Pensieri di china #2: SuperSorda! di Cece Bell (Il Battello a Vapore, Piemme)

SuperSorda!

“Con la mia pazza tecnologia – l’orecchio fonico- mi trasformerò in un supereroe! E il mio superpotere sarà il super udito!”

Titolo originale: El Deafo

Autori: Cece Bell

Genere: Graphic Novel

Editore: Piemme

Pagine: 96 – A colori

Collana: Il Battello a Vapore, Vortici

Prezzo: 16,90 €

 

Il Fumetto  Trama:

Cece è una bambina come tutte le altre, ma un giorno una malattia le porta via l’udito. Così deve mettersi l’apparecchio acustico, che negli anni Settanta è una scatoletta ingombrante e molto vistosa, con un nome che sembra quello di un superpotere: Orecchio Fonico. Cece ha paura di sembrare brutta, che i suoi compagni di scuola la prenderanno in giro e nessuno vorrà diventare suo amico. Ma a poco a poco si rende conto che l’Orecchio Fonico può rivelarsi un alleato molto potente, che le fa sentire cose che nessun suo compagno percepisce. È così che Cece si trasforma in SuperSorda, pronta a vendicare i deboli e a risolvere i problemi di tutti…

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Let’s talk about “El Deafo“:

Che cos’è “Pensieri di china“? Una rubrica dove io e Carlo parleremo di graphic novel, lui da un punto di vista, possiamo dire più tecnico, e io da semplicemente lettrice “inesperta”. Non ci sarà una votazione a fine articolo perchè giudicare l’arte, come forma di espressione, è qualcosa che non riuscirei a riassumere con un voto vero e proprio. Non so Carlo, ma io darei a tutti cinque stelle, se proprio dovessi esprimere un giudizio.

 

 

Il protagonista di questo lunedì è “Super Sorda!” di Cece Bell, fumetto pubblicato da Il Battello a Vapore per la serie “Vortici”, dedicata ai ragazzi dai 12 anni in sù.

“L’unica cosa certa è che, una volta tornata la calma, niente sarà come prima” recita la descrizione della serie Vortici. Una sintesi perfetta per descrivere “Super Sorda!”, questo esilarante fumetto che racconta la storia dell’autrice. Si tratta dunque di una biografia a tavole, un po’ fantasiosa, come la mentalità di Cece di quando era piccola. Questo rende la storia vivace ed imprevedibile perchè non si sa mai dove andrà a parare.

La vita di Cece viene stravolta quando la meningite le porta via l’udito. Da quel momento la sua vita cambia per sempre. Da bambina spensierata è costretta ad indossare un gigantesco apparecchio acustico, impossibile da nascondere. L’orecchio fonico in questione rappresenta per Cece un impedimento nel farsi accettare dagli altri bambini. All’asilo le cose andavano bene poichè tutti i bambini della sua classe indossavano un apparecchio acustico o un impianto cocleare. Il problema nasce quando comincia le elementari e capita in una classe mista, dove solo lei è l’unica a servirsi di un dispositivo fonico. Si sente diversa e questo la porta a chiudersi in sè stessa.

Spesso sono le nostre diversità ad allontanare le persone, si sa. Incomincia perciò una fase in cui Cece cerca di nascondere ciò che è, immaginandosi una supereroina accettata da tutti e circondata da amici. Una visione che cerca di tirarle su il morale nei movimenti più cupi. Nel bene o nel male sa di non essere sola, che può contare sulla sua famiglia.

È gradualmente che comincia a farsi degli “amici”, se così si possono chiamare. Da una parte una cerca di usare la sua disabilità per insultarla, un’altra parla lentamente credendo che la condizione di Cece significhi non capire niente e infine l’unico bambino per cui ha una cotta la sfrutta per sapere dove si trovino gli insegnanti quando escono dall’aula. Si, perchè non vi ho detto che l’apparecchio fonico è dotato di un microfono di cui si servono gli insegnanti per parlare in classe, in modo tale che lei capisca tutto ciò che viene detto, quindi quando un docente si sposta il suo apparecchio si tramuta in una potentissima microspia.

È una bellissima sensazione essere accettati dagli altri, ma a che prezzo? Per far divertire i suoi compagni, è costretta ad umiliarsi sfruttando il suo “potere” per fare da palo. L’unica bambina che l’accetta per quello che è, Martha, decide di allontanarsi dopo un piccolo incidente che le è quasi costato un occhio.

