Let’s talk about: Il ladro di minuti di David Lozano (De Agostini)

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Il protagonista di oggi è il romanzo di David Lozano, “Il ladro di minuti“, pubblicato da De Agostini e tradotto da Carlo Alberto Montalto con le illustrazioni di D. Guirao Tarazona .

Pagine: 221

Acquistalo subito: Il ladro di minuti

Editore: De Agostini
Collana: Le gemme
Traduzione: Carlo Alberto Montalto
Genere: Libri per ragazzi, fantasy
Età: Dai 9 anni

Data di uscita: 12 Giugno
Prezzo: € 14,90

Edu ha dieci anni e li avrà per tutta la vita: le Autorità hanno deciso di cancellare per sempre il sei ottobre dal calendario, e caso vuole che sia il giorno del suo compleanno. Niente più feste, niente più regali, niente più anni da compiere. Niente di niente. Ma Edu non ha intenzione di arrendersi e decide di rivolgersi al misterioso Negozio di Cose Proibite, un cantuccio buio con vetrina ad angolo dove non entra mai nessuno. Qui don Vinicius, il Dipendente, gli dà in prestito la Risucchiatrice, una macchina che “aspira” i minuti permettendo di creare dal nulla un giorno nuovo di zecca. Meglio che siano minuti felici, però, o la macchina assorbirà un’atmosfera cupa rovinando il compleanno. Così Edu inizia a rubare i momenti felici degli altri, diventando in poco tempo un ladro esperto… Ma più fa uso del diabolico marchingegno, più la felicità e gli amici sembrano allontanarsi da lui. Sarà davvero disposto a rinunciare a tutto ciò che ama pur di salvare il proprio compleanno?
Il sei ottobre scorso ho compiuto dieci anni per l’ultima volta. Non sto dicendo che li ho già compiuti altre volte, ma che non li compiró mai più. No, non sto per morire. Succede che le Autorità hanno deciso di eliminare un giorno dal calendario e la data scelta, per l’appunto, è stata il sei ottobre. Il mio sei ottobre.

La mia roulette russa letteraria si sta rivelando ricca di sorprese, infatti ogni singola lettura si sta rivelando piacevole e soprattutto mi sta permettendo di scoprire nuovi autori. Salto da un genere all’altro come un grillo e la cosa non mi dispiace affatto.

Source: Pinterest

Questa volta il mio viaggio mi ha condotto verso un autore spagnolo specializzato in libri per bambini e ragazzi, molto amato nel suo paese e se non erro presto ci sarà un film tratto da una delle sue opere. Questo Premio Gran Angular mi ha piacevolmente sorpresa, non vedo l’ora di leggere qualcos’altro di suo.

Il ladro di minuti si è rivelata una lettura interessante, uno stand alone adatto ai più piccoli ma in grado di raggiungere anche i più grandi per il forte messaggio che lancia, ovvero che l’egoismo è un’arma a doppio taglio, ferisce gli altri ma anche noi stessi e di conseguenza, fare la cosa giusta, mettere da parte il nostro orgoglio a volte è la cosa migliore da fare per poter essere felici. 

Ad insegnarcelo è un bambino di dieci anni nella più surreale delle situazioni, ma è durante il suo percorso che cresce e si dimostra essere molto più maturo dei suoi anni.

Questo romanzo mi aveva catturato già dalla trama, una storia avvincente e intrigante dove è il tempo il vero protagonista, il suo scorrere mette in difficoltà il giovane protagonista e anche noi nella vita di tutti i giorni. Quante volte abbiamo desiderato di poter fermare il tempo, di riavvolgerlo e rimediare ai nostri sbagli oppure semplicemente premere il pulsante pausa e fermarsi a ragionare.     

“I minuti di felicità che ho qui dentro erano destinati a essere vissuti mentre ora restano fermi: non sono né passato né presente né futuro.”

Non si scherza con il tempo, è una delle forze fondamentali che costituiscono l’universo, ma allo stesso tempo è ciò che scandisce la vita di ognuno, ciò che la separa in tanti piccoli attimi che, una volta sommati, danno come risultato la nostra storia.

Source: D. Guirao Tarazona

Quando il sei ottobre viene cancellato da tutti i calendari, Edu rimane profondamente turbato perché quella data rappresenta il suo traguardo, l’alba di un nuovo anno che scandisce la sua crescita. Il suo compleanno viene spazzato via e prima ancora che possa metabolizzare il tutto, qualcuno ha già voltato pagina, ha accettato la decisione dell’ Autorità e cambiato calendario, dove non è presente il sei ottobre.

