Review Party: Cercando Juno di Gary D. Schmidt

E fu in quel momento che scoppiai a piangere. A piangere come un bambinetto dell’asilo, davanti a tutti. A piangere perchè Joseph non era semplicemente un mio amico. Io stavo dalla sua parte. E lui dalla mia. Ecco qual è l’amore più grande.

IL ROMANZO

Acquistalo subito: Cercando Juno

Editore: Il Battello a Vapore
Collana: Vortici
Età: 12 anni
Prezzo: € 12,00
Pagine: 168

Joseph, padre a tredici anni, non ha mai visto la figlia, data in affido alla nascita. La sua non è stata una partenza fortunata: della madre non si sa molto e il padre è violento e alcolizzato. Ecco perché, dopo un’esperienza in riformatorio, viene affidato a una famiglia nel rurale Maine.

Qui, scopre che cosa significa essere parte di una famiglia, che cosa si prova ad avere qualcuno che ti copre le spalle, come ci si sente sapendo che qualcuno crede in te. Il che rende ancora più difficile abbandonare la piccola Juno… È il dodicenne Jack, il fratellino acquisito di Joseph, che s’incarica di raccontare la storia di questo padre adolescente, problematico e sensibile, ostinato e ferito, e del suo grande amore.

COPERTINE A CONFRONTO

 

Let’s talk about “Orbiting Jupiter”

Joseph era di nuovo davanti alla finestra. La luna era tramontata. Lui cercava Giove nel freddo e nel buio.

In occasione del review party condivido con voi le mie impressioni sul romanzo “Cercando Juno” di Gary D. Schmidt, pubblicato da Il Battello a Vapore per la collana Vortici.

Questa è una delle uscite che più aspettavo con ansia e dopo aver avuto modo di leggere il romanzo, sono felice di dire che non ha deluso le mie aspettative. Gary D. Schmidt porta in scena la travagliata storia di Joseph Brook, un ragazzo di tredici anni, che ha già avuto un assaggio di quanto la vita possa essere dura.

Questa è una lettura che mostra quanto grande possa essere l’amore. Non si ferma mai di fronte a nulla. Anche quando la posta in palio è alto e significa venire sbattuto nuovamente in un riformatorio. Joseph non ha paura di lottare quando si tratta di ritrovare la sua bambina, sua figlia Juno.

Joseph aveva sempre una fotografia con sè. A volte la tirava fuori dal portafoglio e la osservava. La teneva in modo che nessun altro potesse vederla. Nemmeno io.

Joseph Brook ha solo tredici anni quando esce da Stone Mountain, un riformatorio maschile nel quale era stato costretto ad andare dopo un terribile episodio con la famiglia della sua ragazza, Madeleine.

L’inesperienza di entrambi ha dato alla luce Juno, una bambina bellissima, che i giovani genitori non abbracceranno mai. Joseph non sentirà mai il pianto di sua figlia o la voce di Madeleine che tenta di calmarla.

Joseph viene affidato a una casa famiglia dove poter ricominciare, vivere finalmente la sua adolescenza, lasciando da parte Juno, sua figlia. Una famiglia è pronta ad adottare la bambina ma Joseph non riesce ad accettare l’idea di non poterla crescere e questo lo distrugge, poco a poco. Madeleine è lontana, in un posto che non riuscirebbe mai a raggiungere, pur volendolo ed è questo che lo spinge a lottare per sua figlia, a guardare ogni notte il cielo e cercare Giove tra le stelle, senza mai perderlo d’occhio.

E girava e girava, tutt’intorno, e mi domandai se non stesse pattinando sotto quell’argenteo chiaro di luna insieme a Maddie.

Jackson Hurd è il figlio della famiglia che accoglie Joseph ed è anche il nostro narratore, quindi guida lungo tutta la storia. Attraverso i suoi occhi si riesce a scorgere il dolore e la paura di Joseph, ma anche l’amore e la malinconia che si impadronisce del suo sguardo quando parla di Maddie.

I due sono simili e allo stesso tempo così diversi eppure riescono a legare al punto che Jack sente Joseph come un fratello, il solo e unico. Pur conoscendolo da poco tempo abbraccia la sua causa, ovvero trovare sua figlia affinché possano avere un momento insieme, Joseph non vorrebbe che questo, ma in mezzo a quel desiderio scorre un mare di burocrazia, divieti e l’avidità di suo padre, che vorrebbe incassare soldi per firmare il documento di adozione di Juno.

Come se non bastasse a scuola è dura. I compagni di classe evitano Joseph perché ritenuto un delinquente e solo pochi insegnanti riescono a vedere oltre l’apparenza, oltre le voci di corridoio che riempiono la scuola, ma anche la cittadina stessa. E in questo scenario la neve continua a cadere, a ricoprire ogni cosa, mostrando uno spettacolo immacolato mentre le persone continuano a macchiare quella purezza.

