Review Party: La paziente perfetta di Jenny Blackhurst

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“E non dicano che l’orgoglio viene prima della caduta.”

29 Marzo

Acquistalo subito: La paziente perfetta

Editore: Newton Compton Editori
Collana: Thriller

Data di uscita: 29 Marzo
Prezzo: € 10,00
Pagine: 384

Karen, Eleanor e Bea sono amiche sin da quando erano bambine. Tra loro non ci sono segreti, e ciascuna conosce le altre alla perfezione. Adesso che hanno superato i trent’anni, hanno cominciato ad allontanarsi a causa delle difficoltà di tutti i giorni: Eleanor è una moglie e una madre sommersa dalle responsabilità e fatica a stare dietro a tutto; Bea è felicemente single, o almeno questo è ciò che lascia credere agli altri; Karen fa la psichiatra e, nonostante il suo passato oscuro, si considera la roccia del gruppo, l’amica su cui contare. Ma quando una nuova paziente si presenta nel suo studio con disturbi che non le sono ancora del tutto chiari, Karen comincia a temere di aver messo le sue più care amiche in pericolo. Perché la sua paziente sa cose sulle tre donne che nessuno all’infuori del loro ristretto circolo potrebbe (o dovrebbe) conoscere…

Ossessione. È iniziata poco per volta, come un treno che lascia la stazione.”

André Kertész, 1945

Con la febbre e avvolta nella mia coperta con le maniche, oggi vi parlo del nuovo romanzo di Jenny Blackhurst, “La paziente perfetta”, in uscita oggi per Newton Compton Editori.

Jenny Blackhurst è un nome che dovrebbe esservi ormai familiare, se vi ricordate, l’anno scorso è uscito “Era una famiglia tranquilla”, dove era Susan, o meglio, Emma Catwright a mostrarci il dramma di una vita devastata dal lutto, lo stesso che ha accentuato la distanza fra lei e suo marito, ma appena la sua vera identità emerge, la sua nuova quotidianità si spezza e l’incubo ritorna.

Oggi, a un anno di distanza, l’autrice ritorna, mettendo in scena un nuovo tormento per la sua protagonista. Questa volta è Karen a dover vivere il suo personale inferno, tormentata dalla comparsa di Jessica Hamilton. Sapete quando si ha quella terribile sensazione che qualcosa di orribile stia per accadere? Karen comincia a sentirla nel momento che Jessica si presenta a lei, più che come paziente, come predatore, uno di quelli affamati pronti a giocare con la propria preda pur di divertirsi e intanto di insinuare dubbi nella psiche, piegando il malcapitato di turno, poco a poco, per poi spezzarlo in un colpo solo.

Le parole di Jessica risuonano sempre più strane, nega l’evidenza, si nasconde nelle parole e intanto colpisce, affonda la lama, e poi si ritrae. Il suo è un gioco assurdo quanto pericoloso, ma dal momento in cui entra nella vita di Karen è chiaro che è disposta a spingersi oltre pur di ottenere ciò che vuole.  

“Non avrei lasciato che accadesse di nuovo. In quei giorni, tutto quello che avevo fatto aveva a che fare con la lotta di potere che c’era dentro la mia testa. Io contro di loro. E sapevo che avrei vinto io. Avrei ottenuto quello che tanto desideravo; mi sembrava già di vederle perdere.”

André Kertész – Eye and Lips,1970

Questo insolito incontro non coinvolge soltanto la psichiatra, Karen, ma anche le persone a cui tiene, le sue amiche. Bea ed Eleanor, nonostante col passare del tempo si siano allontanate dalla loro amica per affrontare i loro problemi non hanno mai smesso di tenerci.

Bea è sempre più consumata dalla monotonia del suo lavoro e annoiata dalla sua vita sentimentale mentre Eleanor ha da poco avuto un bambino, quindi si trova in quella delicata fase in cui tutto si svolge a un ritmo frenetico ma lei non riesce a trovare la sua collocazione e viene sotterrata dalla routine e la vita da neo mamma.  

