Review Party: Non dire che era un sogno di Terenci Moix

 

 

E disse la donna: «Maledetto sia Amore, che mi uccide. Colorate di morte il Nilo. Vestite a lutto le nubi. Trasformate l’Egitto in una tomba».
E così fu. E lo sgomento scese lungo il fiume. E la morte si insediò sulle sue rive. E scese l’inferno sull’universo. Quando ebbero eseguito l’ordine, una densa coltre nera coprì i cieli in cui non passava mai una nuvola.

 

Editore: Dea Planeta
Data di uscita: 30 aprile 2019
Pagine: 528
Prezzo: 18.00 €
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Una donna piange il suo lutto d’amore su una barca che solca le acque del Nilo. È la regina Cleopatra, abbandonata dall’amante. Per ragioni di convenienza politica, il triumviro romano Marco Antonio ha infatti deciso di sposare Ottavia, sorella del suo alleato/rivale Ottaviano. Quando il rapporto con quest’ultimo si deteriora, Antonio fa ritorno ad Alessandria tra le braccia dell’ultima regina di un Egitto ormai sull’orlo del collasso. Una delle storie d’amore, ambizione, potere, sconfitta più iconiche e affascinanti di sempre raccontata con sensibilità ed eleganza da un protagonista di spicco della moderna letteratura spagnola, per la prima volta pubblicato in Italia.

 

 

Benvenuti ad un nuovo Review Party, oggi partiamo alla riscoperta di un grande classico dall’essenza moderna ed attuale, si tratta di Non dire che era un sogno di Terenci Moix, pubblicato per la prima volta in Italia da Dea Planeta Libri; nel corso degli anni l’autore ha ottenuto diversi premi letterari e si è recentemente aggiudicato il Premio Planeta. Questo viaggio ci farà approdare nell’antichità, in un mondo in cui regnavano ancora i faraoni, ormai in declino, e Roma salpava alla conquista di ogni cosa.

 

La nave romana stava ormai approdando e l’arrivo di un messaggero di Antonio era imminente, eppure l’attenzione di Cleopatra era distratta, se non assorbita, dalle opinioni presenti sul principe. Non perdeva tempo a valutarne la sincerità, men che meno a sospettare che fossero solo vili lusinghe di cortigiani. La perfezione di Cesarione era ormai universalmente riconosciuta. E non mancò nemmeno che ne lodò la bellezza. Come poteva non essere bella la creatura generata dal grande Giulio Cesare e da una discendente di Alessandro Magno?

 

Non dire che era un sogno mi ha ricordato alcuni romanzi, di cui purtroppo non ricordo il titolo, che popolavano la mia libreria dell’infanzia; si trattava di letture dedicate all’Antico Egitto, le cui copertine dai colori sgargianti attiravano la mia attenzione e facevano volare la mia fantasia di baby lettrice.
In realtà facevano parte della raccolta di mia mamma, romanzi con cui mi capitava di giocare e  di far finta di leggere le storie promettendo che le avrei lette davvero una volta cresciuta; attualmente questi cimeli risultano dispersi, ma mi ha fatto davvero piacere rievocare questo ricordo grazie alla copertina del romanzo di Moix, che oltretutto trovo davvero carina. Ho iniziato questo romanzo con grande curiosità, non conoscendo l’autore mi aspettavo però qualcosa di un pò diverso, credevo si trattasse di un romanzo più romanzato che rievocasse la storia affascinante di Cleopatra, invece ci troviamo ad avere a che fare con un narrazione storica. Questo imprevisto mi ha un pò destabilizzata, purtroppo quando si ha un’idea o un’aspettativa che viene infranta è difficile non accusare il colpo, sono sicura che se mi fossi informata prima di tuffarmi tra le pagine in modo da inquadrare meglio il romanzo, lo avrei apprezzato di più. Comunque in generale il romanzo è si è rivelato molto interessante, siete pronti per scoprirne di più?

 

Ottavia non dimenticherà facilmente la notte in cui diede alla luce la figlia di Antonio. Non perché il parto fosse stato particolarmente difficile, dato che la piccina venne al mondo dando prova della stessa stupefacente serenità che aveva valso alla madre l’ammirazione dei suoi concittadini. E neanche per via del temporale che si stava abbattendo su Atene, i cui lampi accendevano i marmi dell’agorà di una luce più intensa di quella del giorno.

