Salvare le ossa di Jesmyn Ward | Recensione di Deborah

 

La prima volta che mamma mi aveva spiegato cos’è un uragano, ero convinta che gli animali scappassero tutti, che fuggissero prima della tempesta, che fiutassero il vento in anticipo e capissero che stava arrivando. E magari che allungassero la lingua rosea e calda per assaggiare l’aria, per esserne proprio sicuri.

 

Editore: NNEditore
Data di uscita: 16 aprile 2018
Pagine: 320
Prezzo: 19.00 €
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Un uragano minaccia la città di Bois Sauvage, Mississippi. Esch ha quattordici anni ed è incinta; suo fratello Skeetah ruba avanzi di cibo per i cuccioli di pitbull che stanno morendo nella polvere, mentre Randall e Junior cercano di farsi valere in una famiglia che sembra non conoscere la solidarierà. Nei dodici giorni che precedono l’arrivo devastante dell’uragano Katrina, i quattro fratelli orfani di madre si sacrificano l’uno per l’altro come possono. Uno sguardo potente e straziante sulla povertà rurale, Salvare le ossa è un romanzo rivelatore e reale, innervato di poesia. n Salvare le ossa l’attesa dell’uragano, il tempo sospeso nella paura del cataclisma, le azioni necessarie per mettersi in salvo – le provviste, la scorta d’acqua, la ricerca del punto più alto e sicuro nella distesa paludosa – cancellano il libero arbitrio e consegnano le persone al loro destino. Ma in questo movimento, Esch, la protagonista, diventa il destino del figlio che le nasce in grembo, il pitbull China diventa il destino dei suoi cuccioli troppo deboli per sopravvivere, l’uragano Katrina diventa il destino degli abitanti del Bayou.

 

Il viaggio di oggi ci porta in Mississippi, più precisamente nella cittadina immaginaria di Bois Sauvage, dove al limitare dell’abitato si estende il selvatico bayou. Salvare le ossa è il primo volume di una trilogia ed è il primo romanzo di Jesmyn Ward ad essere approdato in Italia. Siete pronti ad immergervi in atmosfere familiari crude e selvagge? Partiamo subito alla scoperta di questa fenomenale autrice della letteratura americana contemporanea.

 

C’è silenzio. Afa. Sembra che debba piovere, e invece no. Non ci sono stelle, e alla Fossa le lampadine sono accese.

 

Qui il caldo torrido sta iniziando in questi giorni, nel nostro romanzo ci troviamo nel periodo di fine agosto, l’afa ingloba tutto l’ambiente circostante tra le sue braccia soffocanti, anche il solo stare fermi ti lascia giacere in un bagno di sudore. Protagonisti della storia sono i membri della famiglia Batiste, veniamo immersi nella loro realtà dura e degradata, caratterizzata da una sorta di lotta per la sopravvivenza, e proprio di sopravvivenza parleremo. I Batiste vivono in una casa immersa nel selvaggio bayou, precisamente nella “Fossa”, una depressione causata dall’estrazione di argilla, sono isolati e circondati dai boschi. La loro modesta dimora sta lentamente cadendo a pezzi, il caos è dentro e fuori casa, dentro e fuori i suoi abitanti; tutto il terreno esterno è polvere rossa e rifiuti di ogni genere. L’aria è resa irrespirabile dall’umidità della stagione ma è anche appesantita dalla polvere e dal puzzo di spazzatura che viene spesso bruciata. Questo fazzoletto sterile è popolato dalle galline della famiglia, che lasciate a sé stesse depongono le loro uova in ogni anfratto generato dai resti di elettrodomestici, macchine e macchinari vari. Regna un senso di immobilità e di attesa.

 

Mi piace cercare le uova.  Posso allontanarmi da sola, camminare lenta quanto mi pare, fissare il vuoto. Ignorare papà e Junior. Sentirmi come il vento e il silenzio.

 

Questa atmosfera di apparente tranquillità è data dall’attesa e dal seguire costantemente l’evoluzione di un uragano che imperversa nel Golfo del Messico. Il padre di famiglia, il signor Claude, è sicuro che di lì a breve anche il Mississippi verrà flagellato da un nuovo e tremendo evento naturale, così come successe nel 1969, quei territori furono travolti da Camille. Inizia la sua corsa contro il tempo per provvedere a rattoppare la casa, accaparrarsi provviste e una possibile fonte di guadagno per il post uragano. Nonostante le storie tramandate su Camille da parte sua e della defunta moglie verso i figli, essi non vivono in quella costante preoccupazione, sono convinti che il fenomeno non li investirà con violenza. Consideriamo che tra padre e figli non scorre buon sangue, Claude dopo la morte della moglie non si è dimostrato un ottimo padre, per niente affettuoso e premuroso, non si è rivelato in grado di provvedere alla propria famiglia, tutti vivono alla giornata cercando fonti di sostentamento economiche o reperibili in zona,le condizioni igieniche e sanitarie sono inesistenti. Il signor Batiste non riserva attenzioni ai propri figli e spesso si comporta con loro in modo arrogante e violento.

 

Ho la pancia dura come una zucca perché c’è questo bambino dentro di me, piccolo come un ciglio di Manny sulla mia guancia mentre facciamo l’amore. E questo bambino, se sopravvive, crescerà fino a diventare come la punta di un dito sul mio fianco, come una mano nell’incavo della mia schiena, un braccio sulla mia spalla.

