Inku Stories #4: L’isola dei bambini dimenticati di Kei Sanbe (Star Comics)

L’isola dei bambini dimenticati di Kei Sanbe.

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Titolo originale: Hoozuki No Shima
Autore: Kei Sanbe
Editore: Star Comics
Data di uscita:  2017
Prezzo: € 5,90
Pagine: 208

Su un’isola sperduta nel Mar del Giappone sorge il campus Hoozuki, che accoglie bambini con problemi familiari: un rifugio sicuro o una prigione inespugnabile? Suspense, dramma e introspezione dall’autore di Erased.

Una scala su cui è vietato salire, delle frasi strazianti scritte sul muro, una bambina vestita di bianco, degli adulti che mentono di continuo. In questo luogo isolato, dove la natura cresce rigogliosa, l’inganno imprime le sue tracce macchiate di sangue…

Bentornati sulla Stamberga, oggi vi parlo di un manga che ha attirato la mia attenzione, L’isola dei bambini dimenticati, di Kei Sanbe, pubblicato da Edizioni Star Comics.

Anche questa volta Kei Sanbe mi ha stupito con una storia davvero agghiacciante, probabilmente ancora più cruda e violenta di quella che ci ha presentato ne “La culla dei demoni” di cui vi ho parlato la scorsa volta.
In questa nuova serie il mangaka ci porta su una piccola isola lontana dal resto del mondo sulla quale è stato costruito un istituto che si occupa di accogliere i bambini le cui famiglie sono venute a mancare.
Questo è il caso di Kokoro Suzuhara e della sua sorellina cieca Yume che vengono scortati con una barca sull’isola che diventerà la loro nuova dimora. Appena arrivati vengono a sapere che di recente un bambino è scomparso nella foresta senza lasciare traccia e che se non vogliono fare la stessa fine non devo mai e poi mai oltrepassare le recinzioni che circondano il campus.

Nell’istituto oltre a loro vivono altri quattro studenti e quattro insegnanti, compreso il preside, ma maestri e allievi sembrano sempre distanti, come se fra loro ci fosse un silenzioso conflitto in corso e questo sospetto si fa concreto quando Shuichiro e Rikiya, due dei loro compagni di classe, mettono in guardia Kokoro dagli insegnanti e dagli adulti in generale.

Kokoro comprende immediatamente che l’isola e l’istituto nascondono più di un mistero a partire dalle voci del fantasma di una bambina vestita di bianco che infesta la zona fino a quelle sulle misteriose sparizioni avvenute fino ad ora.

-Da qui in poi c’è un piccolo SPOILER necessario, quindi vi consiglio di avanzare con cautela!-
Se volete evitarlo potete passare oltre la fine dello spoiler in basso.

Come sempre Kei Sanbe ci intriga con storie che elevano la crudeltà degli esseri umani ad un livello superiore, mostrando qualcosa capace di sconvolgere anche i più duri. In questo caso ci mette di fronte ad una realtà in cui i bambini vengono sfruttati dagli adulti solo come assegni bancari con le gambe, un modo come un altro di fare  soldi con la scusa di una scuola fatiscente e la simpatica frase “gli incidenti sono all’ordine del giorno”.

I bambini infatti vengono lentamente uccisi, attribuendo la  loro scomparsa a vari incidenti dovuti alla pericolosità dell’isola (nonostante le misure di sicurezza), facendo in modo che gli assegni derivati dalle assicurazioni sulle loro vite vadano direttamente nelle tasche di chi gestisce la scuola dato che sono anche i loro unici tutori legali.
Ovviamente non è tutto qui, c’è molto altro da scoprire, ma volevo mettervi al corrente di questo fatto perchè lo ritengo un punto chiave del manga, anche se la realtà che si cela dietro questa scuola è ben peggiore di questa.

-Fine dello SPOILER-

Con questa trovata Sanbe ci ha spinti in trappola, imprigionandoci in una fitta tela di misteri e perversione che sfocia solamente nel materialistico desiderio di denaro.
Mentre leggevo ero inorridito al solo pensiero che una cosa simile potesse essere vera, o anche solo che l’autore l’abbia concepita in quanto, ahimè, il mondo là fuori non è poi così diverso da come ce lo descrive l’autore.

Quanto spesso abbiamo visto servizi su bambini maltrattati negli asili? Quante volte abbiamo sentito di bambini denutriti impiegati nelle fabbriche fino alla morte per fare scarpe e vestiti?
Quante volte abbiamo sentito di gente pazza al punto da sfruttare la vita degli altri a scopo di lucro? In fondo non credo di essere rimasto inorridito da ciò che ha ideato l’autore, ma da quanto è marcio il mondo reale che non è poi così diverso da ciò che lui ci propone.

Nonostante tutto, il disprezzo per quella situazione diventa il pretesto per continuare a leggere il manga e sprona pagina dopo pagina a fare il tifo per Kokoro, Yume e gli altri che tentano in ogni modo di fuggire al loro destino nella scuola-mattatoio.
Come sempre il mangaka ha inserito anche qualche scena di nudo nel suo lavoro come si nota anche sulle copertine, spingendo in qualche caso il lettore a pensare che il manga possa virare su un certo genere di tematiche, ma vi assicuro che non è così, anzi se ci sono scene di nudo servono solo a far sprofondare ancora di più il lettore nella tremenda realtà di questo mondo.

Ad accompagnare una storia geniale come questa ci sono inoltre i disegni dell’autore stesso che si prestano perfettamente alle esigenze narrative del manga, accentuando con vigore la situazione che vivono questi bambini ai quali è stato imposto di crescere troppo in fretta da uno spietato istinto di sopravvivenza. Soprattutto i loro occhi sembrano parlare, mostrando quanto sia maturo lo sguardo di chi deve lottare ogni giorno per sopravvivere.

Come sempre non posso far altro se non consigliarvi di leggere questo manga che vi trasporterà con tanta inquietudine e la sua irresistibile storia.

Buona lettura!

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