Showtime: Hunter × Hunter, il remake (2011)

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“Dovresti goderti le piccole deviazioni al massimo. Sulla tua strada troverai qualcosa di più importante di ciò che stai cercando.”

Hunter × Hunter (2011)

Titolo Originale: Hunter x Hunter (2011)
Tratto dal manga di Yoshihiro Togashi
Regia: Hiroshi Kōjina
Produzione: Madhouse
Sceneggiatura: Jun Maekawa
Data di uscita: 2011

Genere: Avventura
Episodi: 148
Durata episodi: 25 minuti

Nuovo adattamento dell’omonimo manga di Yoshihiro Togashi, Hunter x Hunter racconta la storia di Gon, un ragazzo dalle mille risorse deciso a diventare Cacciatore per seguire le orme paterne e poter, allo stesso tempo, comprendere meglio il genitore che lo ha abbandonato ancora in fasce. Partito per la prova d’esame da cacciatore, a bordo di una nave Gon fa subito la conoscenza di altri due aspiranti Cacciatori, Leorio e Kurapika, mentre incontra il gioviale Killua e lo spietato Hisoka nelle primissime prove di un esame apparentemente infinito…

In questo giovedì dal sapore primaverile vi parlo di una delle serie animate che mi ha conquistata quest’anno: il remake di Hunter x Hunter, prodotto da Madhouse e diretto da Hiroshi Kōjina.

In 148 episodi questo anime è riuscito ad incanalare l’essenza del manga di Yoshihiro Togashi, trasformandolo in un viaggio alla scoperta di un mondo inesplorato fatto di meraviglie e atrocità, ma è anche la storia di una profonda amicizia che lega quattro persone.

Tutto comincia sull’Isola Balena, dove Gon è intento a mantenere la promessa fatta a sua zia, ovvero che non avrebbe mai lasciato l’isola finché non avesse pescato il pesce più grande del fiume. A soli dodici anni ci è riuscito. Con la meraviglia negli occhi e la voglia di mettersi alla prova e di affrontare il mondo Gon lascia l’isola, imbarcandosi sulla nave diretta al luogo in cui si terrà il terribile esame per diventare hunter (il tutto fra le lacrime di sua zia). Questo è l’unico modo che ha Gon per poter incontrare un giorno suo padre, il suo unico punto di riferimento, un double hunter famoso in tutto il mondo, un traguardo da raggiungere che agli occhi del figlio sembra essere inarrivabile. È proprio qui, su questa nave che lo porterà a sostenere l’esame che incontrerà i suoi primi due amici, Kurapika e Leorio, due teste calde con una forza di volontà tale da spaccare le pietre con lo sguardo.

Per chi non lo sapesse l’esame di hunter non è una semplice prova da superare, nemmeno un test, bensì una gara per testare sé stessi, mettendo in gioco la propria vita per dimostrare la propria forza per conquistare il titolo tanto ambito.

All’inizio ero scettica. Io odio sia i reboot che i remake. Moltissime volte rielaborare una storia già perfetta di suo finisce per snaturarla, i classici esempi sono le trasposizioni cinematografiche e seriali che ci hanno bombardato in questi ultimi anni.

In questo senso Hunter x Hunter mi ha stupita. Non solo è stato piacevole ricordare i miei pomeriggi davanti a Italia 1, quando partiva la sigla ed era impossibile non cantarla, ma vedere la storia quanto più simile al manga è una cosa che ogni fanatico spera di ottenere. La regia in questo ha dimostrato di amare questo manga, e ciò lo percepisce dalla cura nei dettagli con cui sono state girate tutte le puntate, animazione dopo animazione, pianto dopo pianto, canzone dopo canzone.

Vedere Gon prendere il mare mi ha ricordato Rufy, quando salpava per la prima volta e dava il via alla sua avventura. C’erano stupore e meraviglia negli occhi di questo piccolo protagonista, le stesse impresse su quelli del pirata, qualche volta soffocati dalla cruda realtà che piombava sulle sue spalle come un macigno e che lo hanno portato a maturare ma senza mai perdere la scintilla del folle sognatore.

Hunter x Hunter è una tavolozza di colori sgargianti e vivaci che brillano di luce propria e accecano gli spettatori, portandoli ad amare quelle sfumature così vive, ma poco a poco diventano opache, si spengono e lasciano che sia la bellezza di un colore più cupo e tetro a far risaltare il lato oscuro di quest’avventura.