 

Esch è l’unico personaggio femminile che incontriamo nella narrazione, la sua voce racconta i 12 giorni di attesa dell’uragano Katrina, ci fa immergere nelle vicende familiari e quotidiane della sua famiglia. La ragazza è cresciuta in un mondo prettamente maschile, infatti è poco femminile e soffre molto di questa mancanza, soprattutto soffre la carenza di affetto. Padre e fratelli non le dispensano dimostrazioni di affetto, anche se lei in cuor suo sa che le vogliono bene; Esch ha un disperato bisogno d’amore e riempie questo vuoto concedendosi a vari ragazzi fino a che non si innamora di Manny, da lì si ritiene solo sua. Esch si sente strana, inizia a vedere cambiamenti nel suo corpo fino a che capisce l’inevitabile: è incinta. In tutti i modi cerca di tenere nascosta la sua futura maternità ai fratelli e al padre per paura della loro reazione; la spaventa anche l’idea di scoprire cosa ne pensa Manny, di infrangere le sue speranza di essere amata da lui.

 

China non smette di saltare su e giù, in equilibrio su due zampe. L’essere che ieri ha straziato quel povero cane grigio adesso è una donna che si avvicina al suo partner sulla pista dell’Oaks con un bicchiere in mano, mentre dal jukebox risuonano le prima note di blues dalla chitarra.

 

Skeetah pare piuttosto apatico nei confronti della propria famiglia, anche se nel suo piccolo dimostra affetto per la sorella. Il ragazzo riversa tutte le sue attenzioni e preoccupazioni su China, la sua fedele pittbull da combattimento che da poco ha dato alla luce cinque meravigliosi cuccioli. Negli incontri China è un cane spietato ed infallibile, anche cani maschi non riescono a batterla, lotta fino all’ultimo sangue, fino a che non vince. In quei giorni Skeetah si batte per tenere in vita tutti i cuccioli; China non è una madre molto premurosa, anzi arriva ad uccidere senza un vero perché un suo cucciolo. I piccoli sono in pericolo perché versano in condizioni igieniche pietose e il ragazzo non ha la possibilità di accedere a medicinali e vaccini, un altro soccombe per malattia.
Skettah e il padre hanno scontri verbali molto violenti, il ragazzo non è molto d’aiuto per la famiglia nei preparativi per affrontare l’urgano pensa solo ai suoi cani.

 

China. Lei tornerà, e si erigerà, dritta e maestosa, senza più una goccia di latte. Abbasserà lo sguardo sul cerchio di fuoco che abbiamo accesso dentro la Fossa, e allora saprà che sono stata attenta, che ho lottato. China abbaierà e mi chiamerà sorella. Nel cielo soffocato di stelle, c’è un grande silenzio d’attesa. Lei lo saprà che sono madre.

 

Randall è il maggiore dei fratelli, si sta impegnando per ottenere la borsa di studio e frequentare il campus estivo del proprio sport preferito; l’unico modo per vedere concretizzato il proprio sogno è battersi al meglio sul campo. Randall è un personaggio abbastanza marginale, non sembra essere molto incisivo negli affari di famiglia anche se si prodiga molto per il bene del padre e dei fratelli. Junior invece è il più piccolo, vive le proprie giornate giocando tra cumuli di spazzatura e cercando di seguire i fratelli nelle loro attività, da cui viene spesso allontanato. Il piccolo è stato cresciuto da Esch e gli altri, il padre lo ha affidato a loro appena tornato a casa dall’ospedale. Junior durante la nascita ha causato la morte della signora Batiste, nonostante questo il resto della famiglia non trasmette al lettore l’idea di incolpare il bimbo.

 

Solo che da quel nido non sarebbe emerso niente di integro, nessun fremito di farfalla. Sotto l’involucro cotonoso sarebbero rimasti soltanto i rami nudi come ossa.

 

La vita dei Batiste sembra procedere placida e tranquilla fino all’arrivo di Katrina. La famiglia è decisamente impreparata ad affrontare la furia di un uragano di quella portata, cerca di mettersi in pari come può nelle ultime ore di tempo, ma il forte vento ha già iniziato a spazzare la polvere rossa della Fossa. Katrina si abbatte con tutta la sua furia distruttiva, lascia alle proprie spalle una scia di morte devastando il territorio americano che incontra; è la furia della natura, una forza incontrastabile. La famiglia è in grave pericolo nella loro casa, in poco tempo le gelide acque nere raggiungono il solaio minacciando di far annegare tutti. L’unica via di scampo si concretizza in una vicina casa abbandonata costruita su una piccola altura, ai piani alti l’acqua non li avrebbe raggiunti. L’unica scelta grazie alla quale raggiungere la salvezza per i Batiste è organizzare un buon piano iniziando ad unire le forze e cooperare; nonostante l’indole di pensare quasi unicamente al proprio bene personale, per pensare di riuscire a Salvare le ossa avrebbero dovuto per forza mettere da parte il proprio egoismo. La distruzione di Katrina potrebbe significare per loro un nuovo inizio.

 

L’urgano si è messo a sghignazzare. Un albero senza più rami saltellava per il prato, e a un certo punto si è schiantato contro il furgone di papà e lì si è fermato di botto, come se giocasse a campana e fosse arrivato alla fine senza mai calpestare le linee. Il cielo era così vicino che mi sembrava di poterlo toccare e affondarci dentro il braccio.

 

Jesmyn Ward narra la quotidianità di questa famiglia in modo incalzante e crudo. Le sue parole sono come musica, esprimono tutto il loro significato senza mezze misure; la sua narrazione è un concentrato di emozioni espresse nel loro stato più puro ed esagerato, dal quale nasce un eco di solitudine. Salvare le ossa è un romanzo da non lasciarsi assolutamente scappare, come la scoperta della sua autrice.

 

 

May the Force be with you!
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