Schegge di verità di Monica Lombardi | Recensione di Sandy

“Le avevano solo detto che si chiamava Livia. Un nome come un altro, non le diceva proprio niente.”

IL ROMANZO

Prezzo: € 9,99

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Qualsiasi cosa per riaverla. Qualsiasi cosa per riaverle entrambe.

Due donne, due amiche, Giulia e Livia, rapite una sera di novembre mentre tornano dal cinema. Una delle due riesce a fuggire, ma non ricorda nulla, né del rapimento né del suo passato. Il suo aiuto potrebbe essere determinante per la polizia, se solo riuscisse a mettere insieme le schegge di verità che come lampi le attraversano la mente. Il volto che però vede nello specchio continua a esserle del tutto estraneo.

Le indagini possono dunque partire solo dal bosco, teatro della fuga, e dalla spessa nebbia che blocca la sua memoria.

A guidarle è il commissario Emilio Arco, con l’aiuto di Ilaria Benni, una sensitiva in grado di percepire la paura delle persone, e di uno psichiatra, coinvolto per motivi che oltrepassano la sfera professionale.

Let’s talk about “Schegge di verità”

 

“Era strano ricordarsi i modi di dire e i meccanismi sociali senza sapere quale ruolo, quale posizione, si occupava in quella stessa società.”

Oggi parliamo di una piacevole scoperta, un romanzo che definirei ibrido tra un thriller psicologico con una pennellata di romance. L’autrice ha uno stile evocativo, riesce a suscitare emozioni incontrollabili attraverso le righe. È come entrare dentro un tunnel e non trovare la via d’uscita, continuare ad annaspare nell’ombra e sperare un giorno di sentire i raggi del sole baciare il proprio viso.

Per Monica Lombardi la verità è fatta di schegge, frammenti di ricordi confusi dove incastrare ogni tassello è un’impresa ardua. La realtà appare distorta e confusa, come se il filo del discorso si fosse spezzato e una estremità fosse andata perduta nell’oscurità. Questo è il caso di Giulia e Livia. Due donne rapite, di cui si erano perse le tracce da moltissimo tempo, almeno fino a quando una delle due fa la sua comparsa dal nulla. Livia riesce a sfuggire dall’incubo nel quale era intrappolata, lasciando una fetta di sè indietro, i suoi ricordi. La sua memoria è oscurata da un velo che, per quanto le impedisca di essere aiuto nelle indagini, allo stesso tempo la protegge da una cruenta verità.

“La donna allo specchio non rispondeva. Si limitava a restituirle un riflesso che non le rivelava.”

Andrea, il compagno di Giulia cerca però risposte. Come ha fatto Livia a fuggire e dove si trova l’amore della sua vita? La mente di Livia è bloccata, anche se volesse ricordare non riesce nell’intento. Per questo motivo Andrea si offre di aiutarla nel difficile viaggio per recuperare ciò che il cervello ha sopito. La vicinanza di quel uomo scaturisce qualcosa in lei, lo sente sempre la sua fiducia in lui. Si presenta come un amico, omettendo di essere uno specialista, ai suoi occhi è solo il compagno di Giulia, che vuole aiutarla e ritrovare la sua amica. È difficile restire al suo fascino, all’inizio appare per questo ancora più confusa e come se non bastasse si sente in colpa nei confronti di Giulia, ma è il suo fisico a sentire il bisogno di Andrea, che nei suoi sogni fa puntualmente la sua comparsa, rendendo tutto ancora più complicato. Diviene una lotta lo stargli semplicemente accanto, è un desiderio selvaggio e primitivo che cresce pagina dopo pagina.

Il commissario Arco però ha un’indagine da portare avanti, si serve quindi di Ilaria, una sensitiva per cercare di aiutare Livia a ritrovare la donna ancora perduta. Ci sono ancora moltissimi passi da compiere prima di capire cosa sia realmente successo alle due vittime, per questo l’autrice ci offre un’ampia visione attraverso diversi punti di vista, permettendoci di andare nel cuore della storia, lasciando una scia di mollicche di indizi per ricostruire la vita di queste giovani donne devastate da una tragedia.

“Un rumore. Un improbabile salvataggio. Uno dei suoi aguzzini. La morte.”

Come ho detto all’inizio, si tratta di un ibrido e come tale giocano un ruolo fondamentale entrambi i generi. Io posso parlarvi del genere thriller, non avendo acquisito abbastanza nozioni per giudicare la parte romance. Per quanto riguarda il genere che apprezzo, quindi il thriller, devo dire che il romanzo rispecchia ciò che promette: un interessante ed avvicente viaggio, reso intrigante dalla penna della Lombardi che riesce a muoversi a suo agio tra le righe, scavando tra le profondità di una mente alterata, quella di Livia, alle prese con una vita tutta da riscoprire, almeno fino a quando non viene inquinato dalla parte romance. Per tutta la durata della prima parte ero praticamente incollata al reader in attesa di saperne di più di cogliere le sfumature di ciò che mi ero persa per strada. È un’opera che sicuramente concilia due fette di generi diversi, ma in alcuni momenti ho avuto l’impressione di leggere due romanzi diversi, come se mancasse qualcosa che mi spingesse a dire è perfetto, ma ciò nonostante mi ha colpita. È l’idea della verità come frammenti, questa metafora perfetta per descrivere la mente ad avermi affascinata, se ci pensate siamo come specchi, ma quando la nostra mente si frammunta è difficile trovarsi, ritrovarsi.

 

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