Preece: Roy Quigley
  • Robert Pugh: Richard Rycart
  • Eli Wallach: Anziano viticoltore
  • Morgane Polanski: Receptionist

Trama:

L’ex Primo Ministro britannico Adam Lang è alle prese con la stesura della sua autobiografia. Dopo la tragica morte di un suo collaboratore che lo aiutava, decide di assoldare un ghostwriter che possa scrivere il libro per lui. Il ghostwriter incaricato parte quindi alla volta di Martha’s Vineyard, dove Lang si è stabilito con la moglie ed il suo staff. Arrivato sull’isola, lo scrittore verrà coinvolto in un complesso gioco di potere, che metterà a rischio la sua stessa vita.

Recensione:

Tratto dall’omonimo romanzo di Robert Harris (Il Ghost Writer), il film ha come protagonista uno scrittore fantasma, la cosiddetta “ombra” che si cela dietro le biografie delle identità più illustri di tutti i tempi, alla quale viene chiesto di rielaborare l’autobiografia del Primo Ministro Adam Lang, interrotta a causa della morte del precedente scrittore che se ne occupava. L’autore, senza nome per tutta la durata del film, è incerto sul nuovo incarico ma sono i soldi a dargli la carica necessaria per immergersi in questa nuova avventura. Carico di dubbi si imbarca alla volta di un’isola, residenza temporanea dei Lang e del suo staff. L’atmosfera è cupa, quasi quanto i fatti narrati, infatti piove sempre. Il cielo è sempre grigio e man mano che il mistero si infittisce l’ambiente diventa sempre più ostile. Suspense, paranoia e angoscia sono sensazioni che il film trasmette, insieme alla voglia sul far luce sul delitto del predecessore del protagonista. L’ansia che si prova scoprendo un frammento alla volta il mistero che si cela dietro i Lang tiene incollati allo schermo e come spesso accade, anche questa volta, Roman Polanski è riuscito nel suo intento. La sceneggiatura di questo thriller politico è stato scritto a quattro mani dal regista e dall’autore del libro, infatti la narrazione ingloba perfettamente tutte le caratteristiche dei vecchi film di spionaggio e dei recenti thriller ricchi di angoscia e ansia. Le sfumature tetre e le situazioni ambigue si fondono in una perfetta armonia fatta di luci e ombre: da una parte dalla figura del politico famoso e sulla bocca di tutti e dall’altra il ghostwriter anonimo e senza nome, improvvisato “detective per caso”. Questa matassa di intrighi e tradimenti arriverà a coinvolgere non solo la politica ma anche i delicati rapporti internazionali, il tribunale per i crimini di guerra e le due più famose agenzie di spionaggio: CIA e MI6.
Un Ewan McGregor eccezionale insieme a un Pierce Brosnan da urlo. La regia di Polanski ci porta con tutte le sfumature del caso in un thriller senza tempo. Dopo aver letto il romanzo non credevo che un adattamento cinematografico potesse rispecchiare e far splendere un manoscritto. Robert Harris aveva dato le basi per un progetto dall’enorme potenziale, che Polanski ha saputo sfruttare regalando agli spettatori un prodotto ben riuscito.

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