Review Party: Ricorda il tuo nome di Nicola Valentini (Leone Editore)

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Dopo il blog tour tiriamo le somme, vediamo più da vicino il romanzo di Nicola Valentini, “Ricorda il tuo nome”, tassello della collana Mistéria di Leone Editore.

Data di uscita: 7 Febbraio

Acquistalo subito: Ricorda il tuo nome

Editore: Leone Editore
Collana: Mistéria
Genere: Thriller

Prezzo: € 13,90
Pagine: 332

Al termine della Seconda guerra mondiale, due ebrei feriti sono ricoverati nella stessa clinica. Uno ha perso la memoria, l’altro l’uso delle gambe. Durante la degenza, tra i due si instaura una profonda complicità e insieme decidono di vendicarsi dei gerarchi nazisti di Buchenwald, in particolar modo dell’ufficiale Eike Aumann. I loro movimenti attirano però le attenzioni del comandante della polizia militare americana Berger e di un altro ebreo deportato, ormai noto come il Cacciatore di nazisti. Il destino dei quattro uomini si compirà al termine delle rispettive ricerche, quando giungeranno nel covo di Aumann.

Ci sono libri che si spingono oltre il genere al quale appartengono per raccontare storie difficili, frammenti di vita con i quali il lettore deve convivere, invogliano a riflettere e lasciano dietro di sè una traccia, la prova evidente che gli autori o autrici non si limitano semplicemente a narrare ma vanno oltre, arrivano a sfiorare l’animo di chi legge marchiandolo per sempre. Il romanzo di cui vi parlo oggi appartiene a questa categoria.

Ci ho pensato leggendolo la prima volta e continuo a pensarlo dopo il percorso a tappe che lo ha visto protagonista: il romanzo di Nicola Valentini non sembra per niente un debutto, il suo stile è incisivo, a tratti evocativo, ma scorrevole, è riuscito a mescolare con maestria gli elementi che amo del thriller con un background storico che non lascia indifferente nessuno. Ed è questo il punto. Per il tipo di storia che ha scelto di raccontare poteva rischiare che i due elementi, la parte storica e il thriller, si prendessero a pugni lungo la narrazione, ho detto poteva ma non è stato così, l’autore infatti ha saputo usare a suo vantaggio le parole, quasi come se lo facesse da anni, restando però equilibrato.

Perché non dimentichiamoci che questo è pur sempre un thriller. Qui si presenta in diverse sfumature, a volte è un po’ più psicologico mentre altre volte puro, grezzo, crea tensione e al tempo stesso frenesia nello scoprire come andrà avanti la storia. La voce di Nicola Valentini è potente, sembra quasi che gridi in maniera silenziosa e il suo messaggio arrivi comunque a destinazione, invoglia a scoprire il suo romanzo viaggiando indietro nel tempo fino al 1945, l’anno in cui tutto è finito. 

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Tra le pieghe della memoria vediamo più da vicino i retroscena di un campo di concentramento come quello di Buchenwald, luogo in cui Saul Ben Younes è riuscito a sopravvivere vivendo l’orrore in prima persona e documentandolo attraverso un mezzo potente come la fotografia, che in qualche modo ha fermato il tempo, intrappolando un esperienza orribile in uno scatto, rendendo immortale il dolore dei prigionieri. A volte la fotografia è un mezzo eccezionale, un’arte capace di fermare i bei momenti, immortalare stupendi paesaggi o avvenimenti eccezionali, ma alle volte funge anche da documento, una silenziosa testimonianza in cui le immagini dicono più di mille parole.

Alla storia di Saul si intreccia quella di Zakhor, un altro sopravvissuto che ha rimosso completamente dalla memoria sè stesso e ciò che ha vissuto nel campo di concentramento, ma non solo, attorno a loro aleggia anche il fantasma di Eike Aumann, al quale si contrappongono le figure di Shimon Philipkowski e il Cacciatore di Nazisti, personaggi che arricchiscono la storia, permettono di vedere un’epoca buia come quella della Seconda Guerra Mondiale attraverso le esperienze di chi ne è stato protagonista, vittima o carnefice. 

Come ho detto questo però è un thriller, di conseguenza non  è soltanto la parte storica ad avere la sua rilevanza, ma anche quella ricca di tensione, che vede oltre l’ambientazione una storia di vendetta, voglia di sangue e in un certo senso di giustizia, perchè certe ferite non si rimarginano neanche con il tempo, restano impresse nella memoria e non c’è ricordo felice che cancelli gli orrori che questi personaggi hanno vissuto in prima persona. 

La memoria, oltre alla vendetta, gioca un ruolo chiave in questa storia, che scorre dinnanzi ai nostri occhi come un lungometraggio dove i personaggi interpretano i loro ruoli dall’inizio alla fine, simulando un vero e proprio teatro degli orrori, alimentato dal ricordo di ciò che si è subito. A dimostrazione che anche in Italia si possono trovare autori notevoli Nicola Valentini riesce anche a cambiare le carte in regola, svestendo i suoi personaggi dalle loro maschere e mettendone addosso altre, che conferiscono dinamicità alla narrazione, sorprendono e regalano quel senso di amarezza e allo stesso tempo di stupore.

La sua è una storia alla quale una persona non riesce a stare inerme, ha un  forte impatto emotivo e questo è anche dovuto allo stile di Valentini, suggestivo e penetrante, una rivelazione che si fa spazio tra le pubblicazioni odierne con un romanzo potente, dalla trama lineare e che regala a un genere come il thriller una ventata di freschezza.

Ricorda il tuo nome, anche quando ti obbligano a dimenticarlo, perchè è l’unica arma a tua disposizione per combattere la tirannia dell’uomo.

“Il mio nome? Che importanza ha? Io stesso non sono nemmeno più sicuro che sia quello vero,  l’ho dimenticato per troppo tempo, perchè a Buchenwald, come in tutti gli altri campi, era obbligatorio dimenticarselo”.

 

 

 

disclaimer: si ringrazia l’ufficio stampa di Leone Editore per la copia omaggio.

 

 

May the Force be with you!
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