Review Week: Little Girls di Ronald Malfi (Triskell Edizioni)

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Visto il tempo un po’ tetro direi che il romanzo di cui vi parlo oggi è azzeccato, Little Girls di Ronald Malfi, pubblicato da Triskell Edizioni nella collana Redrum, con la traduzione di Raffaella Arnaldi.

Data di uscita: 15 Settembre

Acquistalo subito: Little Girls

Editore: Triskell Edizioni
Collana: Redrum
Traduzione: Raffaella Arnaldi
Genere: Horror

Prezzo: € 13,00
Pagine: 340

Dopo tanti anni vissuti altrove, Laurie ritorna nella casa in cui è stata cresciuta da un padre freddo e distante che di recente, in un atto finale di disperazione, ha esorcizzato i propri demoni. Ma non esiste pulizia energica che possa cancellare quel passato travagliato. Laurie lo sente annidarsi nelle modanature delle pareti, lo vede fissarla da una cornice vuota, ne ode la risata nella serra coperta di muffa in mezzo al bosco intorno a casa…
Dapprima Laurie pensa che sia tutto frutto della sua immaginazione. Ma quando incontra la nuova compagna di giochi della figlia, viene colpita dalla straordinaria somiglianza con un’altra bambina, che una volta viveva nella casa accanto. E che è morta. A ogni giorno che passa, l’inquietudine di Laurie si fa più intensa, e i suoi pensieri più allarmanti. Sta lentamente perdendo il senno come suo padre? Oppure qualcosa di ineffabile sta succedendo veramente?

Immaginate di trovarvi in una stanza con un orologio vecchio e nient’altro che silenzio. Non potete fare niente, non avete un libro da leggere, il vostro cellulare è morto e non c’è corrente. Ci siete soltanto voi e l’orologio, meccanico, di quelli vecchi, anzi antichi che un tic alla volta scandisce il vostro tempo e vi imprigiona in quattro mura marce. 

In quel momento la mente vaga, tutto pur di non pensare a quel ticchettio che diventa quasi una tortura, e si va indietro nel tempo, si ripensa alla propria vita e a tutte le scelte fatte fino a quel momento. È quasi un sistema difensivo, ma allo stesso tempo logora quasi più di quel ticchettio, perchè il passato può tormentare e assumere forme che nel presente si trasformano in orrori. 

Ecco, è quella la sensazione che ho provato leggendo questo romanzo, un libro che mi ha fatta sentire intrappolata fra le righe, qualcosa che non vedevo l’ora di finire perchè da un lato era veramente intrigante mentre dall’altro risvegliava quel ticchettio nella mia mente.

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La collana Redrum di Triskell è qualcosa di nuovo, una ventata d’aria fresca su un’orizzonte un po’ spento, qualcosa che riaccenda lo spirito degli appassionati del brivido, sia esso poliziesco che di orrore puro. Questo romanzo è la seconda uscita di questa nuova collana, preceduto da “Testa a testa“, entrambi libri affascinanti che meritano la nostra attenzione.

In questo caso la penna di Ronald Malfi, autore nominato al Bram Stoker Award, ci porta sui passi di Laurie, una donna dal passato travagliato, che si è lasciata alle spalle tutto quanto, la sua vecchia casa e anche il suo stesso padre, due componenti della sua vita che ritornano quando rimette piede sulla dimora che un tempo conosceva così bene e che oggi invece presenta qualcosa di sinistro.

Parte tutto nella maniera più comune possibile, con un trasferimento nella vecchia casa, qualcosa che agli occhi di tutti potrebbe normale, un nuovo inizio per la famiglia stessa, qualcosa che possa sembrare quasi come il tornare indietro nel tempo, per rimediare agli errori, in un posto che ricorda una sicurezza ormai perduta, però per Laurie non è così. 

Ecco che ritorna quel ticchettio, l’ennesimo errore, varcare quella soglia, mettere piede in quella stanza che una volta entrati fa svanire la porta, lasciandoci senza via d’uscita. È un po’ come indossare l’anello del potere e sperare che Sauron non ci veda, è impossibile. Tra le mura di quella casa non c’è pace per Laurie, ogni spiffero, ogni minuscolo oggetto, persino le posate sembrano animarsi, prendere vita, diventare incubi ad occhi aperti. 

Laurie era cresciuta lì, anche se adesso il tempo passato all’interno di quelle stanze ombrose e degli stretti corridoi le sembrava alieno come un incubo d’infanzia, o forse un segmento della vita di qualcun altro.

Per quanto possa sembrare assurdo tutto intorno a lei sembra indicare che qualcosa non va, c’è qualcosa che sfugge al suo controllo e anche alla sua vista, è nell’aria, la sfiora e arriva persino a sua figlia, come se una presenza intangibile avesse deciso che quello è il suo regno, ma sarà solo una sensazione o c’è qualcosa di vero nelle paure di Laurie?

Tra le mani non abbiamo un libro da due soldi, una nomina al Bram Stoker Award denota sicuramente la qualità di ciò che stiamo leggendo e il talento di questo scrittore. La storia non sa di qualcosa  di  già visto mentre leggiamo, sebbene la storia in sè non sia nuova, ma è proprio questa l’abilità dello scrittore, la capacità di rendere intrigante qualcosa di già conosciuto e probabilmente di già visto al cinema in tante salse diverse.

Ciò che lo distingue da tutto ciò che è stato fatto e detto è il suo modo di raccontare i fatti, di caratterizzare i personaggi e soprattutto di riuscire a dare quella spinta in più agli orrori che si celano negli angoli più bui.

Non è facile riuscire a trasmettere tutto questo e risultare al tempo stesso unico, un punto a favore va sicuramente alla traduzione italiana, magistralmente portata a termine da Raffaella Arnaldi, che con cura è riuscita sin dall’inizio a ricreare l’atmosfera, a far calare la nebbia e introdurci dentro l’incubo di Laurie e la sua famiglia, rendendolo tangibile agli occhi di chi legge. 

Ci sono stati momenti in cui mi sembrava di poter sfiorare i personaggi, di aprire quella stanza e scaturirne gli orrori, di sentire i timori di Laurie e soprattutto di paralizzarmi dinnanzi a ciò che tutti noi temiamo e che sfida ogni logica. 

“Little girls” è un incubo senza uscita, una vecchia stanza senza porta e finestre in cui l’unica cosa a farci compagnia è il ticchettio di un orologio antico, che scandisce inesorabilmente il nostro lento incedere verso la fine.

Anche i vecchi edifici diventano fantasmi. I macchinari sono esseri viventi con un’anima. Sono lì dentro proprio ora e mi chiamano.

 

 

 

disclaimer: si ringrazia l’ufficio stampa di Triskell Edizioni per la copia omaggio.

 

May the Force be with you!
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