Let’s talk about: La terra sotto i piedi di Anna Vivarelli

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Prima che la paura gli sbarrasse la strada, prima che il rancore gli mangiasse il cuore, avrebbe dimenticato quella storia per un po’. Un giorno avrebbe rimesso a posto le cose, ma ora era tempo di puntare avanti.

Pagine: 144

Acquistalo subito: La terra sotto i piedi

Editore: Il Battello a Vapore
Collana: Vortici
Età: 11-13 anni

Data di uscita: Aprile
Prezzo: € 13,00

Venezia, XVIII secolo. Samuel è un orfano del ghetto. All’ennesima lamentela per i suoi furtarelli al
mercato, il rabbino Abrabanel lo spedisce a casa del ricco commerciante Badoer per fare compagnia al figlio Ludovico, affetto da una strana malattia. Ben presto, però, Samuel scopre che il suo compito è anche un altro: durante le lezioni, a ogni comportamento sbagliato, è lui a subire le punizioni corporali al posto di Ludovico, di rango troppo alto per riceverle direttamente. Whipping boys, così venivano chiamati i ragazzi come Samuel. Lui, tuttavia, non reagisce alle umiliazioni che il precettore gli infligge, e riesce perfino a creare un legame con Ludovico grazie agli scacchi. Ma quando la posta in gioco si fa troppo alta, Samuel è costretto a fuggire. E saranno proprio gli scacchi a indicargli la via da seguire oltre le mura del ghetto di Venezia, verso un mondo ancora tutto da scoprire.

E quando lo assalivano la malinconia e il rancore fingeva allegria, come aveva visto fare agli attori e dopo un po’ i mostri nella testa se ne andavano.

Source: Pinterest

Davvero ciò che conta è la destinazione? Quante volte mi sono chiesta se raggiungere la fine di un viaggio velocemente sia meglio di affrontarne uno lungo e ricco di tappe? E alla fine la risposta era davanti al mio naso, infatti, non è tanto importante raggiungere in fretta la propria meta, bensì godersi il viaggio per giungere ad essa.

La collana Vortici, non mi stancherò mai di dirlo, è magnifica. Non solo perché è destinata ai teenager e attraverso le narrazioni proposte permette loro di entrare nell’ottica di determinate tematiche, godendosi al tempo stesso una bella storia, ma anche permette loro di prendere come esempio il meglio dei personaggi che danzano fra le righe.

Le storie di questa collana sono non sono soltanto opere di finzione, sembrano invece racconti di vita vera, anche se in realtà non lo sono, però portano con sé quella profondità che rende tutto tangibile.

 Ne “La terra sotto i piedi” di Anna Vivarelli, Samuel intraprende un viaggio e, fra alti e bassi, si rende conto che ogni passo compiuto è come un mattone che va a costruire il suo essere, e che pezzo dopo pezzo, a seconda delle sue scelte, dà una forma a quello che sarà il suo futuro. Fra le pagine di questo romanzo si respira l’amarezza di chi, agli occhi di tutti, nasce con un destino già segnato solo perché appartiene ad una cultura e religione differenti.

Quella sera dormì in un piccolo giardino che profumava di gelsomino a lato di un cimitero: la sua borsa come un cuscino, il cielo stellato come coperta.

Sketch di Dan Hogman

Samuel è poco più di un ragazzino, orfano di padre e madre, e che ha vissuto sempre sotto le cure del rabbino Abrabanel. La sua vita si snoda fra i canali di Venezia, più precisamente nel ghetto in cui sono confinati gli ebrei e dove ha imparato che per sopravvivere qualche volta bisogna infrangere la legge ed osare oltre i limiti imposti dalla società.

Questa sua propensione a mettersi nei guai spinge il rabbino a prendere misure estreme, come mandarlo presso la famiglia di Ludovico, figlio di un nobile, affinché gli faccia da accompagnatore. Quello che Samuel scopre, invece, è che oltre a fare compagnia al ragazzino malato deve anche essere punito al suo posto, aiutando qualche volte in cucina se vuole mettere qualcosa sotto ai denti.

Forse in cuor suo il rabbino sperava che vivere una simile esperienza potesse dare un po’ di buon senso a Samuel, potrebbe essere. Quello che invece Samuel ne ha ricavato, oltre al dolore delle punizioni, è stato imparare qualcosa di nuovo, un gioco complesso quanto affascinante, gli scacchi.

Io non so voi ma conosco gli scacchi soltanto di vista, io sono più per la dama, a dire il vero, ciò nonostante quello che so per certo è che un gioco come questo si basi essenzialmente sulla strategia, sull’abilità del giocatore di leggere nella mente dell’avversario, riuscendo a capire a fondo ciò che sta macchinando e contrastare le sue mosse.

Ludovico è un asso negli scacchi e nonostante Samuel non sappia nulla di questo gioco riesce ad impararlo, passano così del tempo a sfidarsi in partire sempre più complesse, questo permette al nostro combinaguai di emergere da quello che era stato finora il suo mondo e trasformare questa nuova passione in qualcosa di più di un passatempo.

“Ragazzo, gli scacchi non si imparano, si vivono. Sono logica, controllo, dominio. Sono un male che appesta, un veleno che fa imputridire il sangue nelle vene, un vizio che fa perdere l’appetito e talvolta anche la ragione!”

Credit: Samuel Bak

Un imprevisto spiacevole costringe Samuel a fuggire dalla sua stessa città, lasciando alle spalle il suo unico amico e i bei ricordi a lui legati. Intraprende un viaggio difficile nel quale per vivere bisogna, prima di tutto e innanzitutto, sopravvivere. A cosa? Agli alti e bassi, alla fame e alla strada, ma è questo percorso ad averlo portato a maturare e anche se con rapidità, da che era un ragazzino difficile diventa invece un giovane uomo sulle cui spalle gravano gli anni passati lontani dalla sua terra.

Con uno stile semplice ma allo stesso tempo ricercato l’autrice dipinge la vita di un orfano ebreo in una Venezia del XVIII secolo colma di pregiudizi e stereotipi in cui era la massima aspirazione per qualcuno come Samuel era diventare un Whipping boy, un ragazzo tuttofare da sfruttare fino all’osso. Ma anche come spesso siano i pregiudizi ad alimentare i giudizi delle persone, etichettando il malcapitato di turno prima ancora che questo possa mostrarsi per ciò che è in realtà. Come spesso accade con gli errori dei padri ereditati dai figli, anche qui è Samuel a dover subire la sorte di chi viene messo al margine della società.

Questo è uno di quei libri che ci insegna ad aprire la mente, contemplare possibilità che un tempo non ritenevamo plausibili e oltre questo ci regala una storia difficile ma allo stesso tempo avvincente come una partita a scacchi.

 

May the Force be with you!
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