Review Party: Introspettiva di Serena Bilanceri

“E su quella terra, puntuale,
la mia ombra mi seguiva ogni giorno,
vigile, si estendeva, mi attraversava
e moriva in me.”

IL ROMANZO

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“Introspettiva” è la fotografia che l’autrice scatta a se stessa guardandosi allo specchio. Scatto dopo scatto si svela, spogliando l’anima da pesanti zavorre del suo vissuto e aprendosi al cambiamento e alle nuove sfumature dell’essere. Così, nello stesso specchio, chiunque, osservandosi bene, potrà arrivare a vedersi. “Introspettiva” è quindi un’esortazione a leggere meglio dentro di se’ e ad ascoltarsi di più per conoscersi, scoprirsi e accettarsi. Grazie all’accettazione, infatti, si può arrivare a quella consapevolezza che, nel tempo, ci porterà le giuste risposte.
Serena Bilanceri inizia giovanissima a lavorare nel mondo della moda e della televisione. Successivamente, seguendo sempre più le sue inclinazioni artistiche, si dedica alla recitazione e alla pittura. Introspettiva è la sua prima raccolta di versi.

Questi scritti hanno ispirato la sua serie di quadri “Cuoreinverso”. Foto e disegni dell’autrice.

Let’s talk about “Introspettiva”

 

“e mentre la notte ti stava a guardare,
la tempesta più grande
era dentro di te.”

La protagonista di questo review party è la raccolta di poesie di Serena Bilanceri, “Introspettiva”. Il titolo stesso preannuncia il tema dei versi, si tratta infatti di un viaggio tra le pieghe dell’essere di chi scrive, svelandosi poco poco e permettendo così a chi legge di comprendere la figura a tutto tondo che si cela dietro al libro.

“Introspettiva” è anche un’esortazione a guardare dentro noi stessi e accettarci per quello che siamo, essere umani dalle mille sfumature che arricchiscono il grande quadro della vita. Osservando attentamente il riflesso nello specchio l’immagine non appare più distorta, ognuno di noi riuscirà a vedere sè stesso e accorgersi che per tutto questo tempo non si era altro che una figura sfocata o distorta, sempre di fretta o ignara di ciò che la propria immagine raccontava di sè.

“e nel tempo, mi irrobustivo.”

Siamo in continua evoluzione. Per quanto le esperienze riescano a provarci, siamo esseri in grado di imparare. Ogni singola esperienza, anche quella negativa, insegna qualcosa ed è nel momento in cui apprendiamo che la nostra corazza diventa più dura.

La vita è un continuo camminare sulla spiaggia, evitando schegge di vetro e mentre lo sguardo si posa su ognuna di loro, le piccole cose sfuggono, i momenti passano, dettati dal ritmo del tempo che sentenzia le nostre esistenze.

Ogni scheggia sulla sabbia ci mostra una diverso aspetto di noi stessi, frammenta la nostra immagine come uno specchio rotto, portando alla luce una nuova consapevolezza di noi stessi.

“Indossi un abito in pelle
dove le pieghe della vita
diventano le piaghe della tua esistenza”

E mentre il tempo passa, scandito dalla frenesia della vita, la nostra pelle, il nostro “guscio” si ripiega su noi stessi, sulla nostra “anima di creta”, prendendo l’aspetto di quella stessa anima plasmata da ogni nostra esperienza, sfoggiando i solchi che tracciati dal nostro cammino resi visibili ed evidenti.
Ogni nuova ruga rappresenta una parte del nostro animo nascosta agli occhi fino al momento della sua rivelazione, che a volte lascia stupefatti anche noi stessi.

Attraverso le poesie che compongono questo libro si traccia quindi un percorso, quello dell’autrice, ma allo stesso tempo ci invita a segnare anche la nostra strada, ad intraprendere quel viaggio all’interno di noi stessi, un po’ pericoloso ed un po’ necessario, che ha lo scopo di renderci consapevoli che spesso siamo dei perfetti sconosciuti perfino per noi stessi, mentre per gli altri restiamo maschere anonime.

Come un serpente che fa la muta della sua pelle, anche noi la mutiamo, abbassiamo le difese della nostra corazza e mostriamo poco per volta qualcosa di più noi, sia a noi stessi che agli altri, lasciando cadere, infine, la maschera che ci siamo portati dietro per tutta la vita, nel momento in cui si smette di preoccuparsi del giudizio altrui e ci si mette a nudo.

“Allora torno sui miei passi
e cambio direzione.”

Solo conoscendo noi stessi possiamo comprendere appieno il nostro percorso, quello passato, presente e futuro, riuscendo a decidere, infine, di fronte al precipizio che ci sbarra la strada se andare avanti e fermarsi alla fine della caduta o cambiare strada e conoscerci ancora un po’ prima di affrontare il baratro.

Con la giusta introspezione si può arrivare a comprendere meglio sia noi stessi sia il mondo che ci circonda, permettendo di aprire nuove strade che possono portare a nuove scoperte e nuovi orizzonti.

L’introspettiva di Serena Bilanceri è quindi un viaggio alla scoperta della sua vita, della sua anima e della sua intrinseca essenza, ma spero che sarete nostri compagni nell’affrontarlo con la lettura della sua raccolta di poesie.

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Facoltativa:

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Siamo giunti alla fine.
Il viaggio continua con la raccolta di poesie.
Non perdetevi il review party!

 

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