Paper Corn: Kong Skull Island di Jordan Vogt-Roberts (2017)

 

Non si va a casa degli altri a sganciare bombe, a meno che non si voglia iniziare una guerra!
Lui è Kong! È il re di questo posto! Kong è un buon re, se ne sta per i fatti suoi.

 

 

Titolo originale: Kong: Skull Island
Anno:  2017
Genere: Avventura, azione, fantascienza
Regia: Jordan Vogt-Roberts

1973. All’indomani del ritiro delle truppe americane dal Vietnam, due scienziati sui generis convincono Washington a finanziare una missione segreta alla scoperta di un’isola nel sud del Pacifico. Quando gli elicotteri superano la nube tempestosa che nasconde l’isola al mondo esterno, fanno ben presto conoscenza con un gigantesco gorilla, venerato come un dio e chiamato Kong. Gli uomoni iniziano a bombardare l’isola per fare rilevamenti geologici, scatenando l’ira di Kong e svegliando creature che era meglio lasciare dormienti sotto terra. L’avventura su un’isola inesplorata si trasforma subito in una lotta per la sopravvivenza.

 

 

La mia maratona su Netflix prosegue con un film diverso, non con la solita commedia romantica o divertente, oggi chiacchieriamo di Kong Skull Island, un film del 2017 diretto da Jordan Vogt-Roberts. Ho iniziato questo film piena di speranza e con la paura che potesse rivelarsi simile a Jurassic City, ovvero un disastro. Fortunatamente non potevo sbagliarmi di più, questo film mi è piaciuto davvero tantissimo! Ammetto che come spesso accade tendo a non informarmi sui film che scelgo di vedere, questa volta non ho fatto eccezioni infatti non avevo la minima idea che Kong Skull Island fosse curato dai produttori di Godzilla. Io amo i film con i mostri, dinosauri e creature misteriose, mi chiedo davvero come sia possibile che nel 2017 io non mi sia recata al cinema per guardare la pellicola. Questa storia resterà per sempre un mistero; tra l’altro, shame on me, Kong Skull Island è stato il mio primo film su King Kong!

Un’altra grande sorpresa che ho avuto in apertura è apprendere della presenza del mio adorato Tom Hiddleston! Forse Hiddleston non è l’attore più adatto per interpretare uno spietato cacciatore capace di sopravvivere in una giungla inesplorata, ma parliamone, è sempre un grande piacere trovare inaspettatamente in un film uno dei tuoi attori preferiti. Kong Skull Island è un film davvero molto curato fin nei minimi dettagli, ha inquadrature suggestive e vintage ed è ambientato in un paradiso terrestre incontaminato. Quello che a mio parere rende un film del genere vincente sono ovviamente gli effetti speciali: Kong e gli altri mostri dell’isola sono stati indubbiamente creati con estrema cura. Kong, gli animali giganti e i malefici lucertoloni mi sono sembrati reali; anche gli attori mi hanno trasmesso perfettamente le loro emozioni, tanto che in un’ipotetica situazione del genere credo proverei anche io quei sentimenti e quelle paure. Questo senso di realtà in un film fantascientifico può risultare strano, infondo siamo di fronte ad un’opera che è estremamente irreale eppure questo fattore qui viene ulteriormente accentuato dalle particolari riprese e dalle inserzioni di meravigliosi filmati vintage.

 

 

1973. La guerra del Vietnam è finalmente conclusa, le truppe si preparano a fare ritorno alle loro case e soprattutto alle loro famiglie; un commando in particolare però viene trattenuto per un’ultima strana missione: scortare una spedizione su un’isola inesplorata. Utilizzando argomentazioni vincenti in piena guerra fredda due strambi scienziati riescono a convincere il governo a finanziare una spedizione a scopo scientifico e esplorativo su un’isola vergine ubicata nel pacifico. I due scienziati sospettano che sull’isola ci sia la possibilità di incontrare strane creature, ipotesi però che si curano bene dal rivelare ai propri compagni di avventura. Washington mette a disposizione dei due una scorta militare, assodano uno spietato cacciatore, una fotografa e pochi altri esperti. Dopo aver attraversato una pericolosa tempesta che nasconde l’isola gli scienziati danno l’ordine di sganciare delle bombe per sondare il terreno, l’unico risultato che ottengono è scatenare l’ira di Kong e aprire nel terreno voragini dalle quali possono liberamente fuoriuscire le spietate lucertole giganti. Quello che mi ha dato veramente sui nervi è constatare ancora una volta quanto l’uomo è in realtà l’animale più pericoloso, distruggiamo ogni cosa che tocchiamo e vogliamo eliminare a priori ciò che non conosciamo. Lo so, questo è un film ma questa orrenda filosofia è largamente applicata nella vita reale. Infatti mi chiedo perché bombardare, distruggere e inquinare un’isola vergine? Ho detestato nel profondo il comandante del plotone militare, è vero ha perso tanti dei suoi uomini nel primo scontro con Kong ma chi è che ha invaso il territorio altrui seminando subito distruzione?

L’avventura prosegue su due fronti: da una parte abbiamo i militari che vogliono a tutti costi uccidere Kong; dall’altra abbiamo i civili, forti di un inaspettato incontro, che desiderano abbandonare l’isola il prima possibile, sostenendo Kong nella sua battaglia contro i mostri.

Kong Skull Island è un film che mi è piaciuto davvero moltissimo, la serata cinema in sua compagnia è stata un grande successo!

Al prossimo film!

 

 

 

 

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