Nel Maine Joseph capisce cosa significa far parte di una famiglia, persone che nonostante tutto lo trattano come un essere umano e non gli riversano il loro veleno addosso. Impara anche cosa vuol dire avere qualcuno che si preoccupa e cerca di aiutarlo quando è in difficoltà, un mondo per lui estraneo, dal momento che suo padre non ha fatto altro che trattarlo come una “bestia” al macello.

E girava e girava, con le stelle affilate che stavano a guardare. Con la luna bassa. Con Giove sopra le montagne.

Il vortice creato da Gary D. Schmith è riuscito a travolgermi in pieno con la sua delicatezza e malinconia, poco a poco sono rimasta vittima di una storia carica di significato, dove i personaggi sono stati delineati alla perfezione. Non è facile riuscire a tradurre una storia del genere, mostrando tutti gli aspetti negativi e positivi della questione, senza cadere nello scontato, come capita spesso ad altre storie. L’autore è riuscito ad aprire uno squarcio sul mondo dei genitori adolescenti, mostrando allo stesso tempo quanto possa essere dura la vita quando si ha a che fare con un genitore violento, ma non si ferma solo a questo. Porta in scena anche le conseguenze di uno sbaglio che si riversano su innocenti e anche quando si cerca di “sistemare” le cose, ci sarà sempre qualcuno che tenterà di impedirlo.

“Cercando Juno” è, come recita la collana, un romanzo imprevedibile, una storia che spinge il lettore ad immergersi completamente fino a restarne prosciugato ed è vero, niente è più come prima.

 

I vortici si creano all’improvviso quando due correnti si incontrano, quando una storia trova il suo lettore. I vortici crescono, trascinano, sono imprevedibili, non si sa se o dove nasceranno, l’unica cosa certa è che una volta tornata la calma, niente sarà come prima.

La collana de Il Battello a Vapore è dedicata ai ragazzi tra gli 11 e i 14 anni, proponendo storie in grado di travolgerli, storie che, come dice anche il motto, crescono lentamente portando a galla una miriade di emozioni.

I protagonisti dei vortici sono ragazzi messi alle strette dalla vita, ma che non smettono mai di lottare, né per loro né per coloro a cui tengono. Uno di questi è Joseph, ma anche Tia, Cece, Marshall e Tamaya, ma anche il protagonista di “Voce di lupo”. Ognuno di loro affronta le avversità non dandosi mai per vinti, nonostante i continui ostacoli che continuano ad incontrare.

Lasciate che vi presenti gli ultimi romanzi che arricchiscono la collana “Vortici”. Tra le novità troviamo il romanzo di Daniela Palumbo, “Noi, ragazze senza paura”, quello di Daniela Morelli, “La metà del sole” e infine Antonio Ferrara, “Mangiare la paura”.

 “Noi, ragazze senza paura“: Margherita Hack, Denise Garofalo, Franca Rame, Franca Viola, le maestre marchigiane, Ilaria Alpi, Alda Merini, Teresa Mattei… scienziate, giornaliste, maestre, rivoluzionarie: donne italiane molto diverse tra loro, ma tutte indipendenti, fuori dagli schemi, coraggiose. Note, meno note o sconosciute, le ragazze che hanno ispirato le otto storie di questo libro un giorno hanno guardato in faccia le loro paure e hanno detto “no”. A volte pagando un prezzo altissimo, a volte semplicemente scegliendo di vivere la propria vita così come desideravano. Il loro gesto ha rotto con il passato, abbattuto muri, scardinato pregiudizi e, soprattutto, tracciato la strada per il più grande sogno di ogni ragazza a venire: la libertà.

La metà del sole: Morsa da una vipera a cinque anni, rifiutata dalla famiglia perché zoppa e non abbastanza forte per lavorare sui versanti montani, Hannelore ha un dono: prevede il futuro. La guaritrice del villaggio lo intuisce e convince il marito, allevatore di cavalli, ad adottarla. Le visioni della bimba – una regina, un rogo, migliaia di cavalieri che indossano la croce – sono però cosa da tener segreta a tutti. Intanto a Bordeaux, nel 1137, Luigi VII di Francia sposa la quindicenne Aliénor d’Aquitania. I destini della regina e dell’umile montanara si intrecciano dieci anni dopo sulla via della seconda crociata, che dal cuore dell’Europa porta a Gerusalemme. Sullo sfondo della Storia, in bilico tra realtà, magia e immaginazione, si uniscono le vite di due ragazze diversissime, che tanto possono farci riflettere sul valore della libertà, su chi siamo e su cosa vogliamo dalla vita.

Mangiare la paura. Storia di un ragazzo kamikaze: Questa è la storia di Irfan, un dodicenne pakistano che entra in una scuola coranica pensando di farsi strada nella vita grazie allo studio ma che realizza ben presto di essere lì per diventare invece un kamikaze. La sua scelta finale, ovviamente molto difficile e pericolosa, sarà però quella per la vita, grazie anche agli esempi e agli insegnamenti del nonno e di un imam coraggioso…

Non perdetevi le altre recensioni del review party!

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