Review Party: I pilastri della cattedrale di Massimo Aureli

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Il mio giovedì si apre con un review party dedicato al romanzo di Massimo Aureli, “I pilastri della cattedrale“, pubblicato da Newton Compton Editori nella collana Narrativa.

Pagine: 336

Acquistalo subito: I pilastri della cattedrale

Editore: Newton Compton Editori
Collana: Narrativa
Genere: Storico

Data di uscita: 24 Maggio
Prezzo: € 9,90

Roma, XIII secolo.
L’abbazia di Farfa, seconda per potenza solo a San Pietro, è guidata da Gregorio da Urbino, uno spregiudicato protagonista degli intrighi politici di Roma, inviso sia al papa che all’imperatore Federico II. L’abate, noto per essere tanto spietato quanto scaltro, tiene legato a sé un giovane di umili origini, Dante, che usa come pedina per i suoi raffinati complotti. Dante è così costretto a partecipare alle sue losche trame ma, grazie alle sue abilità, riesce ad avvicinare il potente Luca Savelli, fedele al papa e avversario di Gregorio, fino a conquistarne la fiducia. Man mano che Gregorio acquista potere, minacciando persino di rovesciare il Vaticano con un esercito abilmente radunato, il giovane si troverà a dover compiere delle scelte sempre più difficili tra la fedeltà al suo mentore e la gratitudine per l’amicizia di Savelli. Ma Dante non sa che il destino ha qualcosa di molto, molto grande in serbo per lui.
 

“La tua è rabbia, non è voglia di combattere. È pericolosa la rabbia, ti acceca e ti rende vulnerabile.”

Source: Pinterest

Era da un po’ che non mi capitava di leggere un romanzo storico senza che ci fosse la componente thriller a controbilanciarlo e devo dirlo, dopo aver completato la lettura di questo romanzo, un po’ la nostalgia per il genere mi è tornata.

Massimo Aureli è riuscito con maestria a dare spessore sia a personaggi storici che non, rendendoli a tutti gli effetti parte integrante di un unico tessuto storico del tredicesimo secolo. Il suo “esperimento”, per così dire, riesce a catturare l’attenzione del lettore trasportandolo all’interno della parte cruenta quanto spietata di una Roma divisa tra intrighi di potere e congiure.

È proprio questo particolare dettaglio che spicca per il lettore, l’assistere in “prima persona” alla sete di potere che spinge un uomo a ragionare fuori dagli schemi pur di ottenere ciò che vuole. Questo è il caso di Gregorio da Urbino, abate corrotto disposto a tutto per raggiungere i suoi obiettivi, anche se per farlo non si sporca le mani, delega qualcuno affinché i suoi rivali escano di scena. La persona incaricata di sporcarsi le mani è Dante, personale servitore dell’abate fin da quando aveva sette anni.

Dante è un giovane di umili origini, affidato dai suoi genitori a Gregorio perché altrimenti non avrebbero potuto dargli un futuro e un tetto sulla testa, avere l’opportunità di essere accolto da un abate era un grande privilegio che non poteva di certo lasciarsi sfuggire, anche se a lungo andare la decisione dei suoi genitori si è trasformata in un fardello. Essendo in debito con Gregorio, Dante, non può fiatare sui compiti da portare a termine.

“L’eremita mi disse che il sapere a volte uccide, chissà quanti ne aveva visti morire a causa dei segreti di cui venivano a conoscenza. Donato, per esempio, era stato ucciso perchè mi rivelò informazioni che non doveva rivelare.”

Source: @jupitermaverik

La storia è una linea retta per lo più fatta da azioni e conseguenze, grandi conquiste e cambi radicali nelle epoche successive.

A metà fra il 1243 e il 1245 il corso della storia ha cominciato a mutare, segnando la fine di Federico II e aprendo nuove opportunità a papa Innocenzo IV e qui che la storia di un losco individuo di nome Gregorio pianta le sue radici, germogliando e ramificandosi lungo il tessuto storico.

Da quello che Aureli ci racconta nella prefazione gli eventi accaduti durante quel periodo storico vengono rivenuti soltanto sette secoli dopo sotto forma di un anello crocialo e il “codex Sabellus”, antico manoscritto la cui esistenza è sempre stata avvolta nell’ombra.

Il nostro sipario si alza nel 1286 quando un Dante pentito ci racconta il suo percorso insieme a Gregorio in una sorta di redenzione per cancellare tutti gli orrori che ha visto ma anche le brutte azioni che ha commesso. Il sangue che è sgorgato per colpa dell’abate è anche nelle sue mani e questo ha segnato la sua intera esistenza.

La nostra storia prende vita attraverso i ricordi di Dante, che ci portano indietro nel tempo fino al 1243 quando tutto ebbe inizio. Il viaggio si rivela intenso, ricco di alti ma soprattutto di bassi, ci mostra l’altra faccia del potere, quello che ossessiona una persona fino a consumarla.

Source: Pinterest

Sin dall’alba dei tempi chi detiene il potere si sente glorificato, come se dalle sue parole risiedesse tutta la verità del mondo e che i suoi ordini siano verbo divino, quindi incontestabili. Anche Gregorio non è immune al fascino di questa forza ma non lo è neanche lo stesso Dante, spesso e volentieri ci ritroviamo ad odiare un certo tipo di persone e poi finiamo col diventarlo, attratti in maniera quasi invisibile da ciò che detestiamo più profondamente, un po’ come gli opposti che si attraggano.

Un ottimo motivo per leggere Massimo Aureli è per la sua minuziosa cura nei dettagli storici, nella descrizione di quegli avvenimenti che fanno da palcoscenico al suo narrare, dando luogo a qualcosa di credibile e assolutamente verosimile.

Sicuramente chi mastica storia tutti i giorni si accorgerà dei piccoli cambiamenti apportati dall’autore, ma nell’insieme concorderà che è difficile non apprezzare comunque la perizia con cui sono studiati anche i personaggi che non sono realmente esistiti, sia per la loro forte presenza sullo sfondo storico, sia per la loro realistica caratterizzazione.

Devo essere onesta grazie a Newton sto scoprendo moltissimi autori di romanzi thriller e storici, quest’ultimo genere in particolare non è sempre presente nelle mie letture, salvo casi eccezionali, e piano piano si sta facendo largo fra le letture che più apprezzo, facendomi scoprire la bellezza e la ricchezza del romanzo storico.

“I pilastri della cattedrale” mostra quanto sia facile cedere alle tentazioni del potere, soprattutto se fin dal principio si lotta con tutte le proprie forze per allontanarsi dalla sua fonte.

La mia giovinezza con Gregorio, le mie vicissitudini, i giochi e la voglia di potere hanno cambiato anche me.

 

 

May the Force be with you!
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