Old But Gold: Và, metti una sentinella di Harper Lee

 

Ho bisogno di una sentinella che mi guidi e dica ciò che vede ora per ora. Ho bisogno di una sentinella che mi dica: questo è ciò che un uomo dice, ma questo è ciò che pensa, che tiri una riga nel mezzo e dica: qui c’è questa giustizia e là c’è quella giustizia, e mi faccia capire la differenza. Ho bisogno di una sentinella che vada avanti e proclami a tutti loro che ventisei anni sono troppi per dire “abbiamo scherzato”, per divertente che sia.

 

Editore: Feltrinelli Editore
Data di uscita: 5 ottobre 2017
Pagine: 268
Prezzo: 9.50 €

Maycomb, Alabama. La ventiseienne Jean Louise Finch “Scout” torna a casa da New York per visitare l’anziano padre, Atticus. Ambientato sullo sfondo delle tensioni per i diritti civili e il trambusto politico che negli anni cinquanta stanno trasformando il Sud degli Stati Uniti, il ritorno di Jean Louise prende un sapore agrodolce quando viene a sapere verità inquietanti sulla sua famiglia, sulla cittadina e sulle persone che le sono più care. Tornano a galla ricordi dell’infanzia, e i suoi valori e convincimenti sono messi seriamente in discussione. Con il ritorno di molti personaggi emblematici de “Il buio oltre la siepe”, “Va’, metti una sentinella” cattura perfettamente le sofferenze di una giovane donna e di un mondo costretti ad abbandonare le illusioni del passato, una transizione che può solo essere guidata dalla coscienza di ciascuno. Scritto a metà degli anni cinquanta, “Va’, metti una sentinella” permette una comprensione più completa e più ricca di Harper Lee.

 

Alcuini romanzi richiedono il giusto momento per essere letti, se iniziamo la lettura nel momento sbagliato il rischio di non apprezzarli o abbandonarli a prendere polvere sul comodino è davvero molto alto; a me è successo con Và, metti una sentinella. Dopo la lettura del grande classico di Harper Lee sono stata al settimo cielo di leggere la notizia della pubblicazione di un nuovo libro, non vedevo l’ora di tuffarmi nuovamente nella cittadina di Maycomb e incontrare di nuovo gli amici di carta e inchiostro che mi hanno fatto amare Il buio oltre la siepe.

 

Jean Louise aveva avuto una mezza voglia di cancellare con un colpo di spugna ciò che aveva visto e sentito, tornare zitta zitta a New York e trasformare suo padre in un ricordo. Un ricordo di loro tre, Atticus, Jem e lei, qundo le cose non erano così complicate e le persone non dicevano bugie.

 

Purtroppo il primo approccio con Và, metti una sentinella non è stato dei migliori, il nuovo romanzo non riusciva a regalarmi le emozioni del primo, non c’era complicità ed attrazione tra noi, tanto che ho abbandonato per molto tempo il romanzo sulla mensola, sicura che il giusto tempo per afforntare la lettura con un nuovo spirito sarebbe arrivato. È stato così? In un certo senso sì, tuffandomi nuovamente tra le pagine di Il buio oltre la siepe mi è venuta voglia di continuare Và, metti una sentinella, con la convinzione che non è proprio possibile per me non amare un romanzo di Harper Lee. Il nuovo romanzo però è molto diverso da Il buio oltre la siepe, per questo ho accettato che non si sia acceso in me lo stesso l’amore che provo per il capolavoro dell’autrice. Và, metti una sentinella ha una storia particolare alle spalle, un trascorso che dovremmo proprio conoscere prima di iniziare la lettura; personalmente avevo evitato ogni cosa per paura di spoiler e per non lasciarmi condizionare in alcun modo, invece forse avrei avuto il giusto spirito per approcciarmi al romanzo già dal primo tentativo.

