Review Party: The Outsiders. I ragazzi della 56ª strada di S. E. Hinton

“I Greaser sono quasi come gli Hood, i ratti, i tipi del ghetto; rubiamo in giro e guidiamo vecchie macchine truccate e rapiniamo i benzinai e ogni tanto facciamo una bella guerra di bande.”

IL ROMANZO

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Editore: Rizzoli
Collana: Ragazzi
Data di uscita: 31 Agosto
Pagine: 226
Prezzo: € 17,00

Da quando un incidente d’auto si è portato via i genitori, Ponyboy, 14 anni, vive in equilibro instabile con i fratelli maggiori Darrel e Sodapop, con l’ombra dei servizi sociali a rabbuiare i giorni. La vera famiglia di Ponyboy è però più larga, e abbraccia gli altri membri dei Greaser, la banda dei ragazzi dei quartieri poveri in costante guerra con i Soc, i rampolli con la puzza sotto il naso e i portafogli sempre gonfi. Ma una sera Ponyboy e l’amico fragile Johnny conoscono due ragazze Soc, e si scoprono meno diversi di quanto credessero. Nella lunga notte, lo sconfinamento innesca però una spirale di rabbia violenta, mettendo Soc e Greaser di fronte all’unica domanda che non si sono mai posti: è davvero il quartiere in cui siamo nati a determinare chi siamo, e ancor più chi diventeremo, oppure tutti, ricchi o poveri, lottiamo con gli stessi dilemmi, e ammiriamo gli stessi tramonti?

COPERTINE A CONFRONTO

 

Let’s talk about “The Outsiders”

“Duro e dritto sono due parole che si assomigliano ma vogliono dire cose diverse. Duro è duro; dritto vuol dire sveglio e svelto.”

Oggi in occasione del review party vi parlo del romanzo di S. E. Hinton, “The Outsiders”, capolavoro del 1967, rispolverato da Rizzoli. Sono passati cinquant’anni dalla pubblicazione del libro eppure, ciò nonostante, resta tuttora una storia indimenticabile, resa celebre anche dal regista Francis Coppola, che ha scelto di trasporre la storia di Ponyboy sul grande schermo.

Ponyboy è un ragazzino di 14 anni, che dopo la morte dei genitori, vive insieme ai suoi fratelli, Darrell e Sodapop. I due cercano di prendersi cura del più piccolo, facendo di tutto purché non manchi nulla alla loro famiglia. Essendo Darrell il più grande è normale che cerchi di essere autoritario e voglia tirare il meglio dal piccolo Ponyboy, ciò nonostante spesso calca la mano e finisce per allontanare il fratello piuttosto che insegnargli come affrontare la vita. Per fortuna Sodapop cerca di essere una sorta di mediatore tra i due affinché la sua famiglia, o meglio ciò che ne resta, non si divida del tutto.

Insieme ai suoi fratelli fa parte dei Greasers, una gang di quartiere, definita così per l’uso della brillantina. I Greasers sono delle vere e proprie teste calde, che non si fanno mettere i piedi in testa da nessuno. Sanno che il miglior modo per superare le difficoltà sia fare squadra, anche se significa dover ricorrere anche alla forza bruta. Ciascun membro è importante e nessuno viene trascurato, assomiglia più a una famiglia che ad un branco, dove regna il più forte.

“Si sta sempre dalla parte degli amici, qualunque cosa fanno. Quando sei una banda i membri li difendi.”

Dall’altra parte ci sono i Socs. Figli di papà. Persone ricche che non si fanno scrupoli a trattare come feccia tutti gli altri, ritenendoli inferiori solo in base alla loro condizione economica. I Greasers invece pur essendo poveri sanno come divertirsi, trovando rifugio nelle piccole cose e riuscendo ad avere una vita piena. Non hanno paura di niente e di nessuno, ma questo non significa che anche loro non abbiano i loro problemi da affrontare. Johnny, nonostante la brutta situazione familiare, trova un po’ di pace in compagnia di Ponyboy, il suo migliore amico.

La storia entra nel vivo quando due Soc, Cherry e Marcia, incontrano Ponyboy, Johnny e Dallas, al drive-in. All’inizio le ragazze sembrano disgustate ad avere accanto dei luridi Greasers, ma parlando un po’ con loro, iniziano ad abbattere le barriere sociali, dimostrando che è soltanto la classe sociale a dividerli.

“Non m’importa di Darry. Ma mentivo ancora, e lo sapevo. Io mi mento sempre. Però non mi credo mai.”

Ponyboy è sempre stato più intelligente e maturo degli altri, per questo motivo riesce a fare amicizia facilmente con chiunque. Dall’altra parte anche Johnny si dimostra essere una persona aperta e cordiale, nonostante sia timido e abbia paura della violenza che spesso viene innescata dagli scontri fra le bande. Quando però Greasers e Socs si scontrano per un futile motivo, un grave incidente mette a rischio le vite di Ponyboy e Johnny, costringendoli a fuggire, dandosi alla macchia.

È in questo momento di terrore e angoscia che emerge l’amicizia tra due persone, che sembrano tanto diverse ma condividono lo stesso dolore. I due non temono di mostrarsi vulnerabili l’uno di fronte all’altro, condividendo le loro paure più nascoste ed è in quel momento colmo di significato che si intravede un barlume di speranza regalato dalla letteratura. Ponyboy è un ragazzo curioso, ama leggere e scrivere, mentre Johnny, pur non essendo così sveglio, quando è incuriosito da qualcosa vuole andare fino in fondo ed è per questo che si serve del suo migliore amico per conoscere dettagli che a lui sfuggono. Ed è anche questa la ragione del leggere insieme “Via col vento”, libro che Johnny stesso compra a Ponyboy affinché lui possa leggerglielo ad alta voce per “ammazzare” il tempo.

“Mi sembrava strano che il tramonto che vedeva dal suo patio e quello che vedevo io dai gradini di dietro fosse lo stesso. Forse i due mondi diversi in cui vivevamo non erano così diversi. Vedevamo lo stesso tramonto.”

Susan Eloise Hinton ha scritto questo romanzo giovanissima, frequentava ancora il liceo, eppure è riuscita a sviluppare una storia di fratellanza ai tempi in cui le classi sociali impostavano una gerarchia nella società, scegliendo una voce fuori dal coro per raccontare le avventure di una banda di ragazzi con la spensieratezza e la follia tipiche dell’adolescenza.

The Outsiders è un libro meraviglioso del quale me ne sono innamorata sin dalle prime pagine, proprio come mi successe con “Il giovane Holden”. Non pensavo che i Greasers potessero farmi affezionare a loro, ma mentirei se vi dicessi che non ho a cuore le sorti di Ponyboy e di Johnny, così come quelle degli altri membri della banda. Proprio in questo momento mi sto preparando a guardare il film, curiosa di vedere materializzarsi i personaggi che ho tanto amato.

«Rimani d’oro, Ponyboy. Rimani d’oro…»

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