Per fortuna la situazione tra le due si risolve ed è solo attraverso un piccolo esercizio che i suoi compagni di classi vedono Cece per quella che è: una bambina formidabile dal cuore grande.

Cece Bell non cerca solo di divertire il lettore con una simpatica storia, la sua storia. “Super Sorda!” diventa una forte testimonianza per coloro che sono diversi, in un modo o nell’altro, affetti da malattie che precludono loro molte possibilità, come il farsi accettare dagli altri. Queste persone sono forti nel non abbattersi e riuscire ad andare avanti e possono diventare, anzi sono, un esempio per tutti noi.

Per l’autrice possono essere supereroi che nel loro quotidiano combattono le loro battaglie con grinta e determinazione. Sono persone da cui prendere spunto quando si deve superare un grosso ostacolo. Se c’è una cosa che Super Sorda! mi ha insegnato è che non c’è limite che non possa essere superato con grinta e determinazione. L’autrice è stata coraggiosa a renderci partecipe della sua vita, mettendo al centro di questo brillante fumetto sè stessa.

Storia e illustrazioni sono perfette. Rendono il fumetto vivace, ma la storia è tutto un altro paio di maniche, non riuscivo a staccare gli occhi dalle pagine. Non è facile raccontarsi, suppongo che per un illustratore sia ancora più difficile. La Bell ha trovato il modo di raccontare sè stessa con ironia senza però cadere nel banale o nel ridicolo. È un fumetto che insegna molto e sono felice che sia indirizzato ai ragazzi. Promosso con lode!

Se a volte è difficile capire esattamente cosa significhi perdere l’udito, Cece Bell lo rende chiaro e ben comprensibile con la sua opera.
Infatti Supersorda non è solo la sua personale testimonianza di ciò che ha vissuto perdendo l’udito, ma mostra un quadro ampio e dettagliato su questo handicap, facendo capire con i suoi disegni quanto possa essere difficile la vita di chi è sordo, ma non a causa della sordità in sé, bensì a causa dell’ignoranza degli altri.

La piccola Cece, protagonista della storia, si lamenta più volte di chi parla piano, di chi urla o di chi fa strane facce mentre parla proprio perchè noi non siamo mai stati educati riguardo a come comportarci in presenza di qualcuno affetto da questa condizione.

Il mondo ci insegna sempre ad essere buoni e accomodanti con chi è affetto da un handicap, tentando di semplificare loro la vita il più possibile, facendo apparire queste persone ai nostri occhi come deboli ed indifese.
Ebbene qualcun doveva insegnare al mondo che queste persone sono forti, molto più forti di noi.
Così è Cece Bell che ce lo insegna attraverso questa storia, mostrandoci che la vita continua nonostante tutto, mostrandoci che la forza vitale di una bambina in difficoltà vince ogni pregiudizio e disintegra ogni ostacolo, rendendola una supereroina.

Così in un mare di difficoltà create più dalla gente che dal suo handicap, la piccola Cece affronta la meningite e, seppur vincente, ne esce ferita.
Il mondo attorno a lei si spegne, tutti i baloon si svuotano e cala un silenzio di tomba, opprimente.

Ho trovato geniali gli espedienti adottati dall’autrice per palesare visivamente la sordità della protagonista, le nuvolette sbiadite o vuote, perchè mi hanno effettivamente trasmesso un senso di vuoto insormontabile, facendomi pensare “AIUTO!”.
Sebbene io continuassi a sentire tutto ciò che succedeva attorno a me, per un secondo mi è sembrato di entrare come in una bolla dove nessuno poteva sentire ne me ne la piccola Cece.

Un altro interessante effetto adottato dall’autrice per rendere tangibile la condizione della protagonista è quello di sostituire le parole nelle nuvolette con degli sgorbi letterari inimmaginabili, per mostrarci la difficoltà che trova Cece nel comprendere le persone che urlano.

I disegni di Cece sono molto semplici, ma diretti e accattivanti in un certo senso, perfetti per attirare l’attenzione dei bambini e recapitare loro l’importante messaggio racchiuso in questo fumetto.

Certo, c’era da aspettarselo dalla vincitrice di un Eisner Award!

A parer mio SuperSorda! ha guadagnato il suo posto nel podio delle mie letture di quest’anno, lasciandomi divertito e con più coscienza riguardo a chi vive certe situazioni.

 

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