Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop | Recensione di Deborah

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POMODORI VERDI FRITTI AL CAFFE’ DI WHISTLE STOP

 

«C’è qualcos’altro che devi sempre ricordare. Ci sono persone magnifiche su questa terra, che se ne vanno in giro travestite da normali esseri umani. Non scordarlo mai, Stump, hai capito?»

«Se chiudi in trappola un animale selvatico, puoi star certa che morirà, ma se lo lasci libero, nove volte su dieci tornerà a casa.»

Tutti e due avevano capito fin troppo bene i sentimenti dell’altro. Da quel momento in poi era cominciato per entrambi un lutto senza fine. Non che ne avessero mai parlato. Quelli che soffrono davvero non lo dicono mai.

 

 

Titolo originale: Fried Green Tomatoes at Whistle Stop Cafe

Genere: Romanzo, classico americano

Editore: BUR

Prezzo: 9,90 €

 

 

Trama:

Il romanzo si sviluppa con una duplice narrazione parallela: in parte viene narrato dalla signora Weems, nel “Bollettino di Whistle Stop”, e in parte si dipana attraverso gli aneddoti che l’anziana signora Threadgoode racconta all’attenta amica Evelyn Couch, come quello della storia d’amore tra Ruth e Idgie. Attraverso questi racconti emerge una società degli anni Trenta-Quaranta che, pur cominciando a cambiare, fatica ancora ad accettare la popolazione nera al di fuori dell’ottica della servitù.

 

Recensione:

Lettori della Stamberga, oggi voglio parlarvi di un libro davvero speciale, un libro che mi ha travolto, un libro che mi ha regalato tantissime emozioni ed è entrato nella cerchia ristretta dei miei romanzi preferiti di sempre, Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop. Se foste interessati ho già parlato qualche giovedì fa del film, che ho adorato tantissimo; vi lascio il link: Pomodori verdi fritti alla fermata del treno. Detto questo vorrei aggiungere una piccola cosa prima di parlare davvero del romanzo: nonostante le diversità intercorrenti tra romanzo e pellicola entrambi li ho amati, ho trovato che siano davvero perfetti proprio come sono stati realizzati, hanno saputo trasmettere tutto, hanno colto l’essenza della storia.

Innanzitutto ci tengo a ringraziare la mia amica Mells, appena ha scoperto che ero interessata alla storia mi ha prestato il romanzo, un romanzo che è diventato uno dei miei preferiti.

