La preda perfetta | Recensione di Sandy

4. La preda perfetta

«Le persone hanno paura del male.»

Dettagli:

  • Titolo originale: A Walk Among Tombstones
  • Anno: 2014
  • Data di uscita: 18 settembre 2014
  • Durata: 113 minuti
  • Genere: Azione, Thriller
  • Regia: Scott Frank

Interpreti e personaggi:

  • Liam Neeson: Matt Scudder
  • Dan Stevens: Kenny Kristo
  • Boyd Holbrook: Peter Kristo
  • David Harbour: Ray
  • Sebastian Roché: Yuri Landau
  • Mark Consuelos: Reuben Quintana
  • Ólafur Darri Ólafsson: James Loogan
  • Adam David Thompson: Albert
  • Brian “Astro” Bradley: TJ

Trama:

Matt Scudder ex poliziotto di New York alcolizzato e perseguitato dai rimorsi, è costretto controvoglia ad aiutare un trafficante di eroina e suo fratello a rintracciare i due uomini responsabili di una serie di rapimenti e brutali omicidi di mogli di trafficanti di droga. Trasformatosi in detective privato senza alcuna licenza e deciso a operare al di là dei limiti imposti della legge, Matt riceve l’aiuto fondamentale del diciassettenne artista senzatetto TJ.

Recensione:

Buongiorno, popolo della stamberga,

è finalmente arrivato giovedì, ancora poco e potremmo goderci il week-end. Non vedo l’ora! Il rientro dalle vacanze è sempre un po’ problematico per chi deve lavorare o per chi, come me, deve sostenere esami universitari. In bocca al lupo a tutti quanti!
Detto questo, passiamo al film.

Ho scelto il titolo un po’ per caso. Per tenermi compagnia durante una giornata di noia pura. Si intitola “A Walk Among Tombstones”, in italiano “La preda perfetta”. Da amante del genere potevo solo aspettarmi suspense e tensione allo stato puro. Così non è stato.

Tratto dal libro “Un’altra notte a Brooklyn” di Lawrence Block, le prime sequenze della pellicola scritta e diretta da Frank Scott fanno accapponare la pelle. Ho deciso quindi di proseguirlo per vedere come andava a finire. Da notare la scelta stilistica di cambiare/“tradurre” il titolo in italiano sia nel film che nel libro.

Matt Scudder è un ex poliziotto, autonominatosi investigatore privato, senza licenza. Verrà coinvolto in un caso al quale è costretto ad investigare: la morte della moglie di un trafficante di eroina. Aiutato da un ragazzino TJ riuscirà ad andare a fondo al caso. Non voglio riempirvi di spoiler, è un film che va visto e gustato piano piano.

Cos’è che non mi ha convinto?
Il thriller sembrava promettere bene e per gran parte del film il regista è riuscito a catturarmi, ma il finale un po’ scontato e forzato, ha smorzato il mio entusiasmo. Che dire di Neeson? Sono sempre stata abituata a vedere Liam Neeson nei panni di un personaggio, forte, feroce e solitario. Ritrovarlo in questa veste un po’ “umana”, mi ha dato da riflettere. Forse l’intento era di umanizzare il solito badass al quale siamo abituati? Potrebbe essere. Eppure non è riuscito a convincermi. Non fateci caso, sarà il mio Bryan Mills a parlare (solo chi ha visto Taken capirà).

Ma ci sono anche aspetti positivi.

L’ambientazione è suggestiva, l’occhio del regista ci catapulta in un’atmosfera ricca di fascino, un po’ noir, tetra. Ho adorato le riprese e anche la caratterizzazione dei personaggi. Come ho detto prima, il finale è un po’ scontato. Ma fidatevi che è comunque di compagnia se non sapete cosa vedere. Aggiungo soltanto che è una pellicola che si prende il suo tempo. Non è rapida, piena di colpi di scena. È lenta, va assaporata in ogni sua nota pungente, dovete solo avere pazienza. Quindi munitevi di un buon thè, una coperta e schiacciate play.

 

 

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