 

Intendi dire che, siccome l’ha dello la Corte, noi dobbiamo accettarlo? Nossignora. Io non la vedo così. Se credi che come cittadino sia pronto a sopportare queste cose senza reagire, ti sbagli di grosso. Come dici tu stessa, Jean Luoise, in questo paese c’è solo una cosa più in alto della Corte, e questa cosa è la Costituzione…

 

Và, metti una sentinella viene pubblicato come una sorta di seguito di Il buio oltre la siepe, troviamo nuovamente Jean Louise Finch come protagonista e voce narrante, la piccola “Scout” ormai ha ventisei anni ed è una donna giovane ed intraprendente, si è lasciata alle spalle l’arretratezza di Maycomb per trasferirsi a New York. Và, metti una sentinella è dunque ambientato dopo il primo romazo pubblicato, ma in realtà è stato scritto da Harper Lee circa nel 1957, ben tre anni prima della pubblicazione di Il buio oltre la siepe; più che il seguito è da considerare la bozza che ha portato l’autrice alla stesura del suo capolavoro. Và, metti una sentinella è stato pubblicato dopo la scomparsa della donna, si pensa che sia stata una mossa editoriale degli eredi piuttosto che la volontà dell’autrice. Personalmente mi trovo su questa lunghezza d’onda, certo la verità non possiamo conoscela con certezza ma mi suona molto strano che dopo decenni di silenzio e vita privata lontano dai riflettore Harper Lee decida di compiere questo gesto; inoltre è lo stesso romanzo che secondo me avvalora questa tesi.

 

Togli loro ogni speranza. Ogni uomo al mondo, Atticus, ogni uomo con una testa, due braccia e due gambe nasce con la speranza nel cuore. Non lo troverai scritto nella Costituzione, io l’ho pescato in una chiesa, chssà dove. È gente semplice, per la maggior parte, ma questo non li rende subumani.

 

In Và, metti una sentinella c’è qualcosa che stona fin dall’inizio, la storia è lenta e un pò pesante, le pagine scorrono ma a tratti a fatica, il ritmo narrativo incalzante di Il buio oltre la siepe è decisamente calato. Jean Louise Finch invece è pungente e briosa proprio come la ricordavo, il suo temperamento fuori dagli schemi non è scemato, anzi è più forte che mai. Scout torna a casa da New York, è molto preoccupata per Atticus che da tempo ha iniziato a soffrire di disturbi a causa della vecchiaia. È molto bello il percorso introspettivo della protagonista, specialmente il suo raccontare i ricordi legati all’infanzia, in quei momenti sembra quasi di assistere attraverso un buco nella siepe a piccoli scorci sul grande capolavoro della Lee. Scout è sempre la stessa, le sue idee riguardo la giustizia e l’uguaglianza non sono cambiate, è stanca dei soprusi e dei pregiudizi che incombono ancora sulle persone di colore. Forse per questo motivo la protagonista non si riesce a sentire fino in fondo a casa a Maycomb, le manca la sua terra a cui è legata in modo indelebile ma è ancora fortemente legata a idee che la giovane disprezza. Meraviglioso è il suo ricongiungimento con la vecchia Calpurnia, purtroppo però la donna è decisamente provata dall’età, comunque è uno dei momenti che più mi ha emozionata.

 

Tu gli stai dicendo che Gesù li ama, ma non troppo. Stai ricorrendo a mezzi spavenosi per giustificare fini che secondo te sono il bene della maggior parte della gente. I tuoi fini possono essere giusti – anch’io penso di credere negli stessi fini -, ma non puoi usare le persone come pedine, Atticus. Non puoi.

 

Il personaggio che cambia drasticamente è Atticus Finch, in questo nuovo romanzo le sue idee di uguaglianza e giustizia che vanno oltre i pregiudizi sul colore della pelle sono scomparse, l’avvocato è quasi come tutti gli altri, accetta e condivide le idee radicate nella gente. Scout è profondamente delusa dal padre, sul finale del romanzo i due hanno un meraviglioso dialogo incandescente in cui la giovane difende con le unghie e con i denti le proprie convinzioni, a mio parere il passo più bello del romanzo.

Và, metti una sentinella per me è stato un obbiettivo non facile da raggiungere, sono riuscita a cogliere bellezza nell’imperfezione, perché paragonato a Il buio oltre la siepe non ha scampo, impallidisce timidamente. Alla fine delle lettura vedo questa storia come l’impulso da cui è nato uno dei miei romanzi preferiti, avrei potuto non leggerlo ma sono contenta di averlo fatto, di conoscere quello da cui tutto è partito.

 

 

 

May the Force be with you!
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