Review Party: Lo chiamavano Gladiatore di Andrea Frediani e Massimo Lugli

 

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Morte o redenzione: nessuna via di mezzo per quelli come lui.

22 Febbraio

Acquistalo subito: Lo chiamavano Gladiatore

Editore: Newton Compton Editori
Collana: Nuova Narrativa Newton

Data di uscita: 22 Febbraio
Prezzo: € 10,00
Pagine: 384

Roma, I secolo d.C., sotto l’imperatore Tito.
Aurelio fa fallire l’impresa che gli ha lasciato il padre e, minacciato dagli usurai, è costretto a farsi schiavo per i troppi debiti. Finisce così in una scuola di gladiatori: ha talento nell’arena, ma deve fronteggiare la rivalità dei compagni. Un aiuto gli arriva da Clovia, una donna senza scrupoli che, grazie a una misteriosa pozione, ha trovato il modo per potenziare le doti atletiche dei combattenti su cui scommette…
Roma, giorni nostri.
Valerio si è innamorato di una prostituta ed è determinato a liberarla dai suoi protettori. Da quando è finito sul lastrico, rovinato dal suo socio in affari, però, non ha più un soldo e l’unica sua fonte di guadagno sono i combattimenti clandestini di arti marziali. Per sopravvivere in quel mondo spietato, sarà costretto a ricorrere a soluzioni più estreme…
E questo, per quanto strano possa apparire, legherà il destino di Valerio a quello di Aurelio, vissuto duemila anni prima. Per entrambi i combattenti, dietro l’angolo si nasconde l’insidia che potrebbe distruggere le loro vite.

Ma come ci si era infilato, così poteva uscirne. Poteva riscattarsi. Era il solo modo per salvare non solo la sua vita, ma anche la sua anima.

Source: Pinterest

C’è chi dice che la storia sia un cerchio, dove inizia finisce e oggi ne ho avuto un esempio fra le mani. Sto parlando del romanzo di Frediani e Lugli, “Lo chiamavano Gladiatore”, appena sbarcato in libreria per Newton Compton Editori.

Questo romanzo ruota attorno al significato della libertà, che se per uno viene intesa come spezzare le catene della propria schiavitù, per un altro diventa vuol dire farsi spezzare le ossa per liberare qualcuno a cui tiene.

Aurelio e Valerio sono due facce della stessa moneta, il primo è un gladiatore che fa una sorta di patto con il diavolo per riuscire ad ottenere la libertà che tanto sogna, mentre il secondo è un uomo alla deriva che decide di inabissarsi nelle profondità del male per comprare la libertà della sua donna.

La vita di Aurelio Cecina sfuma ancor prima che possa viverla appieno. Pieno di debiti, inseguito dagli strozzini della peggior specie, la sua vita è una freccia scoccata al momento giusto, la cui punta affonda sempre di più con il passare del tempo. Diventa gladiatore, ma c’è una differenza abissale fra il scendere nell’arena ed esserlo a tutti gli effetti. Non basta combattere, bisogna guadagnarlo quel titolo, con le unghie e con i denti ed essere pronti al peggio. Significa vivere la propria vita sospesi fra la vita e la morte, dimostrando che anche quando tutti sono pronti a darti per spacciato, si riesca sempre e comunque a restare in piedi.

La vita di un Gladiatore è anche scandita dalle scommesse che gli spettatori sono disposti a fare, più un guerriero è forte e quotato e maggiore sarà la sua gloria. Non a caso Clovia, la moglie del senatore, una donna ninfomane e avara, cerca sempre non soltanto di soddisfare i propri appetiti ma di avere fra le mani il cavallo vincente, colui che sarà in grado di arricchirla e per questo è disposta a servirsi anche del suo siero del supersoldato, un elisir in grado di trasformare qualunque uomo in un guerriero potente e invincibile.

“Nessuno è lì per lo spettacolo, quello che conta sono le scommesse.”

Source: Pinterest

Dall’altra parte abbiamo Valerio Mattei, la vita non è stata clemente neanche lui. Come Aurelio deve fare di tutto per sopravvivere, anche se significa vendersi l’ultimo ricordo di cui è in possesso, come se non bastasse è indietro con gli alimenti della sua ex moglie e questo lo spinge ad abbandonarsi a sé steso. In bilico nel filo del rasoio non sa fino a quando potrà resistere, almeno fino a quando non incontra Helena, è allora che la sua vita è destinata a cambiare radicalmente.

Helena è una delle tante donne che non hanno scelto di fare la prostituta ma sono state costrette, per questo motivo non si sarebbe mai aspettata di incrociare qualcuno come Valerio, un uomo che in breve tempo comincia a cadere vittima del suo fascino, tanto da rischiare la propria vita pur di salvarla, anche se significa battersi per l’uomo che tiene in “ostaggio” la sua libertà.

Il mondo dei combattimenti clandestini è spietato, non ha regole, l’unica cosa da fare è restare in piedi fino alla fine dell’incontro. Nonostante Valerio sia forte, scoprirà che una volta entrato nel giro, la potenza non basta.

“Il valetudo è una forma di lotta. Il nome è tutto un programma: vale tutto. Niente regole, niente categorie di peso. Uno spettacolo sanguinoso e cruento.”

Source: Pinterest

Questo è un romanzo diviso in due, dove passato e presente si scontrano, regalando al lettore uno squarcio vivido di due epoche differenti che hanno molti più elementi in comune, anche se distanti.

È il mio primo approccio con Andrea Frediani, scrittore di romanzi storici, ma è bastato questo assaggio ad invogliarmi a proseguire nella scoperta di altre sue opere.  La sua penna tratteggia a meraviglia gli usi e costumi di una Roma lontana mille anni, rendendola palpabile agli occhi del lettore. Per quanto riguarda Massimo Lugli, ero abituata al suo stile, personalmente lo adoro. Nel descrivere la società odierna sceglie di non romanzarla, ma di affondare il lettore in quella che è la realtà dei fatti, una nave che affonda senza il proprio capitano. I due autori si mescolano perfettamente senza mai annoiare chi legge, anzi, invogliano a proseguire e scovare il mistero che lega due uomini distanti secoli.

Il libro si presenta come un ottimo ibrido fra thriller e romanzo storico, unendo insieme due storie parallele che per ironia della sorta si intrecciano in un punto fisso. Spetta a voi lettori scoprire quale sia.

“Lo chiamavano Gladiatore” è un romanzo potente, la cui storia riecheggia nel tempo, partendo dall’Impero Romano per arrivare fino a noi e sono gli echi di Aurelio a giungere all’animo di Valerio, spingendo quest’ultimo a dare tutto sé stesso per restare in piedi.

May the Force be with you!
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