Review Tour: La babysitter di Phoebe Morgan (Leone Editore)

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Oggi parliamo del nuovo romanzo di Phoebe Morgan, “La babysitter”, un mistery pubblicato da Leone Editore e tradotto da Eleonora Carlotta Gallo.

Data di uscita: 22 Ottobre

Acquistalo subito: La babysitter

Editore: Leone Editore
Collana: Mistéria
Genere: Mystery, Thriller
Traduzione: Eleonora Carlotta Gallo
Prezzo: € 14,90
Pagine: 384

Ipswich, Inghilterra, 10 agosto. Jenny e Rick Geras lasciano Eve, la loro bambina di un anno, alle cure dell’amica Caroline. Quando tornano a prenderla, li aspetta una scoperta terribile: Caroline è morta, riversa sopra la culla di Eve, e la bambina è scomparsa.
Saint Juillet, Francia, 13 agosto. Callum e Siobhan Dillon e la loro figlia adolescente Emma si stanno godendo le vacanze estive nella villa di Maria, la sorella di Siobhan, quando l’idillio viene bruscamente interrotto. La polizia si presenta alla loro porta e arresta Callum, con l’accusa di aver ucciso la sua amante Caroline Harvey e di aver rapito la piccola Eve Geras. Per Siobhan è l’inizio di un incubo: dopo anni in cui ha cercato in ogni modo di tenere insieme la famiglia, nonostante i continui tradimenti del marito e la ribellione adolescenziale di Emma, adesso rischia di perdere tutto quello che ha. Nel tentativo di proteggere la figlia, si sforza di rimanere a fianco del marito, mentre gli investigatori cercano le prove che Callum abbia davvero ucciso Caroline e portato via Eve. Ma qualcosa nella ricostruzione dei fatti non quadra e sembra indicare che la soluzione del caso è una verità molto più oscura di quanto tutti pensino.

Ci ha tormentati con piccoli pezzi provenienti da una casa delle bambole in “Bugiardo” e con psicopatiche che non sembravano psicopatiche in “The girl next door. I segreti di Ashdon”; a ottobre è tornata in Italia con un nuovo lavoro che non vedevo l’ora di leggere e lasciatemelo dire, il lupo perde il pelo ma non il vizio, Phoebe Morgan continua a raccontare di famiglie disfunzionali alle prese con i loro piccoli segreti, potenti abbastanza da spazzare via ogni certezza, mettere in discussione una persona e persino spezzare ogni legame. È come se alla Morgan piacesse insinuarsi laddove nessuno vede, aprire una fessura nella dimora di una famiglia “perfetta” per mostrare tutto il marcio che fatica a stare sotto lo zerbino.

Questa volta la sua storia è più complessa, il segreto in questione non si limita a creare danni all’interno di una sola famiglia, ma si espande e come un’onda d’urto travolge anche chi, per un motivo o per un altro, si è ritrovato ad incrociare la strada di Caroline Harvey. Partiamo proprio da lei, una giovane illustratrice che fatica ad avere una vita sua, costruire una famiglia. È rimasta vittima del fascino di Callum Dillon, direttore televisivo, marito e padre di famiglia, che in breve tempo è diventato il suo mondo. Per lui sarebbe disposta a tutto, anche ad annullarsi pur di proseguire la sua relazione clandestina, la stessa che però la fa anche soffrire.

Dall’altra parte abbiamo i Dillon, una famiglia all’apparenza perfetta. Siobhan, la moglie di Callum, si presenta sin da subito come qualcuno che ormai è prosciugata dalla sue stesse menzogne, dal ripetersi in continuazione che va tutto bene anche quando sa che non è così, come se non bastasse la figlia Emma è in piena crisi adolescenziale. C’è un divario incolmabile che separa lei da sua madre, ma con Callum è tutta un’altra storia. Agli occhi della ragazzina il padre sembra quasi un eroe, il loro rapporto mette in crisi le poche certezze di Siobhan. Una vacanza in Francia agli inizi di agosto sembra essere ciò di cui i Dillon hanno bisogno. Approfittando dell’ospitalità della sorella di Siobhan, Maria, i tre partono per quello che sarà un viaggio da incubo.

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Questo ci riporta a Caroline Harvey e la sua vita anonima, ma tumultuosa. Si ritrova a vestire i panni da babysitter improvvisata per venire incontro ad un’emergenza di famiglia della sua amica Jenny Geras, moglie di Rick e madre della piccola Eve. A contatto con la bambina si ritrova a rivivere ricordi dolorosi, a fare i conti con i sentimenti repressi e la sua relazione tossica con Callum. In quel momento Caroline è vulnerabile e al tempo stesso instabile, vede Eve come un’occasione che avrebbe potuto avere se solo Callum non fosse stato marito e padre di famiglia, pieno di se ed egoista al punto da privarla del suo più grande desiderio, ovvero avere una famiglia tutta sua.

Al ritrovamento del cadavere di Caroline e la scomparsa di Eve si mette in moto qualcosa, ogni bugia emerge e gli scheletri negli armadi infestano più di una persona. La vita dei Dillon e la scomparsa di Eve diventano il pasto dei media, la notizia fa il giro dei social network, per un momento ci si scorda della morte di Caroline. Commento dopo commento, hashtag dopo hashtag, le persone sui social cercano risposte alle innumerevoli domande, facendo così pressione su coloro che stanno investigando. In brevissimo tempo i Dillon tornano in Inghilterra e si ritrovano ad affrontare il peggiore degli incubi, nessuno sa chi abbia ucciso Caroline e soprattutto dove sia Eve, ma è nella penna di Phoebe Morgan che ogni nodo viene sbrogliato, traccia i profili delle parte coinvolte, mostrando il loro lato più oscuro e soprattutto dando voce anche colei che non c’è più, Caroline.

Tra i pensieri intimi dei personaggi si cerca il colpevole, ma ci si rende conto che ogni pista è un vicolo cieco, se si punta verso qualcuno si scopre qualcosa che sposta l’ago della bilancia verso qualcun altro. È uno di quei casi in cui le famiglie contorte hanno talmente tante cose da nascondere che è difficile identificare quale possa essere il vero movente, eppure la soluzione è nascosta in piena vista. 

Complesso e contorto il mystery di Phoebe Morgan ci porta nelle vite di molte persone, ci fa sprofondare nella loro oscurità e ci permette con un punto di vista sempre differente di scavare a fondo e trovare il marcio, di insinuarci nelle sporche abitudini di un padre che ha distrutto la sua famiglia trascinandola nel vortice del rancore. Pur essendo denso di contenuti, lo stile di Phoebe Morgan è sempre stata la sua arma vincente, è scorrevole e riesce a catturare chi legge, a raccontare le vite dei suoi personaggi affondando la sua penna sempre più a fondo facendo emergere l’aspetto psicologico e lasciando che siano le voci dei suoi protagonisti ad invadere la tranquillità del lettore.

La babysitter racconta l’infedeltà, gli squilibri mentali, la rabbia e il desiderio di vendetta, un mix corposo che se preso tutto insieme crea un romanzo dalle atmosfere cupe e terribilmente desolante.

«L’ossessione non ha mai fatto bene a nessuno; me lo ha detto la psicologa dopo la morte di mia madre. Ma non penso che l’ossessione sia una cosa che appare all’improvviso o di cui ci si libera. Ci si nasce: ce l’hai oppure non ce l’hai. A volte si focalizza su un altro aspetto, ma non va mai via».

 

 

 

 

 

disclaimer: si ringrazia l’ufficio stampa di Leone Editore per la copia omaggio.

 

 

 

May the Force be with you!
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