Let’s talk about: Non sono un mostro di Carme Chaparro

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Il segreto per destabilizzare una persona è la pazienza. La dolcezza. La lentezza. Devi essere capace di aprire uno alla volta tutti i pori della pelle senza che l’altro se ne renda conto finchè non si ritrova con la carne viva ed è ormai tardi.
Non puoi buttare una lumaca nell’acqua bollente, perchè quella si rintana dentro la conchiglia e non la tiri fuori più. Meglio invece se la lasci nuotare nell’acqua fredda, perchè si senta a suo agio e si rilassi, poi alzi la temperatura a poco a poco, per scaldarla senza darle il tempo di reagire, finchè non è troppo tardi, pochi secondi prima che la pelle si laceri.”

Pagine: 312

Acquistalo subito: Non sono un mostro

Editore: SEM
Traduttore: S. Cavarero
Data di uscita: 7 Novembre 2017
Prezzo: € 19,00
Pagine: 312
ISBN:
9788893900416

In un centro commerciale di Madrid, nel mezzo della confusione di un pomeriggio di acquisti, qualcuno osserva i bambini che giocano. Sarebbe facile sceglierne uno e rapirlo. Molto facile, se solo la mamma si allontanasse… Ecco, una mamma si distrae. Per un attimo lascia la mano del suo piccolo per guardare una vetrina. Abiti colorati, scarpe meravigliose. È lontana. Quanto basta. Al mostro bastano pochi secondi. Qui inizia l’incubo, all’improvviso. Eppure c’è qualcosa di peggio d’un incubo che ha per involontario protagonista un bambino indifeso. È quando lo stesso incubo si ripete a distanza di tempo. Prima uno, poi un altro… Non c’è nemmeno il tempo di respirare per i personaggi principali di questo thriller che ha convinto i lettori spagnoli salendo al vertice della classifica dei libri più venduti: Ana Arén, ispettore di polizia, e Ines Grau, giornalista e scrittrice, sprofondano in un’indagine ad alta tensione che le vede allo stesso tempo predatrici e prede.

E adesso si ripete tutto. Un bambino identico a Nicolàs che sparisce nel nulla, esattamente nello stesso posto. Sembra una spirale. E c’è di nuovo lei a dirigere le indagini.

Source: Pinterest

L’altro protagonista di oggi è un thriller che non vedevo l’ora di leggere, si tratta di “Non sono un mostro” di Carme Chaparro, pubblicato da SEM.

Questo è un romanzo che affonda gli artigli in un aspetto inquietanti e preoccupante della società odierna, ovvero, tratta in maniera approfondita ed introspettiva di tutto ciò che accade intorno ad un caso di cronaca nera, tutta l’attenzione dei media che fuorvia le menti degli spettatori e lo fa utilizzando uno dei crimini più tremendi fra tutti, il rapimento di bambini. Ma non si ferma qui, allo stesso tempo mostra il rovescio della medaglia, le forze dell’ordine impegnate ad acciuffare un criminale inafferrabile, invisibile, Slenderman.

Il termine “slenderman” significa “uomo magro”, quasi a suggerire che questa sua condizione sia dovuta alla sua grande “fame”, una voglia matta e sconsiderata di ottenere ciò che cerca, di affondare i denti nel frutto più proibito fra tutti quanti.

Non a caso il romanzo si apre con il predatore alla ricerca della sua prossima vittima, un bambino di quatto anni chiamato Kike, poi dopo scompare anche Pablo. Eppure prima di ritornare ad occupare una grossa fetta dei media, Slenderman ha “dormito” per due anni, tenendosi stretta la sua prima vittima, trascinandola con sé in un lungo letargo costellato da orrori.

Stavolta, come spesso accade nel mondo reale, qualcuno ha voluto disturbare il cane che dormiva, provocandolo, lanciandogli un sassolino e questo solo per poter vedere le sue zanne. Il problema è che una figura del suo calibro non si limita solo a mostrarli i denti, ma è così bramoso, così arrabbiato che li affonda nella carne del primo che passa.  È proprio così che i media passano da messaggeri diventano micce pronte a far esplodere la follia predatoria di questo criminale.

