OLD BUT GOLD: Il grande Gatsby di Scott Fitzgerald

 

Uno di quei rari sorrisi dotati di eterna rassicurazione, che s’incontrano quattro o cinque volte nella via. Fronteggiava – o sembrava fronteggiare – l’intero mondo esteriore per un istante, e poi si concentrava su di te con un irresistibile pregiudizio a tuo favore

 

Editore: Feltrinelli Editore
Data di uscita: 2013
Pagine: 230
Prezzo: 9.00 €

Il grande Gatsby ovvero l’età del jazz: luci, party, belle auto e vestiti da cocktail, ma dietro la tenerezza della notte si cela la sua oscurità, la sua durezza, il senso di solitudine con il quale può strangolare anche la vita più promettente. Il giovane Nick Carraway, voce narrante del romanzo, si trasferisce a New York nell’estate del 1922. Affitta una casa nella prestigiosa e sognante Long Island, brulicante di nuovi ricchi disperatamente impegnati a festeggiarsi a vicenda. Un vicino di casa colpisce Nick in modo particolare: si tratta di un misterioso Jay Gatsby, che abita in una casa smisurata e vistosa, riempiendola ogni sabato sera di invitati alle sue stravaganti feste. Eppure vive in una disperata solitudine e si innamorerà insensatamente della cugina sposata di Nick, Daisy… Il mito americano si decompone pagina dopo pagina, mantenendo tutto lo sfavillio di facciata ma mostrando anche il ventre molle della sua fragilità. Proprio come andava accadendo allo stesso Fitzgerald, ex casanova ed ex alcolizzato alle prese con il mistero di un’esistenza ormai votata alla dissoluzione finale.

 

Cari lettori, era proprio tanto che non riuscivo a parlare di un grande classico, finalmente ho rispolverato Il grande Gatsby, un romanzo che ho conosciuto quando ero già grandina e mi ha colpito davvero tantissimo. Come forse ricorderete, io amo alla follia i romanzi ambientati nell’America del passato, mi affascina moltissimo poter tornare indietro con la fantasia e rivivere quelle epoche magiche, colorate, affascinanti e lontane. All’epoca l’amore per questa tipologia di libri non era così forte e acceso, per cui come potevo non rituffarmi nelle pagine scritte da Scott Fitzgerald?

 

New York, 1922. Nick Carraway è appena arrivato nella grande città da una cittadina di provincia, presto stringe amicizia con Jay Gatsby, un uomo ricchissimo che è solito intrattenere l’alta società di New York con gradi feste caratterizzata da eccessi e lussi sfrenati. Nick è il nostro narratore, ci conduce per mano in questo mondo sfarzoso, pieno di luci sfavillanti, colori e tanto ma tanto alcol. Nick è un personaggio con cui si entra subito in empatia, è una buona giuda e un ottima voce narrante perché nonostante venga coinvolto in questo mondo riesce sempre a proteggere la propria personalità e le sue umili origini. Mano a mano stringe una forte amicizia con Jay Gatsby, i due trascorrono molto tempo insieme, e se pur può sembrare difficile la loro amicizia è vera e profonda. Gatsby desidera ardentemente incontrare la cugina di Nick, Daisy, una donna con la quale anni prima aveva avuto un’appassionante storia d’amore; Gatsby non ha mai dimenticato quella donna e ha fatto di tutto per essere degno di lei. Daisy nel frattempo di è sposata con un ricco, pomposo e meschino uomo di affari, Tom Buchanan, che la tradisce con Myrtle, moglie di uno sventurato meccanico.

 

Nick mette in contatto Gatsby con Daisy e la passione li coinvolge, riaccendendo la vecchia fiamma. All’epoca Gatsby non era l’uomo ricchissimo che è al momento, per questo non ha potuto sposare la sua amata, ed ora per lei è riuscito ad ottenere tutto, ogni ricchezza e lusso immaginabile. Daisy, nonostante non provi amore nei confronti del marito e del figlia, non è pronta per sconvolgere la sua vita per coronare il suo amore con Gatsby. Gatsby ha fatto tutto quello che ha fatto per amore, per essere degno di riconquistare l’amore della donna amata, mentre lei invece infondo è un guscio vuoto, proprio come tutti gli appartenente all’alta società. Purtroppo nessun lieto fine è in vista per il protagonista, il romanzo dopo i primi capitoli sfavillanti, si dirige tra le braccia dell’oscurità perché l’amore che addensa l’aria è solo un’illusione che sfocia in tragedia. Nella sua opera Fitzgerald distrugge il sogno americano, l’appartenenza all’alta società non è un qualcosa che si riesce ad ottenere con le opportunità offerte dagli Stati Uniti: gli arricchiti sono considerati sempre estranei ed ignoranti, non realmente appartenenti al mondo dei ricchi perché loro non ci sono nati; i nati ricchi invece sono persone crudeli e spregevoli, egoisti che non sono minimamente interessati a intessere rapporti sociali. La ricchezza e l’eccesso sono punti fondamentali del romanzo, l’autore trasmette l’idea che nonostante ci siano tanti, tantissimi problemi in quel mondo patinato esso sia l’unico considerato interessante.

 

Fitzgerald intesse una trama complessa ed intrigante negli anni del proibizionismo, plasma un romanzo che denuncia le ipocrisie e i pregiudizi dell’epoca su un palcoscenico sfavillante che via via diventa sempre più ombroso. Il grande Gatsby è un grande classico davvero imperdibile, rievoca un epoca affascinante e ci permette di sognare e fare un tuffo nel passato.

 

 

 

 

 

 

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