L’esame per diventare hunter è una folle e violenta corsa dove ciò che conta non è soltanto arrivare alla meta, ma sfruttare ogni losco trucchetto pur di sopravvivere e da ciò che apprendiamo, concetti come la pietà o il fair play non esistono, tutto è lecito e Gon lo imparerà sulla propria pelle. Da quest’avventura però troverà un altro amico leale sul quale contare, Killua, che già dalle prime battute è attratto da Gon e cerca in tutto e per tutto di tenerselo stretto, sia come avversario, ma soprattutto come amico.

La loro è un’amicizia nata in maniera spontanea ed è piacevole assistere ai suoi sviluppi. L’uno è la spalla dell’altro, si aiutano a vicenda a crescere e si completano in maniera perfetta, l’ingenuità di uno viene sopperita dalla logica dell’altro, mentre la fiducia di Gon spinge Killua ad accettare che il mondo non è tutto bianco e nero, ma che fra questi due c’è un’infinita varietà di colori.

Dall’altra parte Kurapika e Leorio sono come il giorno e la notte, uno è un calcolatore pacato e preciso in ogni cosa che fa, mentre l’altro è una testa calda pronta a scoppiare per la più piccola scintilla. C’è da dire che anche loro hanno sofferto molto e in questo caso la sofferenza di uno completa le mancanze dell’altro. Sebbene Kurapika ad un primo sguardo sembri la persona più tranquilla del mondo, basta anche solo sentir nominare la parola “ragno” per farlo uscire di senno, mentre Leorio con la sua impulsività e aggressività tenta semplicemente di nascondere il suo lato vulnerabile, quello di uomo che ha già perso molto e che è disposto a tutto purché non accada ancora.

Nonostante fra i quattro Leorio sia il più debole è quello che mi ha conquistata. Con il suo modo di fare e la sua goffaggine è sempre pronto a rischiare la vita pur di evitare a qualcun altro di soffrire, caricandosi di pesi che nemmeno lui riesce a portare. La sua più grande paura è quella di diventare lui stesso un peso per gli altri a causa della sua debolezza, rendendolo il personaggio più umano e “normale” fra tutti, quello in cui ognuno di noi si potrebbe identificare, una persona che non è immune al fascino della ricchezza facile e del piacere, ma che è in grado di lasciare ogni cosa per correre in soccorso dei suoi amici (Leorio for president).

Così come ci sono personaggi in grado di far palpitare il cuore, ci sono anche quelli che inquietano e affascinano allo stesso tempo per la loro follia. Sto parlando del terribile duo composta da Hisoka e Illumi, due “amici per l’omicidio”, due pazzi sfrenati che muoiono letteralmente dalla voglia di affondare le mani nel sangue altrui e nel caso di Hisoka, non vede l’ora di raccogliere i frutti maturi che un giorno diventeranno Gon e Killua. La sua ossessione per questi due rasenta la pedofilia spinta, impulso che trattiene a stento in nome di una futura scorpacciata di sangue, che spera i due potranno offrirgli con un duello alla sua altezza, ovviamente all’ultimo sangue.

La parte che ho preferito senza ombra di dubbio è quella dedicata a Greed Island, dove Gon e Killua sfruttano ogni momento del gioco per allenarsi e diventare più forti, godendosi ciò che il padre di Gon ha creato. Purtroppo è un mondo spietato, la competizione corrode i partecipanti al punto da spingerli a commettere atrocità contro gli altri giocatori, ma come al solito Gon ribalta la situazione, mostrando quanto sia importante divertirsi più che vincere. La vittoria non è importante se non hai qualcuno con cui condividerla.

Però mentirei se non dicessi che la parte dedicata alle formichimere non sia stata altrettanto emozionante, soprattutto l’amicizia che lega Meruem a Komugi, finita in maniera tragica e strappalacrime, non ce l’ho fatta a non piangere per un’ora filata. Perché ho pianto? Semplicemente perché era troppo intenso, l’essere più spietato del mondo si trasforma agli occhi di una semplice ragazzina cieca in qualcuno che ha un cuore e per il quale vale la pena non solo vivere ma anche morire. Avrei molto altro da dire su questi due, ma non ce la faccio. Al solo ricordo la fontana riapre i rubinetti

Vedere Hunter x Hunter, almeno questo remake, nel 2018 significa partire per un viaggio unico e imprevedibile, ricco di emozioni e intenso al punto da diventare d’ispirazione per chiunque.

🥊Anime Consigliati: One Piece
🥊Reazione post visione: Mi sto preparando per sostenere l’esame da Hunter. Se non dovessi più tornare è perchè non ce l’ho fatta. È stato bello, addio.
🥊Puntate viste: 148
🥊Da guardare preferibilmente: Subito. Avvertenze. Può creare dipendenza, pianti disperati e risate contagiose, ma anche morte improvvisa a chi scopre che il manga è fermo.

 

May the Force be with you!
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