Cercherò di non fare spoiler nella prima parte di questa “recensione” e quando mi addentrerò in essa metterò i soliti allarmi se non volete scoprire cose di troppo e, se siete interessati a leggerlo davvero non fatelo perché è una storia che merita di essere scoperta e assaporata. Come credo ormai immaginiate ho amato il romanzo alla follia, si tratta di un libro abbastanza consistente che ho divorato però  in meno di una settimana. Non sono un’esperta quindi potrei sbagliarmi ma penso che ci troviamo di fronte ad un classico della letteratura americana del 900, la storia è stata acclamata e consigliata da Harper Lee autrice di Il buio oltre la siepe. Lo stile di scrittura di Fannie Flagg mi ha conquistata, non vedo l’ora di leggere tutti gli altri suoi romanzi ma, allo stesso tempo sono intimorita che non suscitino in me tutte le emozioni che mi ha regalato Pomodori verdi fritti, per questo sto temporeggiando. Il suo stile di scrittura è unico, vi garantisco che sarete risucchiati nel romanzo e vi sembrerà davvero di vagare lungo le polverose stradine di Whistle Stop negli anni 20. L’autrice riesce a caratterizzare magistralmente tutti i suoi personaggi, riesce a renderli vivi attraverso il proprio modo di scrivere che diventa unico e differente per ognuno di essi. Ogni personaggio durante il corso della narrazione interpreta il proprio ruolo fino alla fine, non ci imbatteremo in personaggi incompleti o fantasma, non ci sarà qualcuno che sparirà perso tra le righe quando ancora si percepisce che il suo compito non è concluso; questa è un’abilità che non tutti gli scrittori hanno. È molto bello vedere quanta varietà di persone conosceremo nel nostro viaggio e come esse convivono nel piccolo agglomerato di case intorno ai binari del treno. L’intera vicenda viene narrata in modo molto particolare, cercherò di spiegarvi per quanto posso, è davvero singolare e andrebbe vissuta. Principalmente i fatti sono esposti da un’arzilla vecchietta, Ninny Threadgoode, che racconta della sua gioventù, delle sue avventura e semplicemente della vita vissuta a Whistle Stop dai suoi abitanti, partendo dagli anni venti. Il destinatario è Evelyn Couch, signora non ancora cinquantenne che si reca spesso alla casa di riposo per andare a trovare la madre di suo marito Ed, alla quale però non è decisamente simpatica e perciò viene relegata al aspettare nel salottino la dine delle visite; un girono di questi Evelyn incontrerà Ninny e inizierà il racconto. Gli avvenimenti non sono raccontati in ordine cronologico, assisteremo a salti temporali in base alla rievocazione di Ninny, questo genererà attesa e suspance. Questo senso di attesa viene poi incrementato quando Evelyn sarà costretta ad interrompere e salutare l’amica per tornare a casa con il marito, vediamo come proprio smania di sapere e, contemporaneaente la stessa cosa succede al lettore. Come forse sapete non mi piacciono molto le narrazioni discroniche ma ho adorato questa scelta dell’autrice; sarà grazie alla maestria di Fannie Flagg, sarà il colpo di fulmine che ho provato verso la storia, sarà che forse sono pronta ad andare oltre a i miei limiti di apprezzamento? Vedremo. Leggeremo inoltre il Bollettino settimanale di Whistle Stop edito dalla signora Weems, in cui verranno riportati i fatti salienti accaduti nella cittadina in modo molto simpatico e conosceremo piccoli aneddoti non presenti nella narrazione principale. Oltre ai ricordi e al bollettino molti capitoli saranno ambientati direttamente nel luogo e nel tempo in cui si svolgono i fatti. La storia è una storia di vita vera quindi possiamo definirla una serie di tante storie che si intrecciano per definire il tutto: ognuno avrà le proprie gioie, i propri drammi, le proprie preoccupazioni, i propri dolori. Non mancherà nessuno di questi elementi che ci farà emozionare come se fossimo anche noi lì. Inoltre viene rievocato alla perfezione l’America degli anni venti/trenta: il malessere del dopoguerra; la grande depressione; i pregiudizi e le infamie persistenti verso le persone di colore e la tenacia di alcuni che iniziavano a rifiutarle; le disparità di genere; l’attaccamento alla comunità in cui si vive e la diffidenza verso i forestieri. Non è semplice davvero condividere con voi tutto quello che vorrei, tutto quello che questo romanzo mi ha trasmesso perché le emozioni è difficile renderle al meglio su carta, vanno proprio vissute. Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop è un libro che consiglierei a tutti di leggere, un capolavoro imperdibile che merita il massimo dei nostri libricini!

Ci tenevo ad avvisarvi che romanzo e film sono piuttosto diversi. In questo caso ho visto prima il film e successivamente ho letto il libro, sono rimasta contenta di questa scelta perché leggendo i personaggi avevano un volto. Se siete interessati ad entrambi sta a voi scegliere ciò che preferite.

 

 

 

SPOILER

 

 

Parliamo un pò della storia vera e propria. Se hai ignorato l’avvertimento di spoiler è giunto proprio il momento di salutarci, non rovinarti le sorprese!

Vorrei iniziare in modo molto diverso dal solito, forse questo commento alla storia non sarà nei soliti canoni di analisi, non so bene dove ci condurrà, mi lascerò trasportare da tutto ciò che ha reso speciale ai miei occhi questo romanzo.

