Save the date: Il diner nel deserto di James Anderson – #Releaseday

 

Non era il paradiso, e non era l’inferno, solo un rettilineo che gli passava in mezzo.

 

Editore: NNEditore
Data di uscita: 13 settembre 2018
Pagine: 354
Prezzo: 18.00 €
Acquistalo subito: Il diner nel deserto

Ben Jones è un camionista sull’orlo della bancarotta che effettua consegne lungo la statale 117 del deserto dello Utah, una terra ospitale solo per chi ha scelto di isolarsi dal mondo. Un giorno Ben incontra Claire, che si nasconde dal marito in una casa abbandonata e suona le corde di un violoncello invisibile. L’amore per Claire porta Ben a stringere amicizia con Ginny, un’adolescente incinta in rotta con la madre, e a fare i conti con il burbero affetto di Walt, il proprietario di un diner nel deserto chiuso da anni in seguito a un terribile fatto di sangue. Tra rivelazioni inaspettate, scomparse improvvise e il furto di un prezioso strumento musicale, tutti incontrano il proprio destino, cieco come le alluvioni che allagano i canyon rocciosi.
Oggi abbiamo un interessante motivo per fare un salto in libreria, è il giorno di uscita del romanzo di esordio di James Anderson, scrittore americano, il romanzo, Il diner nel deserto è edito da NNEditore; si tratta del primo volume della Serie del Deserto. La casa editrice fa approdare nuovamente nelle nostre librerie uno spaccato della letteratura americana contemporanea, sicuramente Anderson è uno scrittore da tenere d’occhio!
Io sono stata folgorata dalla trama del romanzo, quando vedo qualcosa ambientato in un’America spartana, selvaggia o rurale sono attratta come una calamita, non vedo assolutamente l’ora di immergermi tra le pagine e scoprire l’autore e la sua storia.

 

About the story…

È la storia di Ben Jones, autista di camion che effettua con­segne lungo un’autostrada seminascosta nel deserto dello Utah; sull’orlo della bancarotta, un giorno incontra Claire, che si nasconde in una casa isolata e custodisce un segreto che porterà a drammatiche conseguenze. Nemico e alleato di Ben è Walt Butterfield, proprietario di un diner nel deserto chiuso da più di quarant’anni, in seguito a un terri­bile fatto di sangue.
Il diner nel deserto ha uno stile asciutto dove scorre un’intensa vena poetica e le descrizioni sono brevi e suggestive. L’intera vicenda si svolge in un luogo dove si può viaggiare per centinaia di chilometri senza incontrare anima viva. Un mondo quasi alieno, fatto di colori abbaglianti, notti gelate seguite da giorni di caldo soffocante, uomini e donne in cerca di soli­tudine ma che il destino spinge l’uno verso l’altra. È un romanzo pieno di sorprese, dai panorami seducenti ed è scritto in una lingua semplice e calda, capace di evocare un mondo a parte dove gli esseri umani sono come i fiori del deserto, toccati da una brevissi­ma primavera in mezzo a un lungo e furioso inverno.

 

…Who is the author?

 

James Anderson è uno scrittore e poeta americano, nato a Seattle. I suoi raccon­ti e le sue poesie sono stati pubblicati, tra gli altri, su The Bloomsbury ReviewNew LettersSolstice MagazineIl diner nel deserto è il suo primo romanzo, con cui NNE inaugura la Serie del Deserto, che continuerà con il secondo romanzo, Lullaby Road.

 

…un salto nella prima pagina della storia

 

Un sole rosso stava in bilico sull’orizzonte quando arrivai al Premiato Diner del Deserto. Le ombre dell’alba ne avvolgevano gli angoli. Nel cielo che si andava rischiarando era ancora visibile una pallida luna piena. Parcheggiai l’autoarticolato lungo il perimetro esterno in ghiaia. Sulla porta era appeso il cartello CHIUSO. A sinistra, come una specie di monumento a Superman, una babina telefonica in vetro e metallo nero. Dentro c’era un vero telefono con il disco che ruotavascattando su dieci numeri bianchi. A differenza dei telefoni nei film, questo funzionava – se avevi abbastanza monetine. La curiosità non era mai stata un problema per me. La trattavo come un cane che dorme in una discarica. In linea di massima, non scavalcavo la recinzione. Alcune cicatrici frastagliate sul sedere mi ricordavano le poche volte in cui avevo violato quella regola. Solo perché il cane non si vede, non vuol dire che non ci sia. Certo, di tanto in tanto do una sbirciatina oltre la rete. Ciò che vedo e penso lo tengo per me. Quel lunedì mattina di fine maggio mi trovavo particolarmente vicino alla recinzione. Walt Butterfield, il proprietario del diner era una specie di unitariano: la sua era una prrocchia con un unico fedele, di cui lui stesso era il cane da guardia. La sua discarica era il Premiato Diner del Deseto, e prima di strapparti la gola non abbaiava nè ringhiava. Mi piaceva lui e mi piaceva il suo rottamaio. Quel luogo era una specie di strano tempio.

 

Intrigante, non trovate?
#Staytuned per scoprirne di più!

 


 

 

May the Force be with you!
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