Music Monday #20: Avviso di chiamata di Delia Ephron

Instagram: @brivididicarta | @lastambergadinchiostro

Quello appena trascorso è stato un fine settimana all’insegna della lettura, dove un nuovo anno ha bussato alla porta e nuove esperienze mi hanno arricchita, mi hanno permesso di dare una possibilità ai sogni nel cassetto perchè non si sa mai come andrà a finire. A volte darsi per vinti prima di averci provato non è la soluzione, bisogna lottare per realizzare ciò a cui si tiene. 

Anche se ancora sfinita dalle lunghe camminate ricomincio con il sorriso sulle labbra, accompagnata dal mio mix preferito: lettura, caffè e libri. E che libri. Tra pochi giorni arriverà in libreria per Fazi Editore “Avviso di chiamata” di Delia Ephron e io non sto più nella pelle. Vediamolo più da vicino.

Data di uscita: 20 Giugno

Acquistalo subito: Avviso di chiamata

Editore: Fazi Editore
Collana: Le Strade
Traduzione: Enrica Budetta
Genere: Narrativa

Prezzo: € 17,50
Pagine: 334

Dopo Siracusa, arriva nelle librerie italiane il romanzo d’esordio di Delia Ephron, sorella della famosa Nora e insieme a lei autrice di film indimenticabili come C’è posta per te.
Eve Mozell è un’organizzatrice di eventi quarantaquattrenne che vive a Los Angeles. Quella da cui proviene è una famiglia di eccentrici artisti. Da tempo la madre ha lasciato il padre per un altro uomo e, ora che lui è divenuto anziano, tocca a lei farsene carico, insieme alle sue sorelle: la maggiore, Georgia, estrosa e brillante, è la direttrice di un’importante rivista e trasforma in moda qualsiasi cosa indossi o dica; la minore, Maddy, è un’attrice stralunata alle prese con una gravidanza imprevista e il conseguente licenziamento dalla soap opera in cui lavora. Il padre, con il suo alcolismo, i suoi episodi maniaco-depressivi, i suoi tentativi di suicidio e le sue assurde storie d’amore e di sesso, è un disastro. Ma Eve ha anche altri problemi: gli impegni lavorativi, le preoccupazioni per il figlio adolescente, l’angoscia per il proprio declino fisico. Per questo esistono le sorelle: nonostante le gelosie e le incomprensioni, basta alzare la cornetta del telefono per trovare un po’ di sollievo…

Ho sempre saputo che mia madre non aveva amici, perché non parlava mai al telefono. Durante la giornata, quando il telefono squillava, rispondeva la donna delle pulizie, dicendo: «Casa Mozell». Oppure mio padre, berciando: «Ci penso io». O altrimenti io e le mie sorelle ci contendevamo la cornetta strappandocela a vicenda dalle mani. Se era Georgia a rispondere e la lasciava cadere, facendola penzolare a un paio di centimetri da terra, voleva dire che la telefonata era per me. In ogni caso non era mai per mia madre.
Era mio padre a organizzare la loro vita sociale. «Venerdì vediamo gli Irving», o qualcun altro, annunciava, arrivando con un balzo nella stanza dopo aver riagganciato. La vita sociale lo eccitava. Era come un cane che tirava il guinzaglio, aspettando il momento in cui avrebbe potuto correre a una cena, a incontrare qualche amico. Mia madre se ne stava distesa sul divano a fare le parole crociate. «Venerdì vediamo gli Irving»: a volte lui era costretto a ripeterlo tre volte per attirare la sua attenzione.

Romanziera, sceneggiatrice, drammaturga e giornalista americana, è nata a New York nel 1944. È la sorella della più nota Nora Ephron, con la quale ha collaborato a diversi progetti, fra cui il film C’è posta per te. Fazi Editore ha pubblicato Siracusa nel 2018.



Per questo appuntamento è tutto. Alla prossima!

 

 

 

May the Force be with you!
Precedente La cuccia di Lea – #CR: Tropico di Gallina di Mattia Nocchi Successivo Let’s talk about: La voce del branco. Gli eredi di Gaia Guasti