Una delle cose che mi è piaciuta di più è la storia d’amore tra Idgie e Ruth. Si vede, si percepisce che le due si amano in modo incondizionato. Siamo di fronte a qualcosa di davvero bello, un sentimento vero cresciuto con il tempo che sarà sempre piuttosto celato sotto forma di grande amicizia soprattutto a causa della mentalità dell’epoca, ricordo che siamo nel profondo sud degli Stati Uniti, Alabama. Di tutti i loro momenti sicuramente la mia scena preferita, anche in generale (sia del romanzo sia del film) è quando Idgie invita Ruth ad un pic-nic, la porta in un campo vicino ad un grande albero dove lei si procura il miele selvatico, senza protezioni, senza niente e senza nemmeno essere punta. Decide di portarne un favo all’amica che la soprannomina “incantatrice di api”.

Mi ha colpito molto il modo di vivere degli abitanti di Whistle Stop. Whistle Stop non credo si possa neanche considerare un paese, è costituito da una cerchia ristretta di case costruite attorno alla fermata del treno. È proprio attorno ai treni che è costruita la loro vita, infatti con l’avvento di aerei e trasporti moderni le ferrovie andranno in crisi tanto che questa fermata sarà dimenticata e i suoi abitanti costretti ad abbandonarla. In generale le persone del posto non sono benestanti, si accontentano di quel poco che riescono a guadagnare stando nei dintorni, inventandosi lavori utili per la comunità. È proprio la comunità un qualcosa di fondamentale nella vita di tutti, sanno che possono sempre contare su tutti i concittadini, nel momento del bisogno nessun abitante è dimenticato. Ho notato un certo senso di coesione anche nei confronti della popolazione nera locale che credo non fosse qualcosa di comune. L’episodio più saliente credo che sia il grande aiuto ai fini del processo dato dal reverendo a Idgie e, contemporaneamente aiuta anche Big George. Proprio bello questo grande senso di Comunità che, secondo me, è andato ormai perduto.

Di impatto è il personaggio di Evelyn Couch. Siamo di fronte ad una donna che ha quasi raggiunto la mezza età senza vivere realmente. Si è sempre trovata schiava degli schemi in cui la società ingabbiava le donne (eh ahimé alcuni di essi sono ancora in piedi), non è mai riuscita a vivere serenamente il fatto di essere donna, la propria relazione con il marito, l’età di mezzo raggiunta. Grazie ai racconti di Ninny essa verrà spronata a reagire, a fare non solo a subire, ispirata maggiormente dall’incantatrice di api. Conosceremo una Evelyn che non si rifugerà unicamente nel cibo ma che condurrà vere e proprie missioni da paladina della giustizia nella propria immaginazione. Alcune di queste operazioni saranno molto violente tanto da spaventare la donna e spingerla ad orientarsi molto più sulla realtà.

Starei ancora non so quanto tempo a scrivere piccoli pensieri su ciò che mi ha colpito di questo romanzo, ma diventerebbe uno scritto lunghissimo quindi ho scelto le prime tre cose che ho evocato in questo momento. Date un’occasione a questo libro, vi ruberà il cuore.

 

Nota sull’autrice:

Patricia Neal, meglio conosciuta come Fannie Flagg (Birmingham, 21 settembre 1944), è una scrittrice e attrice statunitense. Nota soprattutto come autrice del bestseller internazionale “Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop” di cui ha curato anche la sceneggiatura per la trasposizione cinematografica: il suo lavoro di sceneggiatrice per il celebre film del 1991 “Pomodori verdi fritti alla fermata del treno” è stato premiato con una nomination all’Oscar per la migliore sceneggiatura non originale. È autrice di numerosi altri romanzi che hanno avuto tutti un grande successo di pubblico sia negli Stati Uniti che in altri paesi del mondo.

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