Per gli amici si è disposti a tutto. Nonostante i loro problemi però cercano in tutti i modi di compiere un gesto carino nei confronti della loro amica, anche a costo di caricarsi di altri impegni da recuperare in seguito. Ma Jessica, anche quando non è nei paraggi, la sua presenza grava sulle spalle di Karen. In lei nasce spontaneo mettere una barriera fra lei e la sua paziente, eppure, ciò nonostante il vederla con il marito di Eleanor comincia ad accendere in lei un campanello d’allarme. Il suo lavoro le impedisce di spifferare delle sue sedute e ciò che ha visto potrebbe mettere fine al matrimonio della sua migliore amica. È una situazione frustrante quella in cui si trova Karen, che ancora una volta deve fare una scelta difficile: proteggere le persone a cui tiene o rovinare ogni cosa?

Proteggere qualcuno anche a costo di perderlo è difficile, ma l’ossessione di Jessica per la sua migliore amica la spinge a mettersi in prima linea e pur sapendo che questo è un gioco d’azzardo, Karen non si fa problemi a puntare. Ci sono cose di cui Karen non è ancora pronta a parlare, come la morte di Amy, trauma che non riesce a superare, lo stesso che l’ha portata ad ossessionarsi all’idea di dover proteggere a tutti i costi coloro a cui tiene, ma è nel tentare il tutto per tutto che accade l’inaspettato e ogni cosa si ribalta, come capita sempre, quando si ha a che fare con Jenny Blackhurst.

“Non avevano idea di cosa fosse il dolore, di cosa significasse avere il cuore spezzato o dover affrontare tutti gli altri tipi di demoni come succedeva alle persone vere. Le loro vite erano la versione semplificata di quelle dei meno fortunati.”

André Kertész, Distortion

Le tre amiche ci vengono mostrate attraverso punti di vista diversi che ci permettono di conoscerle più a fondo, questo continuo gioco di sguardi può risultare caotico, ma se avete già letto il suo precedente romanzo sapete che la Blackhurst usa il caos per dipingere in maniera realistica la quotidianità, ma anche per depistare il lettore e immedesimarlo nella vita di tre persone qualunque, immegendolo fino in fondo nella psiche dei suoi personaggi. Per non parlare del punto di vista dell’assassino, la voce fuori dal coro, descritta splendidamente in questo romanzo.

La storia ruota attorno alle tre amiche e all’ossessione di Jessica per Eleanor, che cresce pagina dopo pagina e si trasforma in un istinto famelico del lettore nello scoprire come andrà a finire la storia, che data la piega presa finirà nel peggiore nei modi, ma sarà davvero così?

Lo stile dell’autrice non è elaborato, ma semplice e conciso, arriva sempre al dunque ed è piacevole assistere a un plot twist ben elaborato, dove luce e ombra si fondono egregiamente dando vita a un romanzo interessante, accattivante, una lettura cardiopalma dalla quale è difficile staccarsi.

Questo è un thriller psicologico che personalmente mi è piaciuto, il primo degli ultimi che ho letto che finalmente mi ha dato quella carica di adrenalina di cui avevo bisogno. La trama costruita da Jenny Blackhurst è perfetta e quando si comincia a dare tutto per scontato, è lì che l’autrice ha già vinto, perché fino alla fine ogni idea che il lettore si fa viene spazzata via dal finale azzeccato per questa storia e onestamente direi meno scontato di quelli che mi sono capitati ultimamente sotto mano.

La paziente perfetta non è mai tale, spesso si trasforma in una figura indistinta che si muove nell’ombra e che pianta le sue radici all’interno della mente, trasformando le nostre paure in qualcosa di concreto e i mostri sotto al letto o nascosti dentro l’armadio sono gli ultimi di cui bisogna preoccuparsi.

May the Force be with you!
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