Review Party: Il monastero delle nebbie di Santoro e Brunoldi

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Arriva oggi in libreria il romanzo di Antonio Santoro e Pierpaolo Brunoldi,“Il monastero delle nebbie” pubblicato da Newton Compton Editori.

24 Gennaio

Acquistalo subito: Il monastero delle nebbie

Editore: Newton Compton Editori
Collana: Nuova narrativa Newton
Genere: Thriller Storico

Prezzo: € 12,00
Pagine: 329

1217. Burgos. Castiglia del nord. Il corpo straziato di una monaca viene trovato nel chiostro del monastero di Las Huelgas. Del delitto è accusata Fleur d’Annecy, una ragazza dall’oscuro passato, rifugiatasi lì con il figlio Ruggero. Il francescano Bonaventura da Iseo, noto alchimista, è chiamato dalla badessa a fare luce sull’accaduto. Se Fleur sostiene che l’assassino è un uomo misterioso, avvolto in un mantello rosso fuoco, Magnus, il terribile monaco inquisitore, è di tutt’altro avviso: è la ragazza, che ha evocato un demone nel monastero, la colpevole. Bonaventura inizia la sua lotta contro il tempo per salvare dal rogo Fleur e mettere al sicuro il figlio, mentre le mura di Las Huelgas cominciano a tingersi del sangue di chi conosce i suoi mille segreti… Riuscirà l’alchimista a scoprire chi si cela dietro la mano dell’assassino, prima che la vendetta dell’inquisitore si abbatta anche su di lui?

Sono partita per la Spagna del 1200 insieme ad  Antonio Santoro e Pierpaolo Brunoldi, che tornano nuovamente in libreria con Bonaventura da Iseo in “Il monastero delle nebbie”, una nuova indagine dal retrogusto medievale. L’anno scorso vi avevo parlato de “La fortezza del castigo”, primo capitolo della serie, e ora ritrovare Bonaventura e Fleur è stato un po’ come tornare a casa e rivivere le stesse emozioni provate la prima volta.

Ancora una volta questi due autori dimostrano di essere in perfetto equilibrio quando si tratta di regalare a noi lettori un vivido affresco di un’epoca lontana, ricca di pregiudizi e dove la paura del diverso si insinua come un tarlo, portando le persone a compiere atti avventati, dare tutto per scontato ed uccidere prima ancora di chiedere. È un quadro medievale vivido quello dipinto dai due autori, dove la fede si scontra con l’ignoto, creando un male superiore per spiegare la malvagità dell’uomo.

Il Medioevo si sa è l’espressione massima della figura dell’uomo attanagliato dalle sue paure, non per niente venivano chiamati i secoli bui, e in ogni caso quando si pensa a questo periodo storico in particolare si pensa sempre a leggende e racconti fantastici, come i poemi cavallereschi o le storie della tavola rotonda. Un’altra cosa che viene in mente è senza’altro la stregoneria, un fenomeno che affonda le sue radici nella più oscura e profonda delle paure, quella dell’ignoto.

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Ci troviamo a Burgos, nella parte nord della Castiglia, nel monastero di Las Huelgas, dove Bonaventura è stato chiamato dalla badessa per un caso delicato, l’omicidio di Margherita, per mano di una sua vecchia conoscenza: Fleur d’Annecy.

Dopo la nascita di Ruggero, il figlio della giovane, Bonaventura si era assicurato che potesse avere un posto sicuro dove stare insieme al piccolo, ma qualcosa è andato storto, l’accusa di omicidio che grava sulle sue spalle è sufficiente per farla condannare a morte. Possono le dicerie sulla giovane diventare verità assolute? La sua fama di strega continua a perseguitarla e come se non bastasse la sua amnesia potrebbe rendere difficili le indagini del frate “mago”/“alchimista”.

Ci sono due versioni in ogni storia. Da una parte abbiamo quella di Fleur che incolpa dell’accaduto il cavaliere di sangue, una figura misteriosa avvolta nell’ombra, che poco a poco diviene sfocata mentre perde i sensi e non resta nulla se non un coltello insanguinato e la sua presenza sulla scena del crimine. Tuttavia, Magnus, l’inquisitore, chiamato per essere un segugio e riuscire a stanare il male sotto qualsiasi forma si presenti, non crede all’innocenza della ragazza, il suo comportamento, le prove evidenti, indicano la sua colpevolezza.

In una corsa contro il tempo Bonaventura comincia la sua lotta fra giusto e sbagliato, bene e male, verità e menzogna, nel tentativo di strappare dalle fiamme Fleur e salvare suo figlio. Le pareti del monastero sembrano stringersi attorno ai due e nonostante continui a grondare sangue, il vero colpevole è ancora sfuggente.

Ho amato l’ambientazione, Las Huelgas, e adorato la storia, un caso particolare che si intreccia alla parte storica, dove la realtà incontra la fantasia creando meravigliose sfumature, che rendono ancora più intriganti le avventure di questo frate alchimista. Penso che una volta conosciuto Bonaventura sia facile abbandonarsi e partire insieme a lui, scoprendo la bellezza del mondo medievale e la sua crudezza. 

Il monastero delle nebbie è dunque un gradito ritorno al passato, di nuovo sui passi di Bonaventura e Fleur, alla scoperta di un Spagna sprofondata nel crimine e nell’oscurità. Tra la nebbia il pregiudizio viene a mancare la vista e l’unica cosa di cui ci si può fidare  è il proprio istinto.

“Erasmo l’aveva lasciato solo con i suoi demoni e con un unico pensiero in mente: impedire che Fleur venisse condannata per un omicidio che in cuor suo sentiva che non poteva aver commesso. Volse un ultimo sguardo alla vallata. Il sole era ormai alto nel cielo.”.

 

 

 

disclaimer: si ringrazia l’ufficio stampa di Newton Compton per la copia omaggio.

 

May the Force be with you!
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