Let’s talk about: Fiori sopra l’inferno di Ilaria Tuti

Era un mondo che sussurrava la piccolezza umana, che suggeriva quanto sia inutile l’affanno. Un paradiso naturale lontano, però, dall’essere incontaminato.

Pagine: 350

Acquistalo subito: Fiori sopra l’inferno

Editore: Longanesi
Collana: La Gaja Scienza
Data di uscita: 4 Gennaio 2018
Prezzo: € 16,90
Pagine: 350
ISBN:
9788830449817

«Tra i boschi e le pareti rocciose a strapiombo, giù nell’orrido che conduce al torrente, tra le pozze d’acqua smeraldo che profuma di ghiaccio, qualcosa si nasconde. Me lo dicono le tracce di sangue, me lo dice l’esperienza: è successo, ma potrebbe risuccedere. Questo è solo l’inizio. Qualcosa di sconvolgente è accaduto, tra queste montagne. Qualcosa che richiede tutta la mia abilità investigativa.
Sono un commissario di polizia specializzato in profiling e ogni giorno cammino sopra l’inferno. Non è la pistola, non è la divisa: è la mia mente la vera arma. Ma proprio lei mi sta tradendo. Non il corpo acciaccato dall’età che avanza, non il mio cuore tormentato. La mia lucidità è a rischio, e questo significa che lo è anche l’indagine.
Mi chiamo Teresa Battaglia, ho un segreto che non oso confessare nemmeno a me stessa, e per la prima volta nella vita ho paura.»


La criminologia non è una scienza esatta. Non c’è niente di matematico e ogni caso è a sè stante. La criminologia è un’arte. L’arte di imparare a scrutare cose che uno come te neanche intravede. Ma non è magia: è interpretazione.

Source: Pinterest | Credits: Natalia Deprina

Ieri abbiamo parlato di un noir e oggi invece di un thriller pubblicato da qualche giorno che non vedevo l’ora di leggere. Questo martedì prosegue all’insegna del brivido con l’esordio di Ilaria Tuti e il suo “Fiori sopra l’inferno”, uscito cinque giorni fa per Longanesi.

Gennaio è decisamente un mese all’insegna del thriller. Moltissime sono le pubblicazioni di questo genere recentemente pubblicate o in uscita a breve che non vedo l’ora di leggere, fra questi spicca l’esordio di Ilaria Tuti, un romanzo che dalla trama mi aveva già catturata e dopo averlo letto posso dirlo, non vedo l’ora di avere fra le mani la prossima indagine di Teresa Battaglia.

Il profiling, com’è lo stesso commissario a suggerirci, non è una scienza esatta tuttavia è grazie allo studio del comportamento umano deviato che è possibile di assicurare alla giustizia quei soggetti che di solito sfuggono ai radar della polizia, ma c’è di più, quest’arte aiuta a comprendere soprattutto le motivazioni che si celano dietro un feroce atto qual è l’omicidio. Vedere Teresa andare oltre il semplice analizzare una scena del crimine, ma porsi delle domande, il voler entrare dentro la mente dell’assassino e comprendere perché agisce in quel modo, beh, non solo mi ha invogliata a proseguire la lettura ma ha reso il tutto più affascinante.

La parte più difficile nello scrivere un thriller psicologico è regalare al lettore qualcosa in più del classico omicidio, riuscire ad andare oltre perforando le barriere che separano il sogno e la realtà, facendo sfociare un crimine dal mondo fisico a quello evanescente della nostra mente. In questo senso l’autrice è riuscita a dare al suo romanzo quella marcia in più, mettendo in scena un commissario specializzato in profiling a cui di certo non mancano istinto e perspicacia.

La vita faceva paura, a guardarla in faccia per quello che davvero poteva essere, ma restava sacra, inviolabile, un’avventura straordinaria che andava affrontata con il cuore a mille e un senso del meraviglioso che non poteva spegnersi nemmeno di fronte al dolore più straziante.

Source: Pinterest

Benvenuti a Travenì, una cittadina fittizia nelle Dolomiti sospesa nel tempo dove l’evento più clamoroso è forse il ritorno di un figliol prodigo dopo anni di pellegrinaggio. Questo incantevole paradiso ricoperto di neve è uno dei più grandi e meravigliosi spettacoli per gli occhi che Madre Natura possa regalarci, ma non lasciatevi ingannare dal suo candore, ci sono ombre marcate laddove sembra esserci soltanto luce.

Il corpo di Roberto Valent, ingegnere civile, viene ritrovato, come un fiore appena sbocciato, privo di vita, ma è il modo in cui l’assassino dipinge la scena ad attirare l’attenzione del commissario. C’è qualcosa di macabro e allo stesso tempo poetico nella cura dei dettagli, vita e morte si scontrano per emergere, sollevando numerose domande alle quali Teresa Battaglia e Massimo Marini cercando di trovare risposta.

La nostra attenzione viene catturata da un altro particolare dettaglio, un flashback dell’Austria della fine degli anni 70, dove un convento nasconde oscure verità celate dietro al mantra “Vedi, osserva e dimentica” ed è proprio qui che un misterioso soggetto n. 39 muove i suoi passi, mostrandosi in tutta la sua instabilità e ferocia.

Teresa ha ragione, qualcosa di orribile è accaduto fra le montagne, qualcosa che neanche lei credeva di dover affrontare. Passato e presente si amalgamano perfettamente come olio su tela mentre l’autrice dipinge poco a poco e con scrupolosa cura ogni dettaglio, anche effimero, dando volto all’oscurità, al ringhio che ogni tanto proviene dalla foresta e al predatore che osserva fra gli alberi ogni cosa mentre il tempo scorre.

I bambini li guidarono attraverso ponti sospesi e scalette scivolose. Si muovevano sicuri, non c’era ombra di paura in loro. Il buio non aveva potere sulle loro menti. Erano tutt’uno con quella natura ancora selvatica, nemmeno loro abbastanza addomesticati da temerla.

Source: Pinterest

“Fiori sopra l’inferno” è la dimostrazione che anche in Italia abbiamo storyteller in grado di raccontare ottime storie da leggere tutte d’un fiato o, come in questo caso, da assaporare poco a poco, gustando ogni frase senza fretta. Adoro i thriller psicologici che scavano fino in fondo regalando a chi legge meravigliosi spunti di riflessioni o frammenti di mentalità deviate per aiutarci a comprendere e a mettere insieme i tasselli per completare il puzzle, come in questo caso, in cui è il commissario Teresa Battaglia la nostra lanterna in grado di illuminare l’oscurità da cui siamo avvolti durante la narrazione.

Lo stile di Ilaria Tuti è poetico, riesce a far sembrare affascinante persino una cosa terribile come la morte, per non parlare dei luoghi, Travenì sembra uscita dalle mani David Lynch, ricca di fascino e mistero, dove la curiosità può uccidere chi si spinge troppo in là e allo stesso tempo si ha come la sensazione di essere sospesi nel tempo, i rumori giungono ovattati mentre si assiste allo sviluppo di un’indagine che porta a galla molto di più di un modus operandi e un omicida.

Sotto il manto lussureggiante di una natura incontaminata si nasconde il marcio che come sempre l’uomo porta con sé, nascondendolo sotto all’infinita bellezza di un prato fiorito, dove la genziana e le stelle alpine vengono elette custodi delle spoglie dei morti.

May the Force be with you!
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