Magari questo è il mio giorno fortunato. Al solo pensiero mi viene l’acquolina in bocca e fremo come una foglia. Lo riguardo e scatta il colpo di fulmine. Sì, è lui. Quel bambino sarà la salvezza. Il gioco ha inizio. Questa volta sul serio. È il punto di non ritorno.

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All’ispettore di polizia Ana Arén spetta l’arduo compito di far cessare l’ondata di terrore di Slenderman, che com’è successo anni prima, è riuscito a tenere nuovamente in pugno un’intera nazione.

Dall’altra parte abbiamo, Ines Grau, giornalista famosa e sempre a caccia di scoop, che questa volta si ritrova fra le mani qualcosa di più di un semplice caso mediatico. Questa volta si ritrova a combattere contro il lato più oscuro del genere umano, quello più primitivo, quello più selvaggio e come ben sappiamo la lotta contro il male è sempre impari, non ci sarà Excalibur che tenga questa volta, ogni colpo incassato fa male.

Per la prima volta in assoluto vedo entrambe tutte le parti all’opera in egual misura, da un lato l’ispettore di polizia che cerca strenuamente di dimostrare di potercela fare, di riuscire a proteggere i cittadini più vulnerabili, dall’altra parte la giornalista a caccia di un nuovo articolo che possa riportarla alla ribalta per ricoprire prime pagine di giornali esclusivi che venderebbe l’anima al diavolo pur di saperne di più su questo famigerato predatore seriale. Poi c’è lo Slenderman, che cerca a sua volta di nascondere al meglio le sue tracce, di rendersi invisibile agli occhi di tutti per poterli colpire alle spalle.

Carme Chaparro è una giornalista molto famosa in Spagna e sapete come succede, no, quando si ha quel livello di fama è facile pubblicare un romanzo e farlo passare per l’esordio dell’anno. Questo non è il caso, il suo romanzo merita tutti i riconoscimenti che ha avuto, la sua non è una fama comprata con i soldi, ma con la bravura. E questo lo si vede già dalle prime pagine, non si ha quella sensazione di eccitazione che una nuova lettura porta, no, qui si entra nel vivo dell’azione e quello che lascia è solo inquietudine e impotenza di fronte a tanta brutalità. Come se non bastasse, il finale è uno schiaffo che arriva all’improvviso, il cui dolore si propaga poco a poco, espandendosi lungo i nervi fino ad arrivare a colpire il cuore.

“Nicolàs non riapparve mai più. E la vita, in tutti gli aspetti più sconfortanti della quotidianità, andò avanti, un secondo dopo l’altro. Un minuto dopo l’altro. Un giorno dopo l’altro. Tempo su tempo. E intanto erano già trascorsi due anni. Due anni senza Nicolàs. Due anni senza Slenderman. Finchè non si volatilizzò Kike. E i titoli in prima pagina tornarono. Insieme alla paura. E al vuoto.”

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“Non sono un mostro” è un thriller che non promette niente, lascia che sia il lettore a giudicarlo e ad invogliarlo a proseguire nella lettura. Questi sono i tipi di romanzi che preferisco, che senza paragoni o castelli in aria riescono a centrare il bersaglio.

I personaggi sono delineati il più realisticamente possibile, sbagliano e sono impulsivi perché sono umani e come tali hanno un limite e quel limite arriva nel momento in cui capiscono di non essere abbastanza forti per contrastare il male che attanaglia il nostro mondo.

Lo stile della Chaparro riesce ad incollare il lettore alle pagine, che attraverso riflessioni e temi attuali non perde mai l’interesse nell’andare oltre e penso che quando un romanzo riesce ad alimentare la voglia di leggerlo è già una grandissima vittoria.

“Non sono un mostro ma posso apparire come tale, celare la parte più oscura di me dietro questa maschera di carne, ma ciò che sono, ciò che sarò e ciò che sono sempre stato non è altro che fame”. È proprio questo il cuore di questo romanzo.

May the Force be with you!
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