 

Lo stile di scrittura di Terenci Moix è davvero molto affascinante, la sua voce è sicura e forte nel rievocare le vicende, gli intrighi, i segreti e le politiche di un tempo così antico e lontano, sepolto da polvere, fango e sabbia. La tematica storica è la chiave del romanzo, il tutto è descritto con una meravigliosa minuzia e veridicità; l’autore trasmette una grandissima cura per il dettaglio, frutto sicuramente di ricerche e studi condotti nel corso degli anni. Personalmente purtroppo non ricordo nel dettaglio queste vicende storiche, emergono dalla mia mente memorie un pò sconnesse risalenti allo studio di diversi anni fa, a livello scolastico non ho mai trattato questi argomenti in modo approfondito, ma grazie alla lettura di Non dire che era un sogno sono riuscita a rispolverare alcune conoscenze e ad immergermi di nuovo in un mondo che ho sempre trovato misterioso e appassionante. Mi è piaciuto moltissimo conoscere da vicino queste grandi figure che hanno plasmato la nostra storia attraverso le loro decisioni, i loro ordini, le loro vittorie e le sconfitte subite, le gioie, i dolori e i capricci delle persone reali che sono state. Durante la lettura del romanzo ho adorato fantasticare e rimuginare sui piccoli fatti riportati, immaginare risvolti diversi se solo Cleopatra, Marco Antonio oppure Ottaviano si fossero comportati in modo differente; il cambiamento di una mossa, magari di una risposta avrebbe potuto modificare il futuro che oggi conosciamo? Sarei capacissima di perdere ore ed ore in queste contorte macchinazioni.

 

La regina era intenta a truccare con colori accesi le guance di un manichino di cera che riproduceva le sue sembianze. Non era una novità: consapevole dell’importanza della bellezza nelle sue relazioni con i messaggeri del gran mondo, aveva imparato a crearla anche dove non c’era. E, poiché era stata educata a duecento anni di pensiero alessandrino, attribuiva lo stesso valore alla teoria e alla pratica.

 

I grandi personaggi storici raccontati dall’autore non posso non rivelarsi personalità complesse, contorte e affascinanti. In particolare Ottaviano; il bel lussurioso e problematico Marco Antonio; l’ultima e molto chiaccherata regina d’Egitto, Cleopatra; suo figlio il giovane Cesarione, l’ombra imponente del defunto Giulio Cesare e Ottavia, trovo che siano i protagonisti più importanti del romanzo, anche se le vicende, divise in quattro libri, sono costellate di tantissimi altri personaggi molto importanti ed interessanti che ci accompagnano in questo viaggio molto articolato. Mi è sembrato che l’autore abbia dato più spazio ai personaggi femminili di Cleopatra e Ottavia, mi sono parse più approfondite e presenti; mi è piaciuto molto notare questo fattore, come se Moix volesse raccontarci qualcosa in più su queste donne che hanno contribuito a fare la storia. È lecito affermare che il mondo ed in particolare la storia, sia stata vergata dagli uomini (almeno la storia che viene tramandata ed insegnata sui libri di testo), non possiamo negare che le  più importanti ed incisive figure storiche appartengano al genere maschile. Chissà quante donne sono state dimenticate nel corso dei secoli, senza vedersi attribuite le loro gesta. A questo proposito mi è piaciuto tantissimo scoprire il personaggio di Ottavia, mi ha colpito la sua tenacia e la sua forza, non deve essere stato per niente facile essere legata a Marco Antonio e combattere contro lo spettro di Cleopatra, fino all’ultimo la donna romana ha sostenuto il marito e ha prortato avanti il loro matrimonio.
Per quanto riguarda Cleopatra non mi è piaciuta molto, un personaggio del suo calibro e spessore manifestare in modo così plateale le proprie pene d’amore, mi è sembrato quasi un capriccio.

 

La nobile Ottavia si svegliò prestissimo, e non per mancanza di sonno o per colpa di preoccupazioni più serie di quelle abituali. La svegliarono le voci dei servi nell’atrio e il rumore impertinente di un carro che si allontanava. Dallo stridio delle ruote, molto più vicino del traffico che tanto disturbava i romani in quei giorni, Ottava intuì che qualcuno doveva aver appena portato una notizia importante o quantomeno singolare.

 

Non dire che era un sogno si è rivelata un lettura impegnativa ma molto interessante, perfetta se siete incuriositi da questi personaggi o dal periodo storico in particolare. Lo stile di scrittura di Moix trasmette una grande passione e una minuziosa attività di ricerca.

 

Non perdetevi tutte le recensioni!

 

 

 

 

 

Desclaimer: si ringrazia l’ufficio stampa di Dea Planeta Libri per la copia omaggio

 

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