Persino a scuola poco a poco diventa ordinario il fatto che non ci sia più un giorno ad ottobre e questo contribuisce a destabilizzare l’animo di Edu, che si sente privato del giorno più importante della sua vita, il giorno da cui tutto è cominciato per lui.

Sembra una cosa sciocca non avere più il sei ottobre, ma in realtà non avere un giorno nel quale celebrare un anniversario è devastante per un bambino, la tristezza viene sostituita dal rancore e poco a poco si trasforma in rabbia, tutti sentimenti che servono a colmare il vuoto di un giorno felice.

Privarlo del suo giorno speciale è stato un po’ come rubare la felicità dal suo cuore, quando tutti considerano normale la mancanza di questo evento Edu si sente abbandonato, solo, arrabbiato e frainteso. Nessuno sembra capire ciò che prova, persino i genitori gli voltano le spalle ed è questa la ferita più grande, essere abbandonato da tutti.

Source: D. Guirao Tarazona

Al Negozio di Cose Proibite, don Vinicius, il Dipendente, ovvero colui che ad ogni domanda risponderà sempre “dipende”, parla di cose proibite, idee rivoluzionarie e misteri, tutte cose illegali per legge ma che agli occhi di Edu si trasformano in meraviglie. Per un momento il suo problema passa in secondo piano, travolto da un’ondata di stupore per ciò che vede e sente.

Il buon mercante, dopo aver sentito la storia di Edu, decide di prestargli la Risucchiatrice, che al contrario del Giratempo di Hermione, risucchia il tempo degli altri. Questo gadget rivoluzionario non è qualcosa da usare con leggerezza, ad ogni uso ci sono delle terribili conseguenze fisiche e psicologiche. Coloro ai quali viene sottratto del tempo impazziscono e si ritrovano confusi e in preda al dubbio, sentendo che manca loro qualcosa. 

Per riavere il giorno del suo compleanno Edu deve rubare 1440 minuti, mantenendo un profilo basso, per questo motivo può sottrarre circa quattro minuti al giorno, ogni giorno. Detto così suona facile, un piccolo furto qui, un altro di là e uno ancora più avanti, ma affinché possa esserci una giornata dentro la macchina c’è bisogno di momenti felici. Edu quindi decide di rubare piccoli attimi di felicità alle persone che lo circondano, comincia con l’arrivo di un neonato, poi passa all’euforia di una partita e così via, fin quando non diventa a tutti gli effetti un ladro professionista.

All’inizio sembra così facile rubare il tempo. La sua caccia alla felicità è addirittura eccitante, un nuovo gioco nel quale primeggiare, ma più diventa bravo a rubare il tempo, più qualcosa dentro di lui comincia a svanire. Ossessionato da secondi, minuti e ore, Edu diventa un automa infelice, perde di vista ciò che gli succede attorno e si isola da tutti quanti, perdendo traguardi importanti nella vita dei suoi cari ed è solo l’inizio dei suoi rimpianti.

Le illustrazioni di Tarazona abbelliscono questo romanzo, dando un tocco dark e fantasioso alla storia e allo stesso tempo ci permettono di sbirciare il mondo di Edu e diventano una piccola breccia in un universo lontano dal nostro. La scelta della matita per le illustrazioni interne le rende avvolgenti e immediate, immagini che ricordano quasi una bozza, un po’ come i pensieri nella nostra testa che sono sempre un po’ abbozzati e fumosi.

Dall’altra parte David Lozano si è dimostrato abile nel costruire una storia per niente semplice da raccontare, che un po’ come il tempo può sfuggire. L’autore regala ai suoi lettori un racconto unico, misterioso e coinvolgente, dal quale trarre ispirazione, ma soprattutto una lezione importante: l’egoismo è una brutta bestia.

Il ladro di minuti è qualcuno che è pronto a sottrarci del tempo prezioso per insegnarci quanto sia importante vivere la vita, attimo dopo attimo, senza trascurare chi ci circonda e chi è importante per noi. Non bisogna mai sottovalutare un legame importante come l’amicizia o la famiglia perché sono i due fili più importanti ai quali aggrapparci, sempre.

“Quando si è vicini alla fine della vita ci si rende conto che le cose importanti sono ben altre, che l’impronta da dover lasciare non è di pietra e non ha un peso. Non c’entrano neanche le feste o gli anni compiuti. No. Quando si avverte l’ombra della morte avvicinarsi, ci si volta indietro, ci si guarda attorno, e allora si comprende che la più importante delle domande è: Quante persone ho reso felici?”

 

 

 

 

disclaimer: si ringrazia l’ufficio stampa di De Agostini per la copia omaggio.

 

 

May the Force be with you!
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