Let’s talk about: Vivissime condoglianze di Erik Facchetti (Leone Editore)

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Sono felicissima di parlarvi di questo romanzo, una novità che arriva domani in libreria: si tratta di “Vivissime condoglianze” di Erik Facchetti, pubblicato da Leone Editore nella collana Sàtura, dedicata a tutti quei romanzi che si spingono oltre la narrativa.

Pagine: 126

Acquistalo subito: Vivissime condoglianze

Editore: Leone Editore
Collana: Sàtura
Genere: Narrativa

Data di uscita: 26 Luglio
Prezzo: € 9,90

L’adolescente Tommaso giunge nel mondo dei morti dopo una puntura d’ape. Disorientato, si ritrova in una reception in cui gli suggeriscono di recarsi immediatamente dal conte Mezzabile, suo tutore designato fino al giorno dell’iscrizione all’Ordine di Cadaverato.
Convintosi di essere morto davvero, Tommaso dovrà muovere i primi passi in una «vita» caratterizzata da regole bizzarre, deceduti illustri e antiche istituzioni che cercano di governare la morte.
“Mi sento male. Odio quella parola, mi fa paura. Morto. È terribile, tragica, è la parola peggiore che uno possa sentirsi dire. Significa che tutto quello che c’è stato prima di quella parola è finito. Perduto. Andato.”

La morte è una delle più grandi incognite esistenti al mondo, una delle domande senza risposta e di conseguenza la più spaventosa di tutte perché se c’è qualcosa che intimorisce di più è il non sapere cosa ci aspetta una volta varcata la soglia dell’aldilà.

Source: Pinterest

Con il tempo alcuni hanno provato a dare un volto a questo regno, trasformandolo in un luogo di transizione, qualcosa che serve ai morti per alleviare la transizione dal nostro mondo a uno stato superiore.

Lo abbiamo visto ne La sposa cadavere di Tim Burton, in Beetlejuice e anche in anime come Death Parade o Bleach e ancora una volta una simile chiave di lettura ci viene proposta da Erik Facchetti, un autore che mi ha decisamente stupita in quanto è riuscito a costruire un mondo unico e originale per dare una spiegazione a qualcosa che è impossibile da comprendere: cosa c’è dopo la morte?

Attraverso gli occhi di un ragazzino, Tommaso, scopriamo il Mondo di Sotto, un luogo popolato dai morti, fantasmi e zombi, ufficialmente regolamentato dal Primo Deceduto, una Thanatocrazia supportata da una vera e propria costituzione.

Quello che vediamo è un mondo completamente nuovo che porta con sé dei rimasugli della nostra terra. Qui ciò che a volte tendiamo a dimenticare, ovvero i morti, diventa la base di una società; chi è morto si trasforma nel pilastro di una nuova comunità dove anche i trapassati hanno dei doveri in quanto cittadini del Mondo di Sotto ed è questo che evidenzia quanto in realtà sia complesso il worldbuilding di questo romanzo.

“Non vedo il sole, non vedo la luna, non vedo nessun astro nel cielo e non vedo nemmeno il cielo. Sopra di noi c’è un grande spazio vuoto, irraggiungibile, infinito, che non ha colore o forse ne ha molti.”

Questo universo oltre ai doveri di cui vi ho accennato porta con sé dei servizi a cui degli esseri viventi non penserebbero mai di trovare in un negozio. Un esempio? Per rendere più agevole la vita dopo la morte c’è chi si occupa di estrarre i vermi dai cadaveri, chi di assicurarsi che nessuno violi la legge, chi si occupa di informare i nuovi arrivati e persino chi ha il compito di fare belli i suoi simili, perché si sa che bisogna essere al top anche da morti.  

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Per Tommaso la morte avviene in un lampo, un po’ come sbattere le palpebre involontariamente. La puntura di un’ape tronca la sua esistenza in maniera precoce, cancellando ogni possibilità di veder crescere sua sorella o di vedere i suoi genitori invecchiare. Una consapevolezza che si scaglia come un macigno sulle sue gracili spalle.

Una vita che finisce lascia sempre un vuoto enorme, lo stesso che cresce poco a poco anche nel giovane ragazzino, ignaro della sua sorte e spaventato da ciò che è successo dopo il suo ultimo ricordo. Improvvisamente si ritrova nel Mondo di Sotto, una realtà totalmente differente dalla sua che lo spinge ad assimilare il concetto di morte più in fretta di quello che avrebbe immaginato. In breve tempo quella parola, “morte”, diventa quasi una maledizione dalla quale liberarsi, qualcosa di troppo grande per essere accettata così su due piedi, un passo non di certo facile.

Durante il suo viaggio nel Mondo di Sotto la morte mostra un altro volto, allontana tutti i “se” e li trasforma in nuove occasioni che prima non credeva fossero possibili e che ora invece si rivelano a portata di mano.

È ironico che sia proprio il regno dei morti a regalargli una nuova vita, ma lasciatemi dire che è questa una delle armi più straordinarie di questo romanzo, il sottile humour che permette al lettore di leggere la storia con un sorriso sulle labbra, senza mai rattristarlo o annoiarlo, anzi vi dirò di più, sotto questo punto di vista è anche terapeutico.

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Dare una nuova chiave di lettura a qualcosa di serio come la morte non è da tutti e in questo l’autore fa qualcosa di grande, quasi come se volesse mostrare che la morte non è la fine di tutto ma un nuovo inizio sia per chi ci lascia che per chi resta.  

L’estate sta tirando fuori diverse letture interessanti, molte piene di fantasia e di innovazione, idee fresche che servono a darsi una spinta, un buon modo per contrastare le brutture della vita. Tra queste di sicuro spicca “Vivissime condoglianze”, un romanzo con un occhio critico verso la nostra società e la mente aperta che punta verso un orizzonte diverso, una lettura che vi consiglio vivamente sia per la storia che per il modo di narrare dell’autore, curato nei minimi dettagli e con molto da offrire a noi lettori.

Vivissime condoglianze è qualcosa che si dice quando si perde qualcuno, ma si sa in un mondo di fantasia può tramutarsi nei più cordiali dei saluti.

“Non ci avevo pensato prima e ora che l’ho realizzato mi viene un nodo alla gola. Rimarrò per sempre adolescente. Non avrò la possibilità di crescere, di vivere la vita vera, di dare il mio primo bacio […], non vedrò la mia sorellina diventare grande, i miei genitori invecchiare… il dolore è attutito dal mio essere morto, eppure c’è ed è proprio lì.”

 

 

 

May the Force be with you!
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