Magnificat di Sonia Aggio | Recensione di Deborah

Sonia Aggio nata a Rovigo nel 1995, è laureata in Storia e lavora come bibliotecaria. I suoi scritti sono stati segnalati più volte dalle giurie di premi importanti come il Premio Calvino e il Premio Campiello Giovani. Tra il 2018 e il 2020 ha collaborato con il lit-blog «Il Rifugio dell’Ircocervo» e, nel tempo, ha pubblicato diversi racconti su «Lahar Magazine», «L’Irrequieto», «Narrandom» e «Altri Animali». Magnificat è il suo primo romanzo.

 

Lei è Norma l’inflessibile, la regola, la legge: non può scappare. Porta indietro il braccio.  Nel suo sangue si annida la sua condanna.  È già stata qui, ha già lottato, e così sarà sempre. Lei è il cherubino del Magnificat, un gatto selvatico.  Appartiene al fiume, non può tornare a casa

 

Editore: Fazi Editore
Data di uscita: 2 settembre 2022
Pagine: 202
Prezzo: 17.00 €

È il 1951. In un piccolo casolare nella campagna del Polesine, dove i temporali ingoiano all’improvviso i cieli luminosi e il granturco cresce alto e impenetrabile, vivono Norma e Nilde, due cugine cresciute come se fossero sorelle dopo che un bombardamento durante la guerra ha ucciso le loro madri. Nilde è una ragazza riservata e timorosa di tutto e la sua ansia aumenta quando Norma inizia a comportarsi in maniera strana. Da quando è caduta dalla bicicletta mentre raccoglieva le ciliegie, sua cugina non sembra più la stessa: scompare senza motivo ogni volta che scoppia un temporale, è scontrosa, non le parla, impedendole persino di avvicinarsi. Nilde prova a seguirla nei campi, ascolta le voci che circolano in paese, ma non riesce a capire perché la sua Norma, il suo punto di riferimento nella vita, bella come la Madonna del Magnificat che le loro madri tanto veneravano, le stia facendo questo. Cosa spinge Norma ad allontanarsi da Nilde e a fuggire come una bestia selvatica al primo rombo di tuono? Cos’è successo quel pomeriggio lungo l’argine del fiume? Perché tra di loro quell’abisso improvviso di silenzi e bugie?
Il legame indissolubile che lega le due protagoniste verrà messo a dura prova da inquietanti apparizioni e inspiegabili fughe in una storia perturbante fatta di assenze e di mistero. Sullo sfondo, una terra magnetica, insidiosa come il fiume che la attraversa: quel Po che la rende fertile ma che talvolta la travolge per riprendersi tutto.

 

Negli ultimi mesi ho spaziato davvero poco tra i generi letterari, ho sentito il bisogno di divorare un fantasy dopo l’altro fino alle agognate vacanze estive nelle quali mi sono presa una pausa. Magnificat di Sonia Aggio mi ha accompagnata durante le mie giornate montane, sono stata davvero contenta di leggere un romanzo così denso di emozioni, umanità e tradizioni scritto da una giovane scrittrice italiana.

In Magnificat di Sonia Aggio il territorio è protagonista del romanzo, mi è piaciuto tantissimo questo fattore perché sono una lettrice che adora le descrizioni delle ambientazioni accurante e ben fatte; qui il territorio sembra diventare vivo, ho avuto la sensazione di percepire le forme, i colori, gli odori della compagna del Polesine. Gli elementi legati al territorio sono stati i miei preferiti di questa lettura, mi sono sentita molto in sintonia con la campagna, la pianura, i grandi spazi aperti e il fiume, forse perché sono nata in pianura circondata da un ambiente molto simile anche se adesso mi sento molto più a casa circondata dalle mie amate vette.

 

All’improvviso rivede Norma – selvatica, infelice, disperatamente bella. La rivede mentre scuote i bei capelli d’oro e cammina verso i fulmini, verso i fossi d’argento che tagliano la campagna nera,

 

Lo stile di scrittura di Sonia Aggio mi è piaciuto davvero tantissimo, fluido, incisivo e raffinato senza essere sofisticato o ridondante; l’autrice dà vita a una storia fatta di fede, tradizioni, suggestioni, folclore e territorio. In Magnificat le suggestioni sono una parte molto importante del romanzo, fin quasi alla fine le vicende misteriose che avvolgono la vita di Norma, una delle protagoniste, restano molto fumose, i dubbi attanagliano il lettore e affondano i loro artigli sia nella realtà sia nel folclore. Personalmente mi piace tantissimo quando in un romanzo razionalità, superstizione e fede si mescolando creando nel lettore una particolare suggestione che spinge a chiedersi cosa è reale e cosa no; infondo il nostro mondo è intriso di stranezze, leggende e superstizioni possono non essere questioni veritiere ma sono assolutamente reali.
In Magnificat il territorio ha un ruolo chiave, specialmente il Po, il grande fiume. A questo proposito il Po non è solo un elemento importante che fa parte dell’ambientazione ma è un personaggio vero e proprio, un’entità che da tempo immemore accompagna le vite delle persone che abitano lungo le sue rive, le condiziona, le scandisce, le fa fiorire e le distrugge, indipendentemente da quello che può accadere lui sarà lì a scorrere lento e placido o pieno e rumoroso verso il mare.

Le due protagoniste mi sono piaciute molto, personalmente ho trovato più affinità con Nilde dato che Norma non sono riuscita a inquadrarla bene fino alla fine. Mi è piaciuto rivivere attraverso la vita delle protagoniste eventi che fanno parte del nostro passato e delle nostra storia.

 

Un fulmine si schianta sul fiume. Lei torna sulla strada, il corpo libero, e avanza allargando le braccia verso la figura bluastra di pioggia che le sorride, gli occhi lucidi come chicchi di grandine. Più tardi gira per i campi cercando la sua scarpa. È stanca, ma le risate le gorgogliano in gola.

 

1951, Norma e Nilde sono cugine e vivono nella campagna del Polesine, le due giovani donne sono legate quasi come fossero sorelle dato che sono cresciute insieme dopo che un bombardamento durante la guerra le ha rese orfane. Nilde è timorosa, introversa e riservata; Norma invece è risoluta, affilata e impetuosa. Due personalità molto diverse caratterizzano le due protagoniste, diversità che di certo non impediscono di provare un amore fraterno l’una per l’altra. Questo fino a quando Norma un giorno rientra a casa dicendo di essere caduta dalla bici, da qual momento non è più la stessa, la giovane diventa fredda, scostante e solitaria; inizia a vagabondare nei pressi del fiume restando fuori anche tutta la notte o giorni interi. Nilde è disperata, non riesce ad avvicinarsi alla cugina per capire cosa può essere successo, viene sempre spinta via lontano, sempre più lontano. Norma assomiglia sempre di più a un gatto selvatico, cosa le è successo quel maledetto giorno per cambiare in modo così profondo e repentino? Qui tanti dubbi mi hanno attanagliato durante la lettura, tutto entro la fine del romanzo verrà spiegato e acquisterà significato.

Le vicende di Norma e Nilde sono sempre accompagnate dallo scorrere del Po, il grande fiume che è vita ma anche morte. Magnificat di Sonia Aggio è un esordio davvero interessante e molto suggestivo, uno spaccato di storia, tradizioni e folclore della nostra terra.

 

 

 

 

 

 

 

Desclaimer: si ringrazia Fazi Editore per la copia omaggio

 

 

May the Force be with you!
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Informazioni su Deborah

Io sono Deborah, una ragazza sognatrice e fantasiosa; con una grande passione per i libri, i film e la scrittura. Sono una ragazza dinamica e attiva, ma quando sento nominare la parola “maratona” mi vedo sul divano con coperta e popcorn a guardare puntate su puntate di serie tv, o la saga completa dei film